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Facebook ha un sapore antico, a ben guardare. Per esempio, ti costringe a parlare in terza persona. Non puoi scrivere: “Stasera non c’ho voglia di fare un c….” . Cioè, puoi tranquillamente scrivere “c….”, ma devi digitare: “M. stasera non ha voglia di fare un c….”. Non fai un c…. comunque, ma puoi sentirti come si sentiva Giulio Cesare. Detto tra di noi, io me lo immagino pure, Cesare che si fa un account, invece di scrivere il De bello gallico. Gli appare la nuvoletta che gli chiede: “Che stai facendo in questo momento?” e lui, con nonchalance: “Cesare assedia Alesia”, “Cesare sconfigge Vercingetorige”, “E mo Cesare fa i conti con Pompeo”. Veloce, sintetico, venne-vide-vinse e tanti saluti.

Altro che commentari, povero Giulio Cesare: il suo sogno sarebbe stato un tumblr.

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