Comunisti immaginari e socratici reali

 

fabiovolo

 

A Lameduck,

che ha analizzato la cosa meglio di me e per questo s’è beccata insulti nei commenti.

 

Non ho mai pensato che Fabio Volo fosse una delle cime del pensiero occidentale: mi riuscirebbe difficile credere che sia persino una collinetta. Seguendolo di tanto in tanto, penso che non si ritenga tale nemmeno lui. Ma l’altro giorno, nella sua trasmissione, quando un ascoltatore gli ha regalato gratis la definizione di “comunista”, il Volo ha assunto statura socratica.

Perché invece di cadere nella trappola del “Ti spiego”, ha usato la tecnica dello “Spiegami tu”. È la buona vecchia maieutica carognesca, tanto irritante, quando è fatta bene, che il suo inventore, Socrate, dagli Ateniesi riuscì a farsi condannare a morte.

A Fabio Volo è andata meglio, almeno per ora: all’ascoltatore che gli aveva appioppato l’epiteto ha semplicemente chiesto: “Ma per te comunista che vuol dire?” e gli ha lasciato aperto il microfono, attendendo risposta. Che non è venuta, se non sotto forma di pietosi balbettii. Al che il Volo, con magnanimità ancora più carognescamente socratica, ha replicato: “Tommy – si chiamava Tommy, l’ascoltatore – c’hai trentun anni, non puoi continuare a ripetere parole di cui non sai il significato, sennò vuol dire che te le hanno messe in testa, non che le pensi tu. Vieni in radio una mattina, che ci prendiamo un caffè, chiamo due amiche e se vuoi te ne faccio anche trombare una, così magari scopri che crediamo negli stessi sogni…” e con questa vagonata di melassa variegata al pecoreccio, atta ad affogare anche il nuotatore più esperto e riscuotere la simpatia trasversale che in Italia corona sempre chi dimostra di sapersi procurare visibilità mediatica e donne, ha chiuso la conversazione e la diatriba. Cioè si è comportato proprio come il buon Socrate, che prima ti faceva allegramente impiccare alle tue sicurezze, poi, quando t’eri ben arrotolato nel cappio e boccheggiavi, ti sorrideva benevolo, come uno che ti porge un salvagente per la sua innata superiorità d’animo. E l’ultima stoccata te la tirava quando, dopo averti fatto fare una figura barbina in mezzo a tutto il simposio di bella gente riunito attorno, se ne andava sotto braccio con il più figo della compagnia, Alcibiade, che era l’equivalente di una estasiata velina diciottenne, per la morale e le abitudini dell’epoca.

A guardare il pezzo su You Tube, confesso che mi sono fatta una maligna risata di soddisfazione. Anche se poi, m’è rimasta un’ombra di inquietudine addosso. Perché dopo aver visto questo bell’esercizio di maieutica esercitata in diretta, non riesco a smettere di chiedermi se Fabio Volo sia il Socrate che si meritano i nostri tempi, o se Socrate, ai tempi suoi, non fosse in realtà l’equivalente di un Fabio Volo.

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17 pensieri su “Comunisti immaginari e socratici reali

  1. fabio volo è il socrate che si meritano i nostri tempi; spesso penso che sia l’ennesima persona ad avere avuto un’ottima dose di fortuna dalla vita. poi penso anche che forse questa supposta fortuna bisogna guadagnarsela giorno dopo giorno, e allora un pò mi ricredo. anche qui nasce nasce il dilemma: fortuna guadagnata o guadagno grazie alla fortuna…
    andrea
    http://www.puramentecasuale.com

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  2. Certo, Socrate non l’avrebbe mica detto così. O forse lo diceva, e poi Platone ha censurato tutto…
    😉

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  3. Anch’io non sono un grande estimatore di Fabio Volo e dubito che perfino lui sappia dare una definizione esauriente, ma quando ho visto il video la settimana scorsa non ho potuto fare altro che tifare per lui. Ecco, diciamo che un punto di stima se lo e’ meritato da parte mia.

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  4. Interessante, specie per me che non so nulla di Socrate.
    Riguardo lameduck devo dire però che ha cominciato lei con gli insulti verso leghisti e forzisti, se l’è un po’ cercata.
    Personalmente condivido gran parte di quel che dice, ma come il suo nick l’analisi secondo me è zoppa: il tifo politico mi sembra distribuito equamente su tutte le possibili fomazioni.E non sono affatto convinto che l’ “allegra macchina da guerra” di Occhetto sarebbe stata meno dannosa dei peronisti del PDL.

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  5. Fabio Volo? e chi è?
    😕

    @Marcello
    ognuno può essere convinto delle meglio cazzate, ma deve esistere anche la libertà di definirle tali….
    le tue convinzioni lo sono….
    8)

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  6. Se “me ne fa trombare una”, alla prossima occasione vado là e gli dico leninista, marxista, trotzchista, collettivista di via volsci, katanga, cristiano-maronita, simbionista, maccartista, minimalista, espressionista, puntinista, proto-romantico, monofisita, monotelita, sadduceo, piduista, repubblichino, cuibista, codreanuista, evoliano, …. tutto quello che vuole! Anche pappone!
    La carne è debole. 🙂

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  7. A parte lo scivolone della battuta finale, devo dire che anch’io ho apprezzato Fabio Volo in quella registrazione e la cosa che ho apprezzato di più è stata quel “Tommy c’hai trentun anni…”.

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  8. Analisi ineccepibile 😉 A Fabio Volo va tutta la mia simpatia. In questo caso ha veramente dimostrato di essere dotato di maieutica radiofonica, che, visti i tempi, funziona alla grande, chiedetelo a Emilio Fede.
    Mi sono divertita alla grande.
    Ciao Ross

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  9. No, solo che sei stata la prima ad insultare scrivendo:
    “Con legaioli e figli di papi non c’è dialogo perchè hanno due schemi in tutto racchiusi in un paio di neuroni tenuti assieme da un quintale di fuffa inerte coibentata da strati tossici di amianto televisivo”

    dove “figli di papi” è riferito a quelli del PDL.Mi sembra normale che si sentano offesi, e prevedibile (non giustificabile) che reagiscano insultando.
    il paragone con la minigonna non regge: come ti vesti è un problema tuo, come ti rivolgi pubblicamente a terzi riguarda anche loro.

    @mikecas:
    liberissimo, ci mancherebbe!

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  10. Pingback: Proviamo « E’ solo un blog

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