Gli uomini e le donne non sono tutti uguali

betty boop santa

L’altra sera mi è capitato di andare a prendere un aperitivo con un gruppo di persone che definire amici forse è un po’ troppo: diciamo conoscenti, di quelli che vedi di tanto in tanto, un po’ per caso un po’ per dovere, a cui ti legano un misto di interessi di lavoro e di vaghe comuni frequentazioni, ma nulla più. Una decina di uomini e donne, tutti quasi quarantenni, di Destra e Sinistra, estrazione varia, cultura medio alta, lavori che vanno dall’imprenditore al professionista. Il clima era informale, il caldo torrido, gli uomini quasi eleganti e noi ragazze pressappoco in tiro, l’aperitivo ghiacciato come si conviene in simili circostanze, e la conversazione, quindi, rimaneva superficiale, senza particolari affondi, come quelle bollicine che nella Coca Cola non sanno se andare su o giù.

Poi qualcuno, non ricordo nemmeno chi, ha cominciato con le battute su Berlusconi e le sue escort. S’è andati avanti per un dieci minuti, sfoderando tutto il repertorio di doppi sensi e l’intero campionario del gossip. Mi sono estraniata dalla conversazione, per studiare i tipi e le facce dei conversanti, i loro atteggiamenti: c’era il pettegolo che riferiva i particolari più sconci, l’informatissimo che millantava conoscenze di retroscena ancor più segreti, il saputello che poteva citare a memoria non solo tutti gli scandali della presente legislatura, ma anche quelli delle precedenti, per risalire fino al caso Montesi, il caciarone che sfornava a raffica battutacce da caserma, la donna di mondo che comparava i look delle fanciulle disponibili e degli utilizzatori finali. Mancavano, in questo campionario di società civile, gli scandalizzati. Di Destra o di Sinistra, laici o cattolici, non ce n’era uno, in piedi attorno al tavolo, con l’aperitivo in mano e il ghiaccio a tintinnare nel bicchiere, che mostrasse un minimo di sincero imbarazzo o di comprensibile sconforto per questa serie di scandali che sì, possono essere ridicoli, ma coinvolgono comunque un’altissima carica dello Stato e danno in ogni caso l’immagine dell’Italia come un paese che va a puttane, a cominciare dal Premier.

Intendiamoci, a me i Savonarola non piacciono, anzi m’hanno sempre dato l’allergia. Non vagheggio teorie di Piagnoni che entrano a Villa Certosa per bonificarla bruciando le foto delle veline discinte: se Berlusconi va a letto con vallette, Letterine, Letteronze e interi alfabeti di compiacenti fanciulle pagandole per i loro servizi, credo che siano, in buona sostanza, fatti suoi, anche se un po’ miserelli. Ma in quel gruppo di adulti ben informati e passabilmente colti c’era qualcosa di più della bonaria indifferenza o della compassione sorniona: era vero e proprio menefreghismo, che ha toccato il culmine quando uno dei presenti ha sentenziato, candido candido: “Be’, sì, ma in fondo ammettiamolo: avremmo fatto tutti lo stesso, no?” riscuotendo l’approvazione di tutti i presenti, maschi e femmine che fossero.

È questo che mi ha fatto venire i brividi. Perché li ho già sentiti una volta, questi discorsi, me li ricordo bene: sono gli stessi che si sono cominciati a fare dopo la sbornia dei primi mesi di Tangentopoli. Una settimana prima erano tutti al Rafael a tirare le monetine in testa a Craxi, e pareva fossimo sull’orlo di una presa della Bastiglia; e poi paffete, passato tutto: si è cominciato a dire sì, ma in fondo rubavano tutti, in circostanze uguali avremmo rubato anche noi, era il sistema, era il periodo storico, sono i costi della democrazia, poi l’uomo è ladro per natura, eppoi ‘sti giudici, via, che vogliono? Son dei moralisti, han rotto il cazzo. La stessa aria che si respirava l’altra sera: eh certo, il Premier sorpreso con i pantaloni abbassati in compagnia di una professionista fa ridere, ma perché farne un caso politico? Pagava? Prometteva posti in lista, prebende europee, facilitazioni per progetti edilizi? Eh vabbe’, è il potere, lo faremmo tutti. E le donne, poi, facevano le puttane, anzi, peggio, si abbassavano ad andare a letto una tantum con il potente di turno per avere in regalo un ciondolo, una mancetta cash, un aiutino per la pratica, una candidatura al seggio in Consiglio Comunale di Vattelappesca, un condono per un balcone abusivo? Si sa, il mondo va così e le femmine sono tutte zoccole.

Ecco, scusate, no. Anche a costo di apparire una insopportabile moralista, molto rompicoglioni e fuori dal mondo, no. Non è vero. Non è vero che si è tutti ladri o zoccole, e che, in circostanze simili, si sarebbe tutti pronti a vendersi per un centone o una tartarughina. Come non è vero che tutti gli statali sono fannulloni, tutti i destrorsi cerebrolesi, tutti i sinistri spocchiosi radical chic, tutti i clandestini criminali. Non è vero che, in circostanze simili, tutti, invariabilmente, avrebbero scelto di comportarsi nel medesimo modo, rubando o facendo sesso in contropartita. Ci sono uomini che non rubano, non perché non hanno l’occasione giusta, ma perché eticamente lo ritengono scorretto; ci sono donne che non scambiano favori sessuali con favori di altro genere; ci sono persone, per dirla in breve, che non si prostituiscono, né letteralmente né in senso traslato, e decidono di vivere una vita onesta, con fatica, non svendendosi e accettando solo, se costretti, quei compromessi che si possono accettare senza perdere la propria dignità.

Crediamo nella libertà dell’individuo? Ecco, la libertà là si misura, nel saper dire no anche quando l’ambiente fa pressione nel senso opposto. La libertà consiste nel fatto che puoi decidere scientemente di compiere un reato (il latrocinio) o venderti per denaro o per ottenere appoggi, ma poi devi essere disposta/o a pagarne, come individuo, le conseguenze penali o morali. Non è che i meriti del successo possono essere tuoi, e la colpa dell’insuccesso invece della società, delle cattive compagnie o del momento storico.

Dire “Ma fanno tutti così” non è valido, e neppure invocare una pretesa “natura umana” che là porta, come una strada obbligata. Se si crede nella libertà dell’individuo, non lo si può giustificare poi con queste menate.

Ci sono uomini che non rubano, dirigenti che non smanacciano le segretarie, maschi che non sono mai stati, in vita loro, utilizzatori finali. Ci sono donne che per sbarcare il lunario puliscono i gabinetti, rispondono ai call center, si arrabattano come precarie nei lavori più strani, e, per far carriera, non battono alle feste vip. Hanno il santo diritto di non essere equiparati agli altri, che hanno scelto di fare diversamente. E se pensate che questo sia moralismo, pazienza: cambiate blog.

Cesare Cremonini, Gli uomini e le donne sono uguali

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49 pensieri su “Gli uomini e le donne non sono tutti uguali

  1. Uh, Giorgio, hai visto che è tornato sul blog il tuo amato Anselmo Pedron? Volevo dedicarti il post, so che lo adori… :-)

  2. Brava Galatea, ben detto. Saremo in pochi, ma è comunque così che insegno a mio figlio. Shall we overcome, some day?

  3. Oroscopo per Galtea del 23 luglio.

    Lavoro: Ottimo il lavoro, pessimo il dopo-lavoro! Cambia gli amici, i conoscenti, e anche il pub! Trova nuove compagnie che meglio si addicono alla tua personalità. Internet è un luogo perfetto dove incontrare di tutto, di più!
    Amore: 2000 anni fa erano etere, oggi zoccole. Medita sull’influenza della chiesa cattolica e sul lento regredire della civiltà moderna.
    Cultura: Sei vittima del maschilismo. Sarebbe più corretto affermare anche l’esistenza di donne che rubano e di uomini che si avvantaggiano con favori sessuali.
    Salute: L’etica di molti non vince l’ipocrisia di pochi, devi fartene una ragione. Se per questi brutti pensieri passi troppe notti in bianco consulta un bravo psicologo, o fai la escort.

  4. Fatti suoi? Beh, forse sono “anche” fatti nostri.

    Se in una residenza che ormai non è più privata ma istituzionale (tale è lo status di Villa Certosa o Palazzo Grazioli) oltre ad altri leader mondiali entrano pure del e-scort, con la possibilità che queste, più o meno indirettamente ,possano essere messe al corrente di fatti o vicende che riguardano il nostro Paese (penso alla sicurezza nazionale, ai dati sensibili di altri personaggi politici, magistrati ecc.) la trovo una cosa, diciamo così, non solo moralmente squallida ma anche politicamente grave.

    In paese serio uno premier così verrebbe cacciato a calci nel culo dall’opinione pubblica. In paese serio, appunto.

  5. La tua osservazioe non si chiama moralismo. E’ senso civico e passione civile. L’assenza di scrupoli morali ha corrotto anche il linguaggio.
    luigi non allineato

  6. Vedere quell’uomo che ammiccava ieri al TG, dicendo che in fondo siamo appunto “tutti uguali”, e sentire le oscene risate della platea di quella che dovrebbe essere una “classe dirigente”, mi ha urtato da morire.
    No, non siamo affatti “UGUALI”, e se volete chiamateci pure moralisti: di una nuova morale abbiamo un disperato bisogno, come disse il grande Gaber.

  7. Sì, anche io sono d’accordo che andrebbe cacciato. Non per le squillo che ha invitato nel lettone di Putin, ma perché non si rende conto che un uomo nella sia posizione non dovrebbe indulgere a certe abitudini, potenzialmente pericolose per lo Stato. In realtà non andrebbe neanche cacciato: in un paese con un minimo di senso dello Stato si sarebbe dimesso spontaneamente. Purtroppo siamo in Italia, non in un altro paese.

  8. Mi permetto un commento che forse è OT ma in fondo in fondo non lo è: viviamo in una società in cui sembra che sia GIUSTO e LECITO fare i furbi e guadagnare qualcosa da ogni situazione! Mi spiego: il mio grande ha avuto un incidente da niente ai campi solari dove ha rimediato una frattura a legno verde al radio guaribile senza conseguenze con 4 settimane di gesso; l’associazione che curava i campi mi ha informata della possibilità di fare denuncia all’assicurazione; mi sono consultata con la pediatra che mi ha confermato il referto del pronto soccorso e l’assenza di conseguenze vista l’età e il tipo di frattura. Abbiamo deciso di non fare richiesta all’assicurazione: a parte il ticket per togliere il gesso (tra l’altro entro la franchigia) non c’erano spese da sostenere!!! Ho passato una settimana a spiegare ad amici, parenti e conoscenti il come e perché quasi dovendo scusarmi a seguito di affermazioni tipo “ma vedi che con un buon avvocato e una buona perizia qualche punto e qualche soldo lo rimedi!!!” ….
    L’ho scritto: forse è OT.. ma forse no…
    Un abbraccio, Lisa

  9. Ben detto, se esiste il libero arbitrio è giusto non esercitarlo o esercitarlo anche contro tutte le pressioni sociali e a quel punto ci si assume la responsabilità di ciò che si è fatto in prima persona; altrettanto si rivendica il merito di una scelta eticamente e moralmente corretta.

  10. Nulla da eccepire su quanto riferito, tuttavia vorrei far notare che politica ed etica, storicamente, sono andate d’accordo molto difficilmante. Sicuramente, per fortuna, non tutti gli uomini e donne sono uguali… a quella signora dell’infortunio del figlio maggiore suggerirei, invece, un approfondimento… i postumi potrebbero manifestarsi in età avanzata, quindi non so se ha fatto bene a non chiedere un risarcimento, sicuramente dovuto, tenuto conto che le Compagnie di assicurazioni non sono Enti di beneficienza. Un ultima annotazione, non so quanti sanno o ricordano che Napoleone Bonaparte rimase oltre mezz’ora dietro la porta di una stanza, ad attendere che un Generale ( di cui non ricordo il nome) terminasse di fare l’amore con Giuseppina, prima di consegnargli il Decreto per la Campagna d’Italia. Napoleone sapeva benissimo cosatava avvenendo in quella stanza. E’ un atteggiamento immorale, cinico, machiavellico,ecc.??

  11. Quello di Napoleone era una atteggiamento cinico e machiavellico, o, più semplicemente, molto opportunista: non diverso da quello di molti attuali personaggi della scena politica. Chi è innamorato del potere sacrifica ad esso tutto, quindi è anche disposto a far andare a letto la moglie con un generale di cui gli serve l’appoggio, o a scaricare la moglie per sposare una principessina asburgica quando si rende conto gli serve un erede… Non mi scandalizza più di tanto e non mi stupisce, ché di simili esempi ce ne sono a bizzeffe nel corso della storia. Quello che mi dà fastidio, invece, è la pretesa che TUTTI e SEMPRE si debbano o si vogliano comportare come Napoleone (o come Berlusconi) e se non lo fanno è solo perché non ne hanno la possibilità. Non è così. C’è gente che ama il potere, o il denaro, o il successo, e per ottenerli è disposta a fare qualsiasi cosa. E c’è gente che non è disposta a fare qualsiasi cosa per il potere, i soldi, la visibilità. Non è nemmeno questioni di moralità, è solo questione, spesso, di voler vivere una vita in maniera diversa, e sentirsi più felici e realizzati se non si diventa dei ladri, degli squali, o delle gran zoccole.

  12. Siamo un paese di ladri e puttane e prima o dopo ci caschiamo tutti, chi fa l’integerrimo moralista vuol dire che lo fa abitualmente ed avendo la coda di paglia nega. In Italia se ti tampona un bimbo in triciclo fai partire la denuncia di infortunio, colpo di frusta e 2.000 euro rubati all’assicurazione. Salvo poi dire che tanto le assicurazione sono tutte ladre e rubare ad un ladro non è rubare.
    Poi mi viene da ridere a sentire un imbecille che ritiene che ci siano dei segreti nelle ville di Berlusconi che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza nazionale.
    Da sbellicarsi, ma dove vivi in Papuasia? Il segreto più grande che potresti trafugare è il cellulare della Daddario. Ma lo trovi anche su internet.

  13. Mi spiace, caro Aramis. Pur essendo italiana non sono una ladra, non ho mai fatto la puttana e non ho nulla da negare nè code di paglia da nascondere. Ti inviterei inoltre a non dare dell’imbecille, in casa mia, ad altri commentatori. Se non riesci ad essere civile, non usare la scusa che tutti sono maleducati. Qui no, adeguati o vattene.

  14. @Galatea

    Hanno torto e hanno ragione.
    Il mondo gira in un certo senso ed i più si adeguano e ne approfittano.
    Gli oppressi diventano oppressori, se data loro l’occasione. Non è una assoluto ma rimane una consuetudine alla quale è più semplice conformarsi che affrancarsene.

    E perchè poi dovrebbero affrancarse? Che cosa gliene viene in tasca?
    Un pugno di mosche. Qualche rogna in più da grattarsi.

    Vedono il mondo e capiscono che per quanto si impegnino nulla cambia.
    Ma si sbagliano.

    Non si rendono conto che quando si risponde “no” alla forma precostituita e alle rotte già percorse qualcosa è già diverso. Tu che hai risposto sei diverso.

    Credo che possa essere una motivazione sufficiente.

    <>

    Indro Montanelli, “Stanza” del 20 febbraio 1996

  15. Tra le parentesi di cui al commento qui sopra:

    Battetevi sempre per le cose in cui credete. Perderete, come le ho perse io, tutte le battaglie. Una sola potete vincerne: quella che s’ingaggia ogni mattina, quando ci si fa la barba, davanti allo specchio. Se vi ci potete guardare senza arrossire, contentatevi.

    Indro Montanelli, “Stanza” del 20 febbraio 1996

  16. Io non cambo blog, perchè condivido quello che scrivi, i discorsi che hai sentito le sento anchio tutti i giorni dai miei colleghi di lavoro – salvo rare eccezioni – un piccolo consiglio, cambia compagnia…

  17. “(Non è vero che) tutti i destrorsi sono cerebrolesi”.
    Verissimo, cara Galatea.
    Ci sono anche i farabutti ;-)

  18. Pingback: Sonate vom guten Menschen « Diemme

  19. Le categorie sono un meccanismo usato dalla mente per motivi di economia cognitiva. Come ogni modello del mondo, esse contengono meno informazione dell’entità che rappresentano. Stupirsi significa non avere chiaro il loro ruolo nell’ecosistema psichico.

  20. Genesi 13:13
    Gli abitanti di Sodoma erano perversi e grandi peccatori contro il SIGNORE.

    Genesi 18:20-21
    20 Il SIGNORE disse: «Siccome il grido che sale da Sodoma e Gomorra è grande e siccome il loro peccato è molto grave, 21 io scenderò e vedrò se hanno veramente agito secondo il grido che è giunto fino a me; e, se così non è, lo saprò».

    Genesi 19:12-29

    (Lu 17:28-32; 2P 2:6-9; Gd 7) Mt 11:23-24
    12 Quegli uomini dissero a Lot: «Chi hai ancora qui? Fa’ uscire da questo luogo generi, figli, figlie e chiunque dei tuoi è in questa città, 13 perché noi distruggeremo questo luogo. Infatti il grido contro i suoi abitanti è grande davanti al SIGNORE, e il SIGNORE ci ha mandati a distruggerlo». 14 Allora Lot uscì, parlò ai suoi generi che avevano preso le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il SIGNORE sta per distruggere la città». Ma ai suoi generi parve che volesse scherzare.
    15 Quando l’alba cominciò ad apparire, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: «Àlzati, prendi tua moglie e le tue figlie che si trovano qui, perché tu non perisca nel castigo di questa città». 16 Ma egli indugiava; e quegli uomini presero per la mano lui, sua moglie e le sue due figlie, perché il SIGNORE lo voleva risparmiare; lo portarono via, e lo misero fuori della città.
    17 Dopo averli fatti uscire, uno di quegli uomini disse: «Metti la tua vita al sicuro: non guardare indietro e non ti fermare in alcun luogo della pianura; cerca scampo sul monte, altrimenti perirai!» 18 Lot rispose loro: «No, mio signore! 19 Ecco, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai mostrato la grandezza della tua bontà verso di me, conservandomi in vita; ma io non posso salvarmi sui monti prima che il disastro mi travolga e io muoia. 20 Ecco, c’è questa città vicina per rifugiarmi – è piccola – e lascia che io fugga lì – e non è forse piccola? – e così io vivrò». 21 E quello rispose: «Ecco, anche questa grazia io ti concedo: di non distruggere la città della quale hai parlato. 22 Affrèttati, rifùgiati là, perché io non posso far nulla finché tu non vi sia giunto». Perciò quella città fu chiamata Soar.
    23 Il sole spuntava sulla terra quando Lot arrivò a Soar. 24 Allora il SIGNORE fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte del SIGNORE; 25 egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. 26 Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale.
    27 Abraamo si alzò la mattina presto e andò al luogo dove si era prima fermato davanti al SIGNORE; 28 guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
    29 Fu così che Dio si ricordò d’Abraamo, quand’egli distrusse le città della pianura e fece scampare Lot al disastro, mentre distruggeva le città dove Lot aveva abitato.

  21. Credo che alcuni dei tuoi conoscenti sotto sotto la pensino come te, ma qui dirlo ad alta voce ad un’ aperitivo è considerato inappropriato.Non so se sarebbe una buona notizia o meno.
    Mi sembra di capire che gli hai detto in faccia quello che hai scritto qui: brava! A me non sempre riesce, mi vien troppo facile disprezzare in silenzio o far sfoggio di cinismo, ma certi atteggiamenti andrebbero presi sempre di petto.

    @abesibe
    battuta trita e decisamente fuori luogo.
    Non finisco mai di stupirmi di quanto godiamo partecipando a questa guerra per bande pur sapeno che entrambe ci son nemiche.

  22. io credo, come te, che non tutti siano ladri per natura. certo, l’occasione fa l’uomo ladro, ma non sempre. ma vedo un “scivolamento” verso il basso, in questi ultimi anni, al di là del partito che siede al governo. è proprio la società che tende a peggiorarsi sempre: quello che ieri era immorale, poi è diventato illecito, poi una cosa che “così fan tutti”, e quindi alla fine chi non la fa (vedi il discorso di truffare le assicurazioni) viene considerato uno stupido, perchè tanto fanno tutti così.

    personalmente che il premier vada a letto con chiunque non è un problema mio. che le paghi con i nostri soldi comincia a infastidirmi. che poi neghi l’evidenza, questo non lo tollero: è una questione di dignità. un capo di stato che farfuglia difese invocando complotti comunisti quando viene beccato in flagrante a raccontare balle dovrebbe dimettersi. o essere cacciato a calci in culo.

    baci

    juni

  23. Urca, Ercole… uno che mi lascia come mail la casella di posta elettronica della Casa Bianca mi lascia un po’ perplessa. O è uno scherzo o sei Obama e leggi di nascosto il mio blog… quale delle due?

  24. Eh Juni, son d’accordo anche io. Ci ha fatto la figura del marito che viene sorpreso dalla moglie a letto con l’amante, e invece di scusarsi semplicemente e sperare che lei lo perdoni, strepita che è un complotto della suocera…

  25. bel post. Io però credo che il discorso “così fan tutti” sia, almeno in parte, un riflesso condizionato antropologico della tribù italica. Lo si esprime in pubblico per “quieto vivere”, in mancanza di sponde per discorsi ed azioni alternative. In fondo lo dici anche tu che è fastidioso sentirsi dare del moralista. E poi, a che prò? In altre parole: mi pare che viviamo in una società che non si fa mancare nulla in termini di ferocia contro i deboli, ma è storicamente abituata a perdonare i peccati dei potenti, non perchè (o non solo..) vorrebbe ripeterne le gesta, ma perchè ha paura di perdere le sicurezze che l’ossequio garantisce e correre il rischio di essere qualificati come non conformisti nuoce gravemente alla salute. Ma se solo il satrapo cadesse ci sarebbe la corsa al forcone e fioccherebbero abiure che non si vedevano dai tempi di Diocleziano…

  26. La prima espressione che tradisce la sottile vena di moralismo esacerbato che pervade tutto il tuo post, Galatea, è quel “anche se miserelli”.
    Questo moralismo, nel senso non deteriore del termine, che mi sembra tu voglia negare, emerge poi chiaramente quando in risposta a un tizio scrivi “C’è gente che ama il potere, o il denaro, o il successo, e per ottenerli è disposta a fare qualsiasi cosa. E c’è gente che non è disposta a fare qualsiasi cosa per il potere, i soldi, la visibilità. Non è nemmeno questioni di moralità, è solo questione, spesso, di voler vivere una vita in maniera diversa, e sentirsi più felici e realizzati se non si diventa dei ladri, degli squali, o delle gran zoccole”.
    Ecco, non è che tu abbia torto, scrivendo questo. Hai torto quando ti aspetti che si trovi gente del secondo tipo in politica. Mi stupisce che la lettura dei classici non ti abbia reso più avvertita su questo punto. Machiavelli ha scritto quello che ha scritto perché tra la classicità e il rinascimento c’era stato di mezzo il medio evo, che è proprio in tutti i sensi un evo di mezzo, e che giustamente gli inglesi per primi chiamarono dark ages. Si era reso necessario per rompere una corte secolare di menzogne che aveva avviluppato la letteratura e la filosofia, ma non il senso comune. I personaggi che tu descrivi non sono altro che i fiorentini che fanno da sfondo alle novelle di Boccaccio. Si legge una delusione nelle tue parole che implica una precedente illusione. Ecco, è la seconda che deve dispiacerti di più.
    Della vicenda Berlusconi provoca sconforto la volgarità, ma la necessaria dose di pessimismo antropologico che dovrebbe venirti dalla conoscenza dei classici ti dovrebbe pure suggerire che è molto (ma molto) più miserabile il fatto che il candidato più moralista e bacchettone (bacchettone anche nel caso Englaro, a sua insaputa, ma questo è un altro discorso) e strillone del PD fregasse sulla nota spese.
    Insomma, la seconda categoria di persone che tu citi, quella che non è disposta etc, semplicemente non la trovi in politica. Non la trovi mai. Lasciando da parte i berlusconi e la loro pochezza, non c’è Pericle, non c’è Cesare, non c’è Augusto che non abbia esercitato il suo potere ANCHE nel senso che tu condanni. E’ semplicemente un dato di fatto. Messo l’occchio al buco della serratura, ogni conventio ad excludendum viene meno, e non si salva più nessuno. Che poi gli aperitivanti di cui parli la prendessero così significa ancora un’altra cosa, che ti sintetizzerò con pochi versi alla cui sostanza serissima Ariosto dà un tono scherzoso: “…non dirò squadre, non dirò falange, / ma vulgo e populazzo voglio dire, / degno, prima che nasca, di morire”.
    Saluti.
    red. cac.

  27. Forse hai ragione, a dire che gente simile in politica non se ne trova. E magari è anche bene che non ci sia, non sarebbe adatta alla bisogna. Però ecco, tu citi Augusto, Cesare, Pericle: quello che invero deprime, nelle attuali vicende italiane, è l’assoluta pochezza dei personaggi coinvolti, la loro miseria e volgarità. Si può chiudere un occhio sul comportamento a volte assolutamente meschino di un grande. Perché è grande, appunto. Riscatta il suo lato poco edificante con tutto il resto. Qui non vedo grandezze che possano riscattare alcunché. Devo essere sincera, dopo tutta questa faccenda delle escort, Berlusconi non riesco nemmeno più ad odiarlo. Tutto mi sembra così ridicolo, pateticamente farsesco, che Silvio, la sua corte, gli amici, i nemici, i difensori d’ufficio e gli accusatori per principio, questa Italia in generale mi pare un paese che non merita un sentimento forte come l’odio. Solo un amaro sorriso di compatimento. Deve essere il mio moralismo intrinseco, che ci vuoi fa’.

  28. Mi sono permesso, Galatea, di pubblicarlo di là da noi, appena ritoccato, perché non credo ci sia niente di scorretto nei tuoi confronti. Nel caso no la pensassi come me, dimmelo e lo cancello.
    Piuttosto, per ragioni che a me resteranno a lungo misteriose, postato alle 21.03 di oggi 24 luglio, cioè un’ora e 20 dopo avere scritto qui, di là io lo leggo in data 23 luglio alle 10.43, e a me appare preceduto da tutti i posto del 24 e del 23 c.m.
    Ancora saluti.
    red. cac.

  29. Su questo Galatea invece concordo in toto. Io direi ancora che grandi uomini politici come quelli che abbiamo citato ci costringono con la loro statura di statisti a chiudere un occhio e talvolta due. Oggi no. Ma forse il mio commento era rivolto alle tue considerazioni sul gruppo di persone che commentavano la vicenda. Forse sono più deluso di te, e forse la mia dose di moralismo è altrettanto forte, ma ormai rassegnata. E gli amici diventano sempre meno.

  30. Guarda, non chiedermi chiarimenti tecnici su come vengono gestite le pagine dei blog dal Cannocchiale, perché come funzioni il Canocchio non l’ho mai capito: controlla se per caso non c’è qualche errore di impostazione nell’orologio della piattaforma.
    Quanto al tuo commento, oltre a quanto già risposto sopra, vorrei precisare: probabilmente è una forma di moralismo, ma non mi riesce di non considerare un po’ miserello (nel senso di un tantino patetico) un settantenne che o paga una donna per far sesso con lui, o, nel caso non sappia il mestiere praticato dalla signora, pensi davvero che una signorina tanto più giovane vada a letto con lui perché lo trova affascinante, soprattutto se la signorina in questione, invece, ha più volte fatto capire che ciò che le interessa è sbloccare una pratica edilizia. Confesso, a dispetto di quanto dice Repubblica, a me in questa vicenda Berlusconi non pare faccia la parte del genio del male corrotto e corruttore di minorenni o profittatore di fanciulle in fiore, ma quella del Cumenda un po’ bauscia, o del vecchio tontolone che viene gabbato dalla camerierina scaltra nella commedia dell’Arte. Che, dal punto di vista politico, è pure peggio: lo hanno menato per il naso tutti: la D’Addario, la sua amica che si fa scucire tartarughina e diecimila euro cash per essere stata una serata ad ascoltare Apicella, le fanciulline che, dopo un giretto in aereo e quattro moine sotto la doccia a Villa Certosa, si ritrovano candidate in vari rami del Parlamento, la Noemi e la di lei famiglia, ora pronta a partire tutta assieme per l’Isola dei Famosi…insomma,ad un tipo simile, che si fa fregare così da ogni squinzietta che passa, diamo da reggere il paese? Non sarebbe meglio pensionarlo e lasciarlo giocare con qualche giovane badante di bell’aspetto, modello Playboy Mansion?Qualche dubbio viene, ne converrai.

  31. Molto ben detto: del “così fan – o farebbero – tutti” e/o del “lo criticate per pura invidia” non se ne può davvero più. Non è così e queste teorie autoassolutorie danno parecchio da pensare in merito alla mentalità di chi le enuncia con una cinica alzata di spalle.
    Una sola considerazione sul tuo post che mi trova per il resto entusiasticamente d’accordo. Tu affermi che, se il brevilineo Silvio si sollazza con veline, letterine, letteronze, prostitute professioniste e via sciammannando, tutto sommato sono affari suoi, per quanto assai meschini. Non pensi però che se le sunnominate signorine, in cambio dei favori concessi, ricevono un seggio in Parlamento, un assessorato all’Istruzione o – Dio ci scampi – addirittura un Dicastero di un certo peso, i trastulli del disinvolto premier diventino automaticamente anche affari nostri e delle nostre già molto tartassate tasche?

  32. Come ho già scritto e detto, quello, secondo me, è il lato veramente immorale della vicenda: finché uno si paga le amanti con i soldi suoi, può tenerne un intero harem. Quando alle signorine promette invece incarichi pubblici a spese nostre mi incavolo. Non è moralismo, è proprio questione di conti spiccioli.

  33. Trascuro per ovvie ragioni quest’ultimo aspetto, assolutamente vero, ma assolutamente comune, purtroppo. Non per polemica politica, ma per amore di verità non so se sia più scandaloso degli eleganti appartamenti a prezzi popolari che diversi uomini della sinistra hanno dovuto lasciare negli anni ’90. Ma volevo invece fare un discorso più ampio e delicato (che ho appena finito di scrivere di là da noi, e che copincollo qui).

    «Riesco a leggere solo adesso, e non so come il problema si sia risolto.
    Il discorso su b. porta a qualcosa di più complesso e penoso in generale per il sesso maschile. Il desiderio non cessa con la vis coeundi, e i più longevi destano ancor più sdegno, se sono poveri diavoli, non se Cη.Chpalin e A. Quinn.
    Anche spostato di vari anni, resta vero il triste voto di Mimnermo, e non è l’ultima ragione della smania maschile per il potere. La canizie adorna di liete voglie sante è sempre stata un pio desiderio. Chi ne abbia capacità e coraggio, su sesso e potere maschile, può scrivere cose sconvolgenti per l’odierna ipocrisia, perversamente bacchettona, che sposa libertà spregiudicatezza dignità e gravitas come se ciò non implicasse la doppia esistenza.
    Qui B. è imperdonabile, ma infastidiscono i predicozzi di gente cresciuta con il mito del “senza veli né falsi pudori”. Lo scandalo è appunto nell’incapacità di tener separate le due sfere, come si faceva un tempo, quando questa ipocrisia era il cavallo di battaglia dei progressisti di ieri. Educati a condannarla, e a rivendicare libertà sessuali di vario genere, non si rifletteva su che razza di mistero, anzi di abisso, è eros. Basti citare la venerazione per Marcuse.
    Non perdono a b. di aver dato adito a una discussione su ciò che tacer fia bello, ieri oggi e domani, parlando in termini generali. Ma se la sua pochezza lo tiene a galla da 15 anni, bisognerà anche riflettere su quella di chi prima gli intima di non entrare in politica o lo avrebbe rivoltato come un calzino [l’obbligatorietà dell’azione penale o discrezionalità?]; poi, lo tiene a bada, nonostante 3 elezioni vinte, con congiure e alleanze politiche quanto meno bizzarre senza affondarlo. Saranno politicamente migliori coloro che oggi si attaccano alle interessate reprimende che vengono dall’estero? Uno storico serio e imparziale scoperchierebbe un cumulo di infamie e miserie tali che fanno del cav. il giusto coperchio per una pentola, moralisticamente parlando, davvero immonda. Moralismo anche il mio, credo proprio non fazioso solo perché scettico e talvolta nichilista».

  34. Sì.

    Quanto al moralismo sottile, del quale ti accusano, mi domando quale perversa anima candida non veda che è proprio dei costumi che si disquisisce. Non dei costumi in generale, perché quello attiene alla sfera privata e, finché rimane nei termini della legge, non è oggetto di discussione, ma dei costumi di chi ricopre incarichi pubblici.

    Aggiungo che non è soltanto una questione di soldi, ma una questione statistica. Il vero problema non è noleggiare una prostituta con lo stipendio che ti pago io, né noleggiare una prostitura in assoluto, ma noleggiare una prostitura *essendo* il presidente del consiglio.

    Statistica perché la “maggior parte” dei PM non noleggia prostitute durante la carica. Almeno non che si sappia e se si viene a sapere, questo provoca di solito le dimissioni.

    In conclusione, con uno sguardo ottimista sull’Umanità, abbiamo un PM di minoranza.

  35. Cara Galatea, scopro il tuo blog grazie alla segnalazione di Diemme.
    Quello che mi scrivi è molto vero, e mi trova d’accordo al 100%.

    Penso però che il diritto ad essere giudicati per le proprie scelte, e non per la categoria cui si appartiene, spetti a tutti, anche ai politici.

    Sono assolutamente convinto che anche tra i politici ci sia chi non ruba, chi non raccomanda, chi non fa la cresta, chi non prende il figlio e la moglie come assistenti. Ci sono, ma l’opinione pubblica e chi sceglie l’astensione non li premiano per il loro comportamento migliore.

    Risultato: abbiamo la classe politica che abbiamo, e tutto sommato ce lo meritiamo.

    Solo che io la colpa non la dò a chi ragiona come i protagonisti della tua cena, tanto loro farebbero le stesse scelte, ma a chi invece rivendica principi morali assoluti e poi invece cade nel “sono tutti uguali”.

    Quanto a Silvio (che, preciso, non ho mai votato e mai voterò), a leggere le trascrizioni delle intercettazioni mi sta diventando simpatico, molto di più dei vari Savoranola, da Travaglio in là.

  36. L’onestà è il piacere divino.
    Sottoscrivo e applaudo con standing ovation in piedi sulla sedia.
    Brava, brava, brava Galatea!

  37. Leggendo mi è venuta in mente una scena del film “Una vita difficile”.
    Come mi comporterei io se fossi il giornalista Magnozzi?

  38. Ciao, Barark, piacere di averti fra noi…Ammettilo, ti diverti più a leggere me che doverti sorbire unG8 con Silvietto, eh?
    ;-)

  39. Non so se questa replica si riferisca alle mie parole (una sottile vena di moralismo esacerbato).
    Nell’eventualità: so bene che cosa significa moralismo, e ho scritto “nel senso non deteriore del termine”.
    Ma se si disquisisce di costumi, si disquisisce dei costumi di una società e di una civiltà, non siamo più ai tempi del moralismo classico, quando solo i mores di una élite erano ritenuti decisivi per la res publica.
    Oggi le cose sono cambiate, e come aveva ben capito De Tocqueville, l’involgarimento progressivo -inevitabile- non consente di fare distinzioni. Questo pure comporta la democrazia (giustamente Galatea ha citato il Trattato del vecchio oligarca) che non è il regime perfetto per definizione (per quanto io lo preferisca senza nessun dubbio): venute meno l’aura di lontananza che proteggeva i potenti e (mi ripeto) la tacita convenzione che fino a tutti gli anni ’70 vietava la chiacchiera pubblica sui costumi degli uomini politici.
    Perciò, a parte il fatto che condivido il giudizio su queste vicende, penso che quelli di berlusconi siano sentiti come errori ma non come colpe. E’ la democrazia, non c’è niente da fare, e se al potere arriva un uomo della cultura e della mentalità di Berlusconi è solo un fatto di involgarimento (nel suo senso etimologico) della democrazia stessa. Ben vengano dunque i giudizi morali su berlusconi, ma che si sappia che è tipico delle menti aristocratiche (anche questo, non nel senso deteriore del termine).
    Nel caso quello che ho letto non avesse niente a che fare con ciò che avevo scritto in precedenza, mi scuso dell’inutile sermone; in caso contrario, mi spiace di non aver letto subito.

  40. Mi hai ricordato Sciascia in Porte Aperte:

    ‘Tant’è che spesso ci si sbaglia, nel giudicare i nostri simili come del tutto simili a noi. Ce ne sono di peggio, ma ce ne sono anche di meglio.’

    Grazie, perché sono mesi che ripeto ‘cazzo, non è vero che tutti avremmo fatto lo stesso. Io, manco per sogno’

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