Chiudere un occhio. I ginecologi cattolici e le pazienti che chiedono la pillola.

Un mio precedente post, in cui lamentavo l’ipocrisia di molti ginecologi cattolici, che nel privato non trovano affatto contraddittorio prescrivere tranquillamente (a pagamento) alle proprie pazienti la pillola anticoncezionale, ma nel pubblico, da medici cattolici, magari si appellano all’obiezione di coscienza e non prescrivono la pillola del giorno dopo (che è, va ripetuto fino alla nausea, un contraccettivo di emergenza e NON un farmaco abortivo), ha spinto un mio lettore di nome Marcello a scrivere il seguente commento: son convinto che buona parte dei medici cattolici su queste cose chiudono un’ occhio.

Ecco, il problema è che ne sono convinta anche io. Posso dirlo francamente? È proprio questo che mi fa incazzare. Di mio, per quanto riguarda i miei convincimenti morali, sono piuttosto intransigente, soprattutto con me stessa. Detta in parole povere, sono moralmente una scassapalle: se sono convinta di una cosa, la applico, e non c’è scusa che tenga. Lascio agli altri ogni libertà di comportarsi altrimenti, ma io mi attengo a ciò che reputo corretto, punto e basta. E non mi limito a metterlo in pratica, ma lo dico apertamente e lo ribadisco, perché se sei veramente sicura che una cosa sia giusta, non hai nulla da vergognarti a farla, quali che siano, per te, le conseguenze.

È per questo che, in tutta onestà, la maggioranza dei “cattolici” mi irrita. La religione a cui aderiscono non è impostata come un contratto di servizi, in cui tu scegli il pacchetto che ti interessa, e tralasci ciò che al momento non vuoi o non ti serve. No, è un all inclusive, verrebbe da dire: se sei cattolico, devi credere in tutto ciò che la Chiesa ti comanda e obbedire a tutto quello che ti dice il Papa. Se attui pensieri o comportamenti che sono in contrasto, implicito o esplicito, con la Chiesa, puoi sostenere le tue posizioni, certo, ma rischi di essere chiamato a risponderne davanti ad un tribunale ecclesiastico: sono gli ecclesiastici che dovranno decidere se le tue idee sono corrette o meno, e, se le trovano tali, o chini il capo ed abiuri, oppure sei eretico e ti devi considerare fuori dalla Chiesa. Non è che ci siano tante alternative, anzi, a dire il vero, alternative non sono proprio previste. È un contratto vincolante, come tutti quelli in cui si cede l’anima. E qui di anima stiamo parlando, anche se il contratto è per cederla, assicurano, a Dio.

Ora, signori miei, il Papa e la Chiesa sulla contraccezione sono chiarissimi, direi adamantini. Non si può, punto e basta. Pillola, preservativo: qualsiasi diavoleria la scienza abbia scoperto è illecita. Al massimo si possono usare i sistemi naturali, vale a dire cercare di calcolare quando la donna è in periodo fertile e passare quei giorni in ritiro spirituale a far novene; ma siccome i sistemi naturali non sono certo il massimo dell’efficienza, l’unico metodo contraccettivo sicuro ed approvato da Santa Romana Ecclesia è l’astinenza: se non lo fai, non resti incinta. A meno che non s’intrufoli lo Spirito Santo, nel qual caso, però, vuol dire che sei la Madonna, e, ne converrete, è un altro paio di maniche.

Visto che la posizione della Chiesa non è ambigua, ambigue non possono essere le scelte dei cattolici a riguardo, qualsiasi sia il loro mestiere. Il ginecologo cattolico non può chiudere un occhio e prescrivere ad una sua paziente la pillola anticoncezionale, se sa che la userà per evitare gravidanze indesiderate; non se vuole continuare a presentarsi e dichiarasi “cattolico”, almeno. Se chiude un occhio, fa peccato mortale, cooperando a perdere un’anima e rischiando di perdere la sua: collabora all’opus diaboli, insomma, mica pifferi. Quindi, che operi nel settore pubblico, o nel suo studio privato, non fa differenza (l’occhio di Dio ti vede ovunque, mica solo nella cabina elettorale!): la pillola (a fini anticoncezionali) non la può prescrivere mai.

Se io facessi la ginecologa, e avessi la fede, a me questo porrebbe insanabili contrasti morali; laceranti, perché sono fatta così. Non vedrei altra alternativa se non dire a tutte le mie pazienti che non posso prescrivere loro la pillola, e, se vogliono cambiare medico le capisco. Come dottore creperei forse di fame, ma lo riterrei una conseguenza ben leggera, di fronte alla prospettiva di giocarmi l’anima. Oppure, sempre da cattolica, potrei essere convinta che la Chiesa e il Papa in questo caso sbagliano: allora, da cattolica che non può dire bugie e nemmeno tacere la verità, farei un cancan che lèvati, scrivendo lettere alle commissioni pontificie, e saggi, e libri, appenderei, chessò, pergamene sulle porte delle cattedrali, e, chiamata, andrei a sostenere la mia tesi di fronte al tribunale ecclesiastico, rischiando di essere condannata come eretica; perché se ho ragione io, e non glielo faccio presente, sono i Papi, i Cardinali e i giudici pontifici che stanno giocandosi l’anima, e non farglielo capire denoterebbe, da parte mia, poca carità cristiana.

Invece che fanno i medici cattolici? Quello che il mio commentatore Marcello dice: tacciono in pubblico e chiudono un occhio. Vale dire, prescrivono tranquillamente, nel chiuso dei loro studi, alle loro pazienti paganti, la pillola anticoncezionale e, probabilmente, anche quella del “giorno dopo”, mentre nel pubblico, magari, in ospedale, se sono di turno al pronto soccorso, no, perché lo verrebbero a sapere le infermiere e il direttore sanitario, magari ciellino.

Il mio commentatore lascia intendere che è buon senso, a me sembra una forma di ipocrisia opportunista. E c’è poi qualcosa di altamente offensivo in quel modo di farlo, chiudendo un occhio. Su cosa chiudono un occhio, questi signori? Una paziente ha il diritto di avere quella ricetta, fargliela non è una cortesia da parte del dottore. Chiudere un occhio, lasciatemelo dire, è trattare noi donne da zoccole: tu, peccatrice, meriteresti di essere lasciata a te stessa, a tenerti il frutto della tua ignominiosa colpa, ma io sono buono, passo sopra per un attimo ai miei alti convincimenti morali e ti prescrivo la pillola per un puro atto di carità: ringraziami e prostrati. Roba che la paziente potrebbe, di rimando, tirargli un pugno in faccia. Fra l’altro, visto che hanno già la palpebra serrata, farebbe loro poco male.

37 pensieri su “Chiudere un occhio. I ginecologi cattolici e le pazienti che chiedono la pillola.

  1. applausi, ovazione, e complimenti.
    solo su un punto non sono d’accordo, la “contraccezione naturale”.
    qualche anno fa, GPII (che fa tanto videogioco da formula 1!!!) disse che qualunque rapporto “deve” essere orientato alla procreazione, e non al piacere, altrimenti è peccato lo stesso. quindi niente calcoli, mi dispiace.

  2. Siamo perfettamente d’accordo sull’ipocrisia pubblico/privato, quando c’è.
    Poi tu dici però che chi cattolico prescrive la pillola “Se chiude un occhio, fa peccato mortale”.

    Ora, io non son teologo, ma mi è stato detto che da sempre la Chiesa ha il concetto di “coscienza invincibilmente erronea” – ovvero, prendi una peccato che la Chiesa condanna: tu hai studiato la cosa, ti sei informato, ne hai parlato col tuo prete, … e non ti riesce di convincerti che sia davvero peccato.
    Decidi di farlo. Ebbene, *non* hai peccato.

    Ci sono alcune cose che a me, agnostico, piacciono della teologia morale cattolica, e questa è una. E copre, mi pare, l’uso del preservativo e della pillola da parte di comunque buoni cattolici, eccetera.

  3. Già, Massimo, ma allora ricade nel caso che esaminavo io: se sono convita che non sia peccato, e quindi che sia un errore, da parte della Chiesa, considerarlo tale, devo anche rendere pubblico il mio dissenso, per consentire alla Chiesa di emendarsi. In fondo anche la vicenda di S.Atanasio parte dallo stesso principio: convinto di aver ragione, fu prima considerato eretico e poi la ebbe vinta. Mica chiuse un occhio zitto e mucci, continuando in segreto a badare agli affari suoi.
    Un ginecologo cattolico che prescriva la pillola può essere considerato uno che coopera ad un peccato mortale. Lui sarà convinto di no, ma deve fare i conti con questo. Se non dice nulla, riduce la sua religione ad un mero fatto privato. Cosa che Ratzinger considera inammissibile. Come la mettiamo, allora?

  4. il cristianesimo non è un pacchetto all inclusive, ci sono dubbi e tormenti su tanti temi. Non cadere nell’errore di trattare come dementi tutti coloro che credono. Cambiando argomento: complimenti per i tuoi post “badilate di cultura”, sono splendidi.

  5. Sull’incoerenza dei credenti, il filosofo Daniel Dennett ha centrato molto bene il punto: il sistema che i credenti applicano per sopportare quotidianamente l’assurdità delle loro convinzioni è deflettere l’attenzione. Banale.
    Anch’io, come Galatea, da non credente non riesco a sospendere neanche per un attimo il mio senso critico e se fossi un ginecologo cattolico sarei intransigente al 100%.
    Per la maggioranza dei credenti è diverso: hai uno scrupolo momentaneo? Forse quella pillola non la dovresti prescrivere? Alt, non ti fissare, pensa alla villa in Sardegna che ti fai con tutte le pilloline che vendi. Fatto. Deflettere l’attenzione: è l’unico trucco che serve.

  6. Direi che le proibizioni cattoliche in qualunque materia, sesso compreso,sono in realtà funzionali al mantenimento in essere della struttura ecclesiastica.
    Lo sostengo da tempo: la chiesa proibisce una determinata cosa, tu la fari perciò sei peccatore; la chiesa ti considera un peccatore, ti fa confessare, ti assolve pressochè sempre, indi aspetta che tu faccia un’altra cosa proibita,poi ricomincia con il giro peccatore/ confessione/ redenzione, in attesa di nuovo peccato.
    In sostanza : il un meccanismo che si alimenta da sè; non si viene mai esclusi, perchè c’è sempre modo di far ricominciare il gioco.
    Ciò che mi sorprende è che si tratta di un gioco medioevale,della cui struttura ci si sarebbe dovuti accorgere da tempo : invece no, si va avanti, e l’atteggiamento dei ginecologi cattolici ne è la prova.
    Ma non solo quello dei ginecologi.
    Tempo fa conobbi un serio professionista impegnato nel settore turismo: separato civilmente, conviveva con una tipa di trent’anni più giovane.
    Si professava cattolico, dunque era consapevole di “viver nel peccato” ; tuttavia era certo che il suo ” cammino di fede” lo avrebbe presto portato a riabilitarsi agli occhi della chiesa.
    Glielo aveva garantito il prete consigliere spirituale, che lo aveva anche indirizzato presso un legale abilitato presso i Tribunali Ecclesiastici : un procedimentino d’annullamento del matrimonio e via, poteva tornar a far comunioni varie e poteva -financo!- risposarsi in chiesa.
    I motivi di annullamento?
    Ma è chiaro: l’aver considerato il matrimonio precedente una supidaggine, come ammesso dal codice canonico.
    E sì che eran nati due figli, da quella stupidaggine.

    Inchino e baciamano alla Padrona di casa.
    Ghino La Ganga

  7. Avviso: Oggi wordpress è molto lenta, per motivi a me ignoti. Inoltre si intestardisce a considerare spam alcuni commenti (Credo perchè provengono da mail di hotmail, che le deve stare particolarmente antipatica). Mi scuso. Se vedete che il commento non compare, abbiate pazienza, non ripostatelo, altrimenti si incasina ancora peggio. Grazie.

  8. @->Ghino: Ricordo una conoscente, sposata in chiesa, separata dopo aver ampiamente cornificato il consorte, riunitasi con un tizio, straricchissimo peggio del primo marito. Un giorno mi arriva la partecipazione per il suo secondo matrimonio, da celebrarsi in duomo cn vescovo officiante. “Ma non sei divorziata?” chiedo.
    “Sì – risponde candida – ma un mio zio ci ha indirizzato al tribunale ecclesiastico: visto che non mi interessavano gli alimenti, abbiamo speso meno, ottenuto l’annullamento in tempi record, e posso risposarmi in chiesa!”
    Contenta lei.

  9. Michele
    Possiamo fare come quando ci si interrompe sul più bello; almeno quello?
    Per la risposta prenditi pure tutto il tempo che vuoi.
    Mario

  10. Mio zio era andato a confessarsi e aveva detto al prete di fare uso di anticoncezionali con la moglie, perchè non voleva nè poteva avere altri figli (una famiglia normale fa fatica a tirare avanti, due marmocchi bastano e avanzano).
    Il prete gli ha detto di non fare più uso di anticoncezionali e poi lo ha assolto… ma mio zio ha ancora due, e due soli, figli.
    Questo è un esempio un po’ stupido per far capire la mentalità dei cattolici in genere. In realtà mio zio non ha ottenuto quell’assoluzione, perchè Dio sapeva che lui non aveva nessuna intenzione di rinunciare al sesso e ai preservativi, eppure si comporta come se l’avesse ottenuta.
    Inutile accusarli di ipocrisia, oltre a un occhio chiuso hanno anche le orecchie tappate!
    Giulia
    P.s.: complimenti per TUTTI i post!

  11. L’argomento è scabrosissimo e soffre di qualsiasi semplificazione… anni fa ricordo che una suora missionaria in terra d’Africa e di AIDS, nel consegnare i profilattici ai suoi assistiti tranquillamente dichiarava:”Roma è lontana”… quasi sempre Roma è lontana da tanti cattolici che continuano a sentire vicino il loro Cristo, dio o uomo che sia… per quanto riguarda i medici obiettori temo che in gran parte siano solo “sepolcri imbiancati” e sottoscrivo le dichiarazioni di Galatea

  12. Cara Galatea,

    a tal proposito, a te che ami Camilleri, ti consiglio una sana lettura: “La Bolla di Componenda”, un brevissimo saggio alla maniera del nostro. C’è molto da imparare e moltissimo da incazzarsi, e spiega perfettamente (a mio parere) perché per un cattolico sia lecito chiudere un occhio.

  13. nel momento in cui un cattolico si mette a fare il dottore, o il farmacista, iniziano non solo i suoi problemi, che essendo solo suoi può tranquillamente risolvere in un comodo confessionale. Iniziano pure i problemi dei suoi pazienti, che si vedono imporre delle soluzioni (soluzioni tanto per dire) che loro non condividono. e quindi la libertà del medico o del farmacista cattolico incidono fortemente sulle scelte dei propri pazienti.
    essendo loro servizio pubblico, è come se un autista di autobus, cattolico, imponesse a tutti i passeggeri di farsi il segno della croce prima di salire, chiudendo le porte agli altri.

  14. Per tacere di quei medici ginecologi primari che nel pubblico ti dicono che se vuoi abortire loro sono obiettori di coscienza ma poi ti indirizzano al loro studio privato dove per 700 euro ti fanno abortire. PAESE DI IPOCRITI DI MERDA

  15. ti leggo spesso molto volentieri, meno volentieri quando ragioni in bianco e nero. Quando giochi a scacchi, ti insegnano subito una regola aurea: “aspettati dall’avversario la mossa migliore”. Tu invece attribuisci alla Chiesa delle posizioni così semplicistiche, che rischi di… perdere la partita. La Chiesa cattolica, pur con la sua struttura assiomatica, ha sempre riconosciuto la difficoltà di vivere nel mondo secondo i suoi principi, di adattarli alle situazioni concrete, e inoltre ha sempre ordinato i “peccati” in diverse gradazioni: usare il preservativo e sparare ad un uomo non sono (ovviamente) ugualmente gravi, e quindi il sacerdote o il medico cattolico possono ammettere la pillola (quella normale, intendo) se la coppia ha già abbastanza figli e se fare astinenza mette a rischio la durata del matrimonio.
    L’intransigenza che avresti tu sarebbe di marchio più protestante che cattolico.
    Ovviamente nessuno vuole difendere i falsi e gli ipocriti, e d’altra parte Gesù ha avuto parole sufficientemente chiare per i sepolcri imbiancati.

    Anche la frase “la pillola del giorno dopo è un contraccettivo di emergenza e NON un farmaco abortivo”, per un agnostico come me, suona strana e assiomatica: dipende da come si definisce la vita, entrambe le definizioni sono accettabili – non per per un generico “tutte le opinioni sono valide”, ma perché entrambe hanno una loro logica.
    :) Te lo dico per il tuo bene, gli intransigenti come te sono ad altissimo
    rischio di conversione, non vorrai mica diventare come Manzoni o Messori,
    vero? :) (o, sul piano politico, come Adornato o Bondi… absit iniuria verbis)

    PS scusa il tono paternalistico

  16. Galatea, sottoscrivo totalmente il tuo pensiero, che condivido, con il “condimento” dell’aggiunta di Ghino, come sempre disarmante.
    cari saluti resistenti :-)

  17. Il punto chiave, secondo me, non è tanto la moralità del cattolico (anche perchè non sarei nella posizione di commentarla, visto che nulla mi è di più alieno), quanto le contromisure che andrebbero poste per evitare che faccia danni (il cattolico intendo). Mi spiego: ai tempi della leva, se uno faceva l’obiettore di coscienza, era esonerato dal fare il militare, ma doveva anche rinunciare a lavorare per organi di polizia e a prestare servizio in aziende connesse all’industria della difesa; oggi, se uno è obbiettore di coscenza e non è in grado di svolgere tutte le attività connesse alla pratica medica, non dovrebbe fare il medico. Quando uno fa il giuramento d’Ippocrate (ma volendo anche prima di intraprendere gli studi medici) dovrebbe riflettere sul fatto che potrebbe essere costretto a causare aborti, prescrivere pillole e, in prospettiva, praticare l’eutanasia. Se la sua morale gli ipedisce di svolgere la sua attività in maniera completa nei confronti di TUTTI i cittadini, allora è bene che non intraprenda quella strada. Al limite, che scelga una specializzazione poco critica sotto questo punto di vista, che so… il dermatologo o l’oculista… ma il ginecologo obiettore è un’aberrazione!!!

  18. per Spillo:
    Perdonerà La Ninfa padrona di casa se intervengo dopo aver letto il commento di Spillo, al quale segnalo che numerose chiese “di marchio protestante” (ad esempio quella calvinista anglicana) ammettono l’uso di anticoncezionali.
    Alla faccia dell’intransigenza.

    Inchino e baciamano a Galatea.
    Ghino La Ganga

  19. Per medita partenze:
    grazie, è sempre un piacere vedere che condividiamo certe idee.
    Un caro saluto.
    Ghino La Ganga

  20. ciao Gala, il ragionamento ha un problema di fondo: se tu fossi fervente cattolica, ma di quelle proprio convinte, sapresti benissimo che il tuo ruolo di donna è quello di moglie e madre, quindi non faresti la ginecologa. Oppure faresti qualsiasi altra cosa, ma non la ginecologa, perché un medico non può fare l’obiettore. Il problema non è solo l’ìipocrisia di chi fa una cosa di facciata e ne fa un altra dietro le porte chiuse (e qui la religione c’entra poco, ma coimunque lasciamo pure il filo del discorso così com’è); il problema è che se fai il medico non puoi avere obiezioni alla tua professione, tutto qui.
    :-)))
    ps:il sorrisino te lo invio alla vecchia maniera, così si chiarisce il tono, che non vorrei essere presa troppo sul serio.

  21. @Ghino: quando parlavo di maggior intransigenza dei protestanti – ma avrei potuto forse dire maggior integrità – non intendevo dire che le chiese protestanti hanno sempre posizioni più restrittive rispetto alla chiesa cattolica. Intendevo dire che nella sensibilità di ciascun protestante sono più radicati l’idea e il peso del peccato, non c’è quel rapporto un po’ disinvolto che hanno i cattolici con il “mondo”, il peccato e il pentimento.
    Ci sono innumerevoli filoni di bigottismo protestante, come noto…

    Per altro credo che la posizione ufficiale della chiesa sia meno vincolante per il fedele protestante, che è lasciato maggiormente “a tu per tu” con la sua coscienza.

  22. per Spillo:
    osta,
    “… quel rapporto un po’ disinvolto che hanno i cattolici con il ‘mondo’, il peccato e il penimento “…
    è da incorniciare.

    Bah, continua pure ad esser “cattolico un po’ disinvolto”, allora: il meccanismo ” un po’disinvolto” peccato/confessione/assoluzione pare fatto apposta per Te.

    Saluti un po’ disinvolti ; inchino e baciamano,anch’essi un po’ disinvolti, alla padrona di casa.

    Ghino La Ganga

  23. E’ sostanzialmente quello che sostiene Odifreddi nel suo stranoto “Perché non possiamo… ecc.”.
    OT:
    Ho sempre adorato Orazio … la mia preferita è la Satira IX,1 “Il seccatore”

  24. “…quel rapporto un po’ disinvolto che hanno i cattolici con il “mondo”, il peccato e il pentimento…”

    Non capisco se spillo da a questa affermazione, notata anche dal Ghino (cui non sfugge nulla!), un’accezione positiva o negativa.

    No, perchè a me, leggendola, mi son venuti i brividi: cioè la Chiesa di Roma da le direttive generiche, ma poi onguno, nel suo quartierino, le applica come coscienza detta, adattandole alle situazioni di fatto? Come una partita a calcetto, quindi. Anzi no, a calcetto ci sono più fondamentalisti pronti a massacrarsi per un fuori gioco non fischiato.
    Allora come una direttiva europea, che poi ogni stato membro deve riconoscere e applicare a modo suo, tenendo conto delle caratteristiche intrinseche del proprio territorio.

    Un religione FAI DA TE, insomma. Nemmeno a PAINT YOUR LIFE su sky ho visto un bricolage più eclettico!

    Ma Ghino, su una cosa hai però sorvolato…spillo si è precedentemente definito AGNOSTICO.

    Quindi forse magari….MAGARI…era ironico!
    Lo era, Sig.Spillo?

    Interessante, poi, anche la precisazione sui protestanti : “credo che la posizione ufficiale della chiesa sia meno vincolante per il fedele protestante, che è lasciato maggiormente “a tu per tu” con la sua coscienza”
    Cioè, in soldoni, il Sig. Spillo ha così sintetizzato la differenza fra le due Chiese.
    – quella cattolica è RIGIDA, ma applicata con disinvoltura dai propri fedeli
    – quella protestante è LIBERALE, ma applicata con rigidità dai propri fedeli, che sono più integralisti dei pastori stessi

    …è proprio vero che la perfezione non è di questo mondo!
    Come dite? Stiamo parlando dell’altro mondo?
    Ehm…dettagli!

    * x ENTJ: non conoscevo il filosofo Dennet, ma quel “deflettere l’attenzione” è sublime! Grazie!

    * x Galatea: ti leggo sempre con piacere.

  25. Oddio, per un commento frettoloso ho scatenato un putiferio :(
    Come ho detto brevemente nella mia risposta all’articolo precedente (scritta subito prima di leggere questo), parlavo di buon senso nel caso di chi pur essendo credente non cerca di imporre ad altri le proprie convinzioni, a prescindere che abbia o meno un’ interesse privato in ballo.
    Non ho mai preso in considerazione l’ idea di difendere chi è intrasigente in pubblico e condiscendente quando gli conviene.
    Ti sembra che quello che chiamo buon senso fa a pugni con la religione? Non mi sembra una novità, ed è uno dei motivi per cui sono ateo.
    In ogni caso gran parte dei credenti non prende la religione come un blocco unico, e se tutti i credenti fossero d’accordo non si parlerebbe tanto di guerre di religione.

  26. Dimenticavo:
    sei proprio sicura che i cattolici ti piacerebbero di più se fossero tutti fondamentalisti stile Binetti?
    In ogni caso quello che dici su ersie &c. è vero in teoria, nella pratica la chiesa è molto più elastica, se no col cavolo che stava in piedi 20 secoli.
    E secondo il mio prof. di religione delle superiori (salesiani) l’ opposizione della chiesa alla pillola non è così netta: sosteneva che se deriva dall’ efficacia inferiore al 100%.Non ho mai approfondito la cosa.

    P.S. l’ infallibilità del papa se non sbaglio è un premio di consolazione dato a Pio IX per risrarcirlo del potere temporale. Per quasi 2000 anni nessun cattolico ha considerato un dogma la parola del papa.

  27. @spillo & ghino:
    Di quale posizione ufficiale della chiesa protestante parlate?
    Non mi risulta ne esista una per il semplice motivo che di chiese protestanti ce ne sono migliaia, per lo più non organizzate gerarchicamente.
    Per il poco che ne so l’ unica chiesa protestante con una gerarchia rilevante è quella anglicana, comunque meno accentrata.
    E credo che se l’ arcivescovo di Canterbury (che apprendo ora da wiki è a capo solo di una delle 39 province anglicane) si mette a pontificare la cosa semplicemente non riguarda il 90% dei protestanti.

  28. @marcello
    nessun cattolico (o molto pochi) ha mai considerato il cattolicesimo una cosa seria…. salvo quando si cerca di intaccarne i privilegi….
    allora diventano quasi tutti degli integralisti…..
    e’ una religione la cui autodifesa ha avuto modo di evolversi per 2000 anni a fronte di attacchi anche consistenti….
    il fatto che sia ancora qui dimostra che gli schemi difensivi si sono dimostrati efficaci…. ;)

  29. Niente volevo dire che… anche io ragiono in bianco e in nero su queste cose. Loro alla fine lo fanno anche con noi, solo loro stessi possono essere visti in sfumature, mentre noi siamo giudicati costantemente.
    La soluzione è smetterli di tenerli in considerazione come loro non tengono in considerazione il resto del mondo e le loro opinioni. Se così fosse smetterebbero di piantare i piedi per ogni leggere dello stato che non gli va giù.

  30. “Bah, continua pure ad esser ‘cattolico un po’ disinvolto’, allora…ecc”
    Oggi sono diventato cattolico. Più che la Grazia poté La Ganga…

    Sig. eppurshemoves, in realtà non ero propriamente ironico, né tantomeno stavo elogiando quella disinvoltura, ma mi limitavo ad osservare come stanno (mi pare) le cose. E la tua sintesi delle differenze tra le due chiese a me sembra piuttosto azzeccata, anche se descrive solo una parte del fenomeno.

    Del mio primo post, che voleva invitare Galatea ad avere posizioni più sfumate, stranamente ha colpito quella osservazione marginale. Il senso era questo: se Galatea trovasse la fede (cattolica), probabilmente accetterebbe anche (almeno in parte) quella “elasticità” che adesso le dà tanto fastidio. E’ una elasticità che può derivare da ipocrisia (per questo ho citato i sepolcri imbiancati), ma talvolta anche da ragionevolezza (il mio esempio sull’uso della pillola nella coppia con figli). Anche se afferma in modo perentorio certi principi, la Chiesa trova più intelligente applicarli “cum grano salis”.

    E sì, lo ripeto, sono agnostico… e da agnostico guardo le cose con un po’ di distacco (non sempre, ahimè).

  31. @->Spillo ( a cui ho risposto anche sopra, con apposito post) : scusami, ma la pretesa “elasticità” nella adesione alla fede mi pare un po’ in contrasto con la Fede stessa. Matteo 5. 27-32:”Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.” (Si parla di adulterio, vabbe’, ma va bene anche per altro); Luca 16, 9-13: “Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è ingiusto nel poco, è ingiusto anche nel molto”. Matteo, 10, 5, 12-14: “Se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi”. E ancora: “Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre piú di me, non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia piú di me, non è degno di me.” (Mt 10, 34-37)
    Ecco, io quando leggo ‘ste cose le prendo seriamente, forse perchè sono una agnostica tendenzialmente poco disinvolta, e mi dico: “no, meglio non considerarmi cristiana.” Se invece le posso considerare così, un simpatico pour parler senza conseguenze e poi si fa tutti quello che ci pare, allora, per carità, posso essere cattolicissima anche io.

  32. spillo:

    “Il senso era questo: se Galatea trovasse la fede (cattolica), probabilmente accetterebbe anche (almeno in parte) quella “elasticità” che adesso le dà tanto fastidio. ”

    Mah, chi lo ha detto? Si vuole sostenere che quell’elasticità faccia parte integrante della dottrina cattolica stessa, e che nell’adesione alla fede cattolica sia contenuta già in partenza l’autorizzazione preventiva a stiracchiarsela come si vuole e a violarla quando serve? Sarà, ma a me non risulta!

    E’ una elasticità che può derivare da ipocrisia (per questo ho citato i sepolcri imbiancati), ma talvolta anche da ragionevolezza (il mio esempio sull’uso della pillola nella coppia con figli). Anche se afferma in modo perentorio certi principi, la Chiesa trova più intelligente applicarli “cum grano salis”.”

    Eh no, abbi pazienza, non è che la Chiesa li applichi così “perché lo ritiene più intelligente”: con ogni probabilità li applica così perché lo ritiene più CONVENIENTE, che è diverso.

    Perché ad essere intransigente su alcuni principi “di nicchia”, la Chiesa ha poco da perdere in termini di simpatie e di successo di pubblico, e quindi può permettersi di intignarsi a fare una guerra spietata.

    Guardate cosa è successo con la fecondazione assistita, o cosa sta succedendo con i diritti civili delle coppie omosessuali: a fare la guerra ai militanti-per-i-diritti-dei-gay, la Chiesa non ha nulla da preoccuparsi delle conseguenze, perché in percentuale gli interessati sono abbastanza pochi, ma soprattutto perché in massima parte sono GIA’ anticlericali. Al massimo, inasprendo il livello dello scontro, la Chiesa ottiene il risultato di far incazzare ancora di più quelli che erano già suoi nemici (che è tanto di guadagnato come immagine, perché può sempre far gioco per piagnucolare di essere perseguitati da una banda di violentissimi estremisti offensivi e intolleranti), ma di sicuro non perde simpatie tra quelli che prima le avevano. Quanto alle persone infertili, che potrebbero aver bisogno della fecondazione assistita e che in linea di massima in origine potrebbero essere anche cattoliche, si è semplicemente deciso di sacrificarle perché tanto si pensa che siano poche.

    Ma se la Chiesa cominciasse ad essere altrettanto intransigente su altre questioni, che invece riguardano quotidianamente la stragrande massa della popolazione, COMPRESA ANCHE QUELLA su cui si regge il suo diffuso potere di influenza sociale, allora sì che sarebbero pasticci neri. Ovviamente, tra le problematiche più spudoratamente sdoganate in assoluto, ci sono appunto la contraccezione e il divorzio, contro le quali una quarantina d’anni fa c’era una guerra feroce e che adesso sembrano completamente dimenticate, come se la dottrina fosse cambiata :)

    Perché se si cominciasse a fare la guerra alla contraccezione esattamente come la si fa all’omosessualità, dicendo chiaramente che per un cattolico è inaccettabile, e magari con gli stessi toni umilianti usati per altre categorie per … allora ci si alienerebbe la simpatia di tutte le mamme che mandano i figli alla scuola privata delle suore, e che però la pillola la prendono eccome. Se si facesse la guerra al sesso prematrimoniale, mandando anatemi furiosi contro chi lo pratica, tutte le coppiette sane e normali che convolano a nozze dopo parecchi anni di fidanzamento, si sposerebbero solo civilmente, e i matrimoni in chiesa si estinguerebbero. Se si facesse la guerra alle separazioni, alle seconde nozze o alle convivenze, di figli nati in quelle situazioni non ne verrebbe più battezzato manco uno…

    Diciamo che la gente è dispostissima a dichiararsi cattolica su dettagli che non costano nulla: è facile essere d’accordo col papa sulle coppie gay se non si è gay, è facile essere d’accordo col papa sulla fecondazione assistita se non si è sterili, è (relativamente) facile essere d’accordo col papa sull’aborto se si prende tranquillamente la pillola, è facile essere favorevoli al crocifisso in classe se non si è mai visto da vicino un laico dichiarato e non si è mai sentito il bisogno di ascoltare le sue motivazioni :) Sarebbe molto più difficile, invece, tener duro con questa fedeltà su questioni che costerebbero rinunce gravose.

    E quindi, la Chiesa sta attentissima a pestare solo su quelle su cui può permettersi di pestare.

    Lisa

  33. Eh, infatti, Lisa, sono pienamente d’accordo con te. Diciamo che sulle battaglie da intraprendere, spesso, invece che una disamina dottrinale, si fa una valutazione preventiva di costi/benefici, e anche una analisi sul paese in cui si va ad operare: per dire, all’estero certe sparate Ratzinger non se le permette, qui sì. Del resto, se una azienda riesce a rimanere per 2000 anni sul mercato e diventare una simile multinazionale, significa che le strategie di vendita le sono ben chiare, no?

  34. Aggiungo al lunghissimo polpettone precedente: io NON ESCLUDO assolutamente la legittimità di certe posizioni di coscienza indipendenti, per cui uno può benissimo essere contrario all’aborto ma non alla contraccezione, o alla pillola del giorno dopo sì ma a quella normale no, o qualsiasi altra combinazione assortita.

    Ossia, non ci trovo nulla di incoerente nel fatto che un ginecologo trovi inaccettabile per la propria coscienza prescrivere la pillola del giorno dopo, ma non quella contraccettiva normale (che non dovrebbe essergli permesso di assumere tali posizioni in un ambulatorio pubblico, è un altro discorso, ma che lui in privato ce le abbia, non ci vedo nulla di male).

    Quello che mi sembra ridicolo è che dichiari di avere quelle posizioni “PERCHE’ E’ CATTOLICO”, come se ammantarle di un’appartenenza autorevole conferisse loro maggior valore.

    Eh no, calma un attimo.

    Se sei contrario alla pillola del giorno dopo “perché sei cattolico”, allora devi essere contario anchea quella del giorno prima, non ci sono cristi (per l’appunto).

    Se invece sei contrario alla pillola del giorno dopo ma NON a quella del giorno prima, allora, semplicemente, sii onesto e dì che sei contrario a causa di tue (legittime) convinzioni indipendenti, maturate a seguito di riflessioni personali.

    Ma NON DIRE che “sei contrario perché sei cattolico”, santapaletta… fa ridere i polli, e offende sia i cattolici sia i raziocinanti qualsiasi!

    Lisa

  35. Pingback: Weissbach » L’indulgenza del cattolicesimo (spunti)

  36. Ho messo sul mio blog un post che arriva da un’altra trovata cattobioetica dei giorni scorsi, ma che contiene anche considerazioni che mi sono venute in mente discutendo qui.

    http://paniscus.splinder.com/post/18380420/

    Ho l’impressione che in certi ambienti cattolici reazionari si stia cercando attivamente di individuare sempre nuovi temi “di nicchia” nel senso che si diceva sopra: questioni emotivamente impressionanti, ma culturalmente poco conosciute, che riguardano solo piccole minoranze, e che quindi vengono usate per marcare il territorio sollevando un dubbio qua e uno là.

    E che funzionano sulla massa della popolazione generale che non ha interesse a opporsi all’attacco, perché tanto personalmente che je frega, e che anzi diventa è incline a dar ragione alle contestazioni, perché in tal modo si sente “dalla parte dei buoni” senza che le costi nulla.

    Spero di sbagliarmi, ma a naso c’è qualcuno che sta studiando di sostituire deliberatamente la fobia della manipolazione genetica con la fobia dei trapianti… :(

    Lisa

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