Elio e le Storie Sacre

elio mistico

Mi ha spiazzato. Mi ha spiazzato la dichiarazione di Elio, che ha sentito il bisogno insopprimibile di farci sapere che lui è religioso, ma religioso sul serio, anzi, seriamente.

Mi sono domandata a lungo il perché di questa dichiarazione pubblica, dopo anni di tanta scatenata irridenza, e soprattutto mi sono domandata perché Elio abbia sentito la necessità di tale specificazione proprio adesso.

Poi mi sono risposta. Da quando Ratzinger ha chiarito che ai prossimi raduni della gioventù cattolica lui non intende più fare la popstar, si era liberato un posto.

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8 pensieri su “Elio e le Storie Sacre

  1. Ho letto l’intervista, ma a me pare che il suo desiderio non sia stato tanto insopprimibile, visto che semplicemente, a domanda ha risposto. E inoltre ha implicitamente precisato di essere il solito cattolico che non sa di non esserlo veramente, ovvero il cattolico fai da te che non va a messa ma si sente tanto cristiano. Quindi, proprio seriamente non lo è. Mi pare che sta storia non meriti addirittura due post gemelli da galatea e malvino….

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  2. @->minimamoralia: Sì, può darsi che tu abbia ragione, ma non se ne può più di tutti questi artisti che si dichiarano adesso cattolici…non so, da Elio mi sarei aspettata una battuta folgorante, soprattutto visto che doveva rispondere ad una domanda di un giornalista. Comunque Elio resta un grande, eh. Speriamo però che il prossimo tour non lo organizzi nei patronati.

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  3. io credo che non si debba mai chiedere ad una persona dello spettacolo cosa pensa della religione, della fede o di argomenti collegati….
    Questo banalmente perchè chi dello spettacolo vive si preoccupa ovviamente di avere un pubblico, e credo poco gli importi se il pubblico è credente o ateo…. per cui sarà estremamente difficile voglia scontentare gli uni o gli altri, specialmente in questo periodo in cui la religione viene sbandierata come una difesa dai “barbari” che ci assediano e ci vogliono conquistare….
    Il minimo che ci si può aspettare come risposta è qualcosa di pasticciato come quella di Elio…. che sicuramente non ci ha fatto una bella figura, ma secondo me la responsabilità è tutta di quello stronzo di giornalista che fa domande stronze e ovviamente con un secondo fine…..
    Io vieterei per legge di chiedere a chiunque se è religioso o meno…. saranno pure fatti suoi, no?

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  4. Vista la rivista su cui ha rilasciato l’intervista (tre rime in un colpo solo…)
    credo che l’abbia detto giusto per darsi un tono…
    Un po’ come parlare di Levy Strauss in discoteca…

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  5. Non ricordo più chi l’abbia scritto,ma è brutto conoscere troppo bene gli artisti che stimiamo.
    Saltan fuori cose che non vorresti.
    E’ quindi opportuno,ogni tanto,leggere qualcosa di chi li conosce fin troppo bene.
    Tanto per fare un esempio,ho letto giorni fa che David Bowie cantò “Golden Years” al telefono a sua moglie Angela,dalla quale si stava separando,nel tentativo di riconquistarla,facendole notare che l’aveva appena composta per il disco in uscita,e che lei era la prima a sentirla.
    Notevole il commento di Angela ( che poi era Angie,quella della canzone dei Rolling Stones) : “No, non ci sono tornata,con lui. Però la canzone era carina,dopo la telefonata ho comprato il disco”.

    Inchino e baciamano.
    Ghino La Ganga

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  6. Ricordo qualche tempo fa una bella intervista a Vasco Rossi su Rai2. Domanda, “credi in Dio?”. Risposta “mmm… no”. Domanda “ma allora non credi nella vita, nei valori…”. A questo punto Vasco sgrana gli occhi e risponde “ma cosa vuol dire, non è che se uno non crede in Dio non ha dei valori!”. Onore al coraggio di Vasco.
    Ecco, forse ora capite il senso dei bus di Genova. Troppe volte si risponde “si, credo” solo per evitare fastidi e polemiche, e la risposta di Elio forse va in quella direzione. Lo ricordiamo tutti vero il Bertinotti “in cerca di qualcosa…” ecco, il senso è quello. Si può rispondere tutto tranne che “no, non credo”.
    Riaffermare il diritto di definirsi ateo senza apparire un mostro senza valori è la prima battaglia, la UAAR per conto mio lo ha capito bene. Troppi italiani bevono, scopano, fumano, non vanno a messa, non ascoltano il papa, lo mettono in culo al collega per fare carriera, fanno le corna al marito/moglie, etc ma di fronte a un questionario o a un microfono alla domanda “credi?” rispondono “si”, per non fare brutta figura o “perchè lo fanno tutti”(1). Quando il 30 per cento della popolazione avrà il coraggio di definirsi non credente anche il vaticano dovrà ridimensionare i suoi progetti.
    Scusate lo sfogo e la lungaggine, ma più ancora delle ingerenza vaticane non sopporto l’ipocrisia.

    (1) Ricordo una bella statistica commissionata dalla chiesa Valdese, di cui purtroppo non ho ritrovato il link. Diceva che in Italia a messa tutte le domeniche ci va il 28% della popolazione. Di questi, solo il 18% ascolta il papa e segue tutti i precetti alla lettera. Il 18% di un 28%, fate voi il calcolo sul totale. Eppure sulla carta il nostro è un paese di bigotti, mah!

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