Il coraggio di dirlo

cappellobabbonataleBisognerebbe avere il coraggio di dirlo. Bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, ai nostri bambini, e anche a qualcuno fra gli adulti che ancora ci crede, che è un’invenzione, uno di quei personaggi mitici che nascono all’inizio dalla fantasia popolare, magari, ma vengono poi risucchiati e pompati dal marketing, per i suoi biechi scopi commerciali.

Può essere bello pensare che sia vero, che esista sul serio, con la sua vita irreale che si svolge in un regno di favola, dove non esistono le preoccupazioni, la vecchiaia, la miseria, ma tutto è bello, luccica, si può avere tutto ciò che si vuole e l’esistenza è una festa continua, un perenne Natale. Può essere bello pensare che ci sia un individuo in grado di girare il mondo in un fiat, comparire qua e là, sempre attorniato da doni e regalie e da un corteo di aiutanti pronti ad esaudire qualsiasi suo ordine.

Lo so, è una cattiveria, è spezzare un sogno, però bisognerebbe avere il coraggio di dirlo.

Ragazzi, David Beckham non esiste.

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9 pensieri su “Il coraggio di dirlo

  1. Perché mentire ai bambini? David Beckham esiste.

    E, a proposito di menzogne, perché mentire agli adulti, dicendo loro (anche tu lo hai fatto, acutissima amica mia) che la crisi dei partiti sarà risolta costruendo un partito migliore (provvisto di una rinnovata organizzazione, di una coerente ideologia, di una sana moralità, eccetera)?

    Oggi, sul sito-rivista http://www.fulminiesaette.it, svelo questa menzogna. Puoi commentare, Mariangela / galatea, mi interessa. Pasquale / fulmini

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  2. è un pezzo bellissimo! l’ho tradotto in inglese (citando la fonte, ovviamente) per fare gli auguri ai miei amici stranieri!

    I think we should take a deep breath and say it plain. even though it might make us a little sad, make us regret the cheerful time when we were young and naively believed in him. we shouldn’t lie it to our children, nor to the grown up who, surprisingly, still believe in him. He is just a myth, a legend, born in a remote past by the popular tradition, but fed and sponsored for cynical marketing purposes. For sure, it can be fascinating to think he really exists, living in a sparkling, gay world where no misery nor poverty exists, where you don’t get old, you can get whatever you wish, where a crowd of quick smiling helpers follow you wherever you go, in an endless celebration, where everyday it’s Christmas Eve.
    I know, it’s mean, it’s tearing a dream apart, but we should face reality and say it loud, once and for all: David Beckham doesn’t exist.

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