Donna, torna ai fornelli! La scuola italiana è rovinata dalle prof.

Meno male. Meno male che, dopo anni di pietose bugie comuniste, ora questo Governo e gli opinionisti che gli sono a fianco hanno finalmente deciso di alzare il velo di menzogne che da anni impedisce all’Italia un serio e moderno sviluppo; meno male che ora, grazie alle loro illuminate, impietose analisi, possiamo finalmente sapere una cosa che in Italia non si riesce ad appurare mai: di chi è la colpa.

Si va per settori, naturalmente: così, se il ministro Brunetta indica genericamente “gli statali”, che sono fannulloni, mangiapane a tradimento e, naturalmente, comunisti, sta poi agli intellettuali entrare più nello specifico, caso per caso. Così la ministra Gelmini indica, di botto, gli insegnanti del Sud, colpevoli in blocco per lo sfascio della scuola nazionale. Ma è ancora troppo vaga, la denuncia: bisogna entrare ancor più nel particolare, perché il diavolo, si sa, sta nei dettagli. Quindi il prode Geminello Alvi, dalle pagine del Giornale, si butta, da cuor generoso. Chi è il responsabile dello sfascio della scuola italiana? A chi va imputata la colpa di questi studenti ciucci e decerebrati, che sculettano per le aule con le bocche semiaperte e gli occhi vuoti, incapaci di formulare un qualsiasi enunciato dotato di senso? Del corpo docente, certo. Ma mica di tutto. No, chi rovina la scuola è il suo essersi trasformata in uno scassato gineceo di laureate in crisi di nervi, che educano alla noia gli studenti con la stessa stanca fretta con cui fanno la spesa. Perché questo è ora in Italia la scuola: luogo dove non solo la cultura massificandosi s’è immiserita; come previsto da Nietzsche. Ma inoltre pure sede di procedura devirilizzante, per esclusiva somministrazione di insegnanti donna.

Ora, una povera professoressa che vive ai confini dell’impero, come la sottoscritta, vorrebbe anche rispondere, ad un Geminello Alvi, dicendogli che le insegnanti donne svirilizzeranno pure gli allievi, ma certo fanno, dalle loro cattedre e nelle loro ore di lezione, meno danni di taluni opinionisti un tanto al chilo ospitati sui quotidiani; ma non lo faccio, perché la mia replica, è ovvio, sarebbe quella di una laureata in crisi di nervi, che, per giunta, deve pure andare a fare la spesa (Alvi, è noto, non deve correre al supermercato, invece, perché, con quello che lo pagano per scrivere i suoi articoli, può mandarci la colf; e poi è un uomo: voi lo avete mai visto, un vero uomo, che fa la spesa al supermercato? No, per carità: a spingere carrelli agguantando carta igienica e surgelati sono solo le donne, o, al massimo, qualche gay).

Signor Alvi, guardi, ha ragione. È colpa mia. Sono una donnetta che si è montata la testa. Solo in preda ad una forma di delirio potevo infatti pensare, io, donna, di essere una brava insegnante. Anzi, una insegnante punto e basta. Mi sono incaponita a laurearmi con il massimo dei voti, e pure in lettere classiche. A vincere un concorso senza raccomandazioni, finendo in cattedra senza aver fatto nemmeno un giorno di precariato, perché, per punteggio di merito, sono passata davanti a tutti. Non so se rendo l’idea della mia sfrontatezza: in virtù della mia preparazione, pensavo di andare a parlare, in cattedra, un giorno, non solo di Dante, ma anche di Cesare, o di Cicerone. Di storia, di letteratura; io, femmina, come se di questa faccende da maschi potessi capirne una cippa. Cose troppo al di sopra delle mie capacità, in quanto donna: lo facessi, annoierei solo a morte i miei allievi, come del resto dimostra lo scarso successo dei miei post “culturali” su questo blog.

In quanto donna, posso al massimo aspirare -no?- ad una cattedra di taglio e cucito: beninteso, per formare sartine in grado di confezionarsi gli abiti in casa, ché i grandi stilisti, ne converrà, possono essere solo maschi, anche se in gran parte omosessuali. Del resto, in una scuola quale lei la vorrebbe, virile e maschia, quei corsi giusto potrebbero essere lasciati in mano femminile: le lezioni di economia domestica, in cui si insegna alle casalinghe del futuro a brinare decorosamente un frigo e preparare un martini per il marito che torna dal lavoro. A quello serviamo noi femmine. Anzi no, a dire il vero saremmo buone per fare anche un’altra cosa, signor Alvi, ma lei è un gentiluomo, e non la dice: tanto, una volta accolto il marito in grambiulino e sorriso remissivo, se l’omo è omo e nessuna insegnante femmina lo ha svirilizzato negli anni della scolarizzazione, si sa come va a finire.

PS: il post vorrebbe essere ironico, ma mi rendo conto che non è venuto benissimo. É che quando ho letto quell’articolo di Alvi, mi sono talmente indignata che m’è venuto da piangere. Parlo sul serio. Del resto, sono una laureata isterica, non potevo che reagire così.

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47 pensieri su “Donna, torna ai fornelli! La scuola italiana è rovinata dalle prof.

  1. Se io non avessi avuto certe donne come insegnanti non sarei la persona che sono ora.
    Però che si decidano, non va bene mai niente. Prima la menano con il fatto che le donne sono portate solo a lavori di educazione ed infermieristica: bambini e anziani. Ora manco quello va più bene.
    Io mi chiedo se veramente un giorno li lasciassimo arrangiare? Morirebbero nel giro di 24 ore.

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  2. posso fare un commento da maschio-maschio? non gli tira… non gli tira… sì-sì… a questo dev’esser successo qualcosa in mezzo alle gambe 🙂

    rm

    ps: ho letto l’articolo, tu hai messo in evidenza la parte volgare e maschilista ma il resto? il resto di strafalcioni? che berlusconi avesse fatto danni a ‘sto paese me n’ero accorto ma che avesse sdoganato anche la stupidità fino a ‘sto punto.

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  3. Il discorso di Alvi non è completamente insensato: effettivamente c’è carenza di buoni insegnanti uomini. Sarà che una virtuosa è contenta di insegnare mentre un uomo virtuoso non si accontenta, non lo so.
    Cmq resta il fatto che uomini e donne sono diversi, diversi nel corpo e soprattutto nel cervello. Questo non può cambiarlo un voto di laurea.

    Se dovessi giudicare in base alla mie esperienza, poi, dovrei dare piena ragione all’Alvi; ma certo, sarebbe scorretto fare di una singola esperienza un principio universale.

    Tuttavia, correggimi se sbaglio, ho notato un grave difetto nelle insegnanti donne di qualità: si calano eccessivamente nella parte dell’adulto che si sente in dovere di ascoltare il mondo dei giovani, risolvere i loro problemi e altre amenità del genere.
    E mettersi a tamponare i problemi (immaginari) degli adolescenti invece di insegnare veramente è un po’ come regalare un pesce al poveraccio invece di insegnargli a pescare.

    TV e modelli sbagliati creano problemi nei giovani, e dalla scuola si pretende delle soluzioni.
    E’ come quello che ti da il caffè col limone per farti passare la sbronza in modo che puoi andare prima a sbronzarti di nuovo.

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  4. @->Agente Mangiariano:
    “Sarà che una virtuosa è contenta di insegnare mentre un uomo virtuoso non si accontenta, non lo so.”
    Eh, non lo so nemmeno io, guarda. Sarà che certi uomini vanno a fare gli insegnanti perchè non hanno trovato di meglio, si sentono dei falliti (perchè, nella maggioranza dei casi, lo sono davvero, ma non perchè sono “costretti” ad insegnare, perchè sono incompententi e basta!) e sfogano sugli alunni le loro frustrazioni?
    Quanto alle insegnanti-donne che “si calano eccessivamente nella parte dell’adulto che si sente in dovere di ascoltare il mondo dei giovani, risolvere i loro problemi e altre amenità del genere”: spesso non è una scelta, ma qualcosa che ti viene imposto. Tu li vorresti valutare per quello che fanno (Sanno la grammatica? sanno la storia?) e poi preside, colleghi, consiglio di classe, cominciano a rompere le scatole “perchè bisogna tenere conto di questo e quest’altro” e pretende che tu, che sei competente a insegnare grammatica, faccia l’assistente sociale, il terapeuta familiare, il centro di ascolto, lo psicologo per i genitori in crisi.
    @->jazztrain e malvino: oh, tutti al supermercato, eh? Mi prendete anche due pacchi di pasta, che qui è tutto chiuso, per favore?
    @->malvino: Ah, non so se lo sai, ma si vocifera che Cary fosse gay… attento. 🙂
    @->jazztrain: Veramente lo ha detto, in pratica. Se leggi il link, c’è una tirata contro le classi che sono zeppe di giovani geneticamente inadatti a studiare, che ingombrano le scuole e le palestre e dovrebbero invece essere avviati in fabbrica, così non dobbamo più assumere immigrati. Le classi miste, probabilmente, non servono: tanto fare studiare le donne è perdita di tempo, a questo punto: si fa una bella selezione modello veline e le si fa sposare tutte entro i tredici anni, così possono riprodursi ed evitare che debbano entrare troppi immigrati. Leggi, leggi.

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  5. Guarda, come penso chiunque abbia fatto il liceo ho visto la mia quota di docenti isterici, frustrati e in alcuni casi seriamente incamminati nel percorso verso la patologia psichiatrica, e non noto assolutamente differenze di sesso (cioè: si tratta semplicemente di diverse forme di isteria e frustrazione).

    Quello che è vero è che in Italia può capitare che gli studenti (d’ambo i sessi) prendano più sul serio gli insegnanti maschi, specie quelli che ostentano disinteresse e declamano la loro personale visione della vita fumando in classe senza alcuna considerazione del programma, magari rispetto a colleghe più ligie, ma non vedo certo come questa categoria di tromboni che ottengono, con l’agognato posto fisso, un uditorio forzato, potrebbe risollevare le sorti della scuola italiana.

    Chi sia questo Geminello Alvi non lo so. Ma mi riporta alla mente che ormai diversi anni fa stavo studiando (come fanno molti pischelli triestini) in un rinomato caffè (il San Marco frequentato da Svevo e Magris) e mi si è avvicinato questa caricatura di intellettuale avvinazzato con un prosecco in mano che mi ha attaccato una pezza incoerente (sospetto che, nella migliore tradizione dell’eromenos classico, mirasse al mio perineo) il cui succo era che il liceo è rovinato dalle insegnanti donne, in particolar modo quelle terrone.
    Io l’ho liquidato dicendo che il greco e il latino me l’aveva insegnato ottimamente una professoressa siciliana, ma ora lo rivaluto sapendo che qualcuno viene anche pagato per dire certe stronzate.

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  6. GOVERNO ITALIANO = SFASCIO DELLA SCUOLA

    Ti capisco Galatea. Anche io provo una forte rabbia e indignazione per come vanno le cose in Italia, e non mi riferisco solo ai casi di CATTIVO GIORNALISMO, o allo sfruttamento massiccio e legalizzato dei laureati (sì, anche quelli con il massimo dei voti).
    Il tuo articolo mi ha fatto notare degli elementi importanti.
    Esso si divide in due parti:
    A) ANTECEDENTE, nel quale la scuola attuale viene demolita, indicando come cause – grosso modo – la scarsa competenza delle insegnanti, la loro isteria e il loro stesso sesso;
    B) CONSEGUENTE, nel quale – e quì casca l’asino – Alvi si smaschera, sostenendo la bontà del provvedimento del ministro.

    Le ragioni che Alvi adduce per spiegare lo sfascio della scuola – concordo con te – sono INCONSISTENTI E RIDICOLE: non credo proprio che le insegnanti siano una massa di isteriche e che essere maschi conferisca una maggiore capacità di capire e insegnare una materia.

    La verità è che LA SCUOLA È STATA SFASCIATA DAI GOVERNI, con le loro assurde riforme (ricordo che all’università dovevo distinguere tra vecchio, nuovo, nuovissimo e nuovissimissimo ordinamento), e se non ci sono dei buoni insegnanti è perchè i POLITICI NON SI PREOCCUPANO DI METTERCELI.

    Ma, più probabilmente, molti NON VOGLIONO che ci siano.

    In fondo, dai, non piangere, se Alvi ha distrutto il corpo docente, con qualcuno doveva pur prendersela per dimostrare che la scuola italia va riformata.
    Il punto clou è appunto il conseguente: la tesi che la scuola come “fondazione” varrebbe molto più che come sia organizzata ora: in fondo il messaggio dell’intero testo è questo:

    SCUOLA ATTUALE= SCHIFO
    SCUOLA COME FONDAZIONE = ECCELLENZA

    Alvi adduce anche la spiegazione politica del perchè la scuola di stato sia da chiudere: ma siamo sicuri che la scula di Stato presenti solo lati negativi? O c’è qualcuno che ce lo vuol far credere?

    Domanda: “E’ vero che questa riforma porterà la nostra Publica istruzione ad uno Stato di perfetta salute?”

    Francamente non lo so, ma sospetto fortemente che questo articolo sia viziato da INTERESSI di tipo politico:

    che la scuola come fondazione funzionerebbe meglio di come è organizzata ora È TUTTO DA DIMOSTRARE, E NON DA ASSUMERE PER CERTO SOLO PERCHÈ CE LO DICE ALVI.

    Salvatore

    Invito te e i lettori a visitare il mio blog:

    http://salvatorangelo.wordpress.com/

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  7. A parte lo smile, non sto scherzando: non si può prendere sul serio un “giornale” che pubblica queste cose e altre persino peggiori. E poi, povero Geminello, con un nome così, immagina come deve rosicare dopo tutte le prese di culo che si sarà sorbito fin dalla più tenera età.

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  8. Galatea, come ti capisco! E’ da luglio che, con tutto quello che la Gelmini dice e si propone di fare, ho delle crisi continue e vorrei prendere a calci negli stinchi chi ha fatto andare al governo questa gente! Credo, però, che questa sia una reazione troppo virile e non penso di potermela permettere. Andrà bene l’aver appeso in camera la prima pagina del manifesto di mercoledì e giocarci a freccette? Intanto, mi preparo al secondo e ultimo (tombale) anno di SSIS e secondo di precariato scolastico. Beata te che hai fatto il concorso! Noi sissini IX ciclo ci abilitiamo a maggio, ma siamo fuori dalle graduatorie. Chissà quale sarà il nostro destino? 😦

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  9. francamente penso che i peggiori insegnanti siano quelli di comunione e liberazione… da mio figlio costituiscono una setta intollerante e religionecentrica.
    Detto questo sono una veterofemminista e penso che… purtroppo a dire e fare cazzate contro le donne ci pensano sia a destra che a sinistra, a turno.
    Sta a noi donne incoraggiarci reciprocamente, scegliendo ad esempio medici donna, professionisti donna… tutta gente che per arrivare da qualche parte ha dovuto studiare di più e spintonare più forte. detto questo viva hillary!

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  10. Sono sconvolta e sconcertata dall’articolo….
    Comunque, complimenti Galatea: se fosse capitato a me di leggerlo, non sarei proprio riuscita a scriverlo con un sarcasmo così misurato, ma piuttosto avrei vomitato sulla tastiera solo una serie di ingiurie.
    Sentire che qualcuno, nell’anno in cui viviamo, si permette di dire ancora delle cose così scandalose sulle donne mi manda in crisi tutte le volte.
    Inoltre, per esperienza personale, ho avuto quasi tutte insegnati femmine, e ribadisco che gli schizzati ci sono da ambo i sessi, e la bravura pure: ora mi ritrovo con poche insegnati decenti, ma il più delle volte brave e severe, e degli insegnanti totalmente nel loro mondo e spesso dei pervertiti….

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  11. Purtroppo molte donne per loro scelta, nel tentativo che spesso e’ stato vano di emancipazione sociale, culturale ed economica hanno lasciato i fornelli domestici e oggi si trovano ai margini della societa’ come inserimento lavorativo e per giunta non sono capaci finanche di preparare uno spaghetto aglio e olio ma fanno a gara per trovare l’ipermercato in cui il prodotto precotto sia maggiormente conveniente.
    Che tristezza.
    Poi per assurdo incontri una comandante di aerei di linea, magari straniera, che nei suoi ritagli di tempo ti sa preparare dei piatti gustosi.
    La donna italiana nel suo ormai quarantennale tentativo di emancipazione, ha preso tutti i difetti di noi maschietti: lamentazione,polemica, insofferenza, aggressivita’ ed una tendenza al divenir pantofolaie.
    Meno male che l’attuale Ministro dell’istruzione e’ donna; a pero’, dimenticavo, forse essendo del Governo Berlusconi da moltre altre donne ideologicamente “superiori” e’ considerata una servetta senza cervello…
    Chissa’, la Ministra come se la cavera’ ai fornelli? Io penso ad istinto, molto meglio di tante precarie schierate.

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  12. Galatea, non le pare di scadere nell’irrazionale? Lei crede davvero che il mondo le ruoti intorno?
    Il fatto che una maestra meridionale brava sia sua amica non modifica la classifica europea, non stilata da questo governo, che ha messo la scuola del sud d’Italia all’ultimo posto.
    Cosa dimostra il fatto che lei si descriva così narcisisticamente? Che la scuola italiana non è quel fallimento mondiale che invece è?
    Lei ci ricorda spesso quanto è bona, seducente, colta, intelligente, preparata e chi sono io per metterlo in dubbio? certo però che se fosse pure meno tetragona quando si tocca la sua categoria e il suo sesso, inteso come genere, sarebbe addirittura perfetta.

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  13. @->Jazztrain: urka, dalla Sardegna! No va là, allora lasciamo stare. Magari quando vengo dalle tue parti mi faccio insegnare qualche ricetta locale. Da quanto capisco del commento di Angelmclove è l’unica cosa che possiamo fare per emanciparci socialmente, noi donne che vanamente abbiamo studiato e non osanniamo la ministra…
    @->angelmclove: Peraltro, caro il mio angelmclove, sono pure una buona cuoca: la ministra, se ci mettiamo ai fornelli, la stronco.

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  14. Nella mia ignoranza, mi domando: chi cazz’è Geminello Alvi? Esiste davvero un tizio con questo nome, e se sì: perché?

    Sull’argomento invece ho due casi da esporre:

    1. Ok, la mia professoressa frustrata e incattivita l’ho avuta (alle medie) ma il suo problema era evidente a tutti: insegnante di educazione artistica, uscita dall’istituto d’arte e poi dall’accademia, tenta la carriera artistica senza successo, passa quindi all’insegnamento dove sfoga tutta la frustrazione criticando e irridendo il lavoro degli studenti senza alcun costrutto. Ma questa poteva anche essere un uomo, che tanto a frustrazioni stiamo messi uguali se non peggio.

    2. Professore di storia alle superiori, arriva tutto entusiasta subentrando alla professoressa di ruolo che era in malattia, uno che ha guardato una volta di troppo l’Attimo Fuggente e gli ha fatto malissimo: lancia idee entusiastiche, si sbilancia chiedendoci di chiamarlo per nome, in breve scivoliamo nell’anarchia; lui s’incazza, perché noi ci siamo approfittati della sua disponibilità (noi siamo adolescenti, quindi ce ne frega un benamato); il programma va avanti come può e alla fine si chiude l’anno e lui se ne va. L’anno dopo torna la prof. di ruolo, ci domanda che ‘zzo abbiamo fatto mentre lei non c’era – noi, che in fondo lei la rispettiamo perché sa farsi rispettare, raccontiamo com’è andata – lei, un po’ s’incazza e un po’ si compiace, poi fa: «Lo sapevo che non dovevo lasciarvi da soli, va be’ quest’anno recuperiamo anche quel che avanza dal programma dell’anno precedente. E zitti!» Lei non ci abbiamo neanche provato a prenderla per il culo.

    La mia opinione è che gli insegnanti siano esseri umani, con relativi pregi e difetti. Ne ho avuti alcuni che ricordo ancora con affetto (la prof. di disegno professionale con cui parlavo di Almodovar, e che mi consigliò la Legge del Desiderio; e dire che non era neppure la mia insegnante, ma della classe con cui dividevamo il laboratorio) e altri che m’hanno mandato ai matti e che seppellirei ben volentieri ancora oggi sotto un ordigno inesploso (nello specifico, il prof. – masculo – di disegno geometrico). Quello che so oggi è che ogni volta che vedo un film di Almodovar penso alla professoressa, mentre se vedo una proiezione geometrica mi scappa un vaffa.

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  15. @->Mirko: Non si preoccupi, caro Mirko. Di essere apprezzata da lei non mi curo più di tanto, quindi penso che continuerò ad essere felicemente tetragona e narcisista.

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  16. C’è un dettaglio in più, che sembra sfuggire: l’esimio è un militante di vecchia data del movimento antroposofico, che è uno dei più agguerriti movimenti confessionali ad avere un vasto interesse nella gestione di scuole private.

    Anzi, praticamente è l’UNICO gruppo confessionale diverso da quelli cattolici ad avere una qualche rilevanza nel panorama della scuola privata italiana, visto che le scuole confessionali ispirate ad altre fedi (scuole ebraiche, protestanti e altro) sono di peso minimo, e fortemente connotate come iniziative “etniche”, interne a comunità religiose abbastanza chiuse, e con poca voglia di proselitismo.

    Ne ho parlato qui, con altri link:

    http://paniscus.splinder.com/post/18300890/

    Incidentalmente, se dopo anni di frequentazione dei folletti steineriani e di esercizi di euritmia, i risultati sulla serenità d’animo dell’adepto sono questi, sconsiglio di avvicinarsi alla loro associazione.

    saluti
    Lisa

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  17. Che la scuola vada sempre peggio è dato di fatto! che ci sono insegnanti (uomini e donne) che dovrebbero fare altro (come zappare) è, anche questo, dato di fatto. Poi l’ignorante di turno cerca un colpevole nel caos generale.
    Ho incontrato degli ottimi docenti (che secondo me, per esserlo, non hanno bisogno di ricorrere al genere), nella scuola primaria così come nelle scuole successive. Ho litigato con maestrine e maestrini, per me non docenti, per la scarsa preparazione, passione e professionalità.
    Il problema donna è un altro ed entra in tutti i campi. Noi donne non possiamo tornare ai fornelli per il semplice motivo che non li abbiamo mai lasciati: facciamo quello e questo e tanto altro e lo facciamo bene. Senza nulla togliere ai tanti uomini in gamba colleghi, compagni, mariti,…. a cui va la mia stima, dico che coloro che impugnano la campagna contro la donna, hanno qualche problema e non hanno capito niente, non mi sento da loro offesa, perchè certe affermazioni offendono solo chi le pronuncia e coloro che danno il proprio assenso. Ciao a tutti!

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  18. @ Gala
    E’ inutile che tu versi lacrime di rabbia per le parole di un microdotato (in quel senso la’) che non ha risolto i suoi nodi freudiani con la madre.

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  19. @Salvatorangelo
    Non dimenticare i sindacati,che da anni trattano la scuola se servisse solo a far lavorare gli insegnanti e fan la gara a difendere i peggiori elementi che la infestano.

    @Mirco
    L’indagine che citi riguarda solo le capacità matematiche.Ed ovviamente le medie regionali non dicono tutto: in ogni regione ci sono scuole ottime, mediocri e buone.

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  20. Io non sono una insegnante, ma sono sposata con un insegnante.
    Immagino che chi ha scritto l’articolo che citi avrebbe difficoltà a capire che cosa ho detto, d’altra parte pare che l’uso degli apostrofi con gli articoli indeterminativi sia diventato misterioso …
    Detto questo, mio marito è una persona preparatissima, che avrebbe raggiunto livelli eccellenti in qualsiasi professione avesse scelto di fare nella vita.
    Ma ha scelto di fare l’insegnante.
    Putacaso è del sud, e insegna a nordest, da trent’anni, ma forse al senatur non bastano.
    Io sono lombarda, e mai mi definirei padana, e mi vergogno di condividere origini e accento con questa gente.
    Uscendo dal campo dell’insegnamento, c’è però da dire che questa politica maschilista sta invadendo tutti gli aspetti della vita civile.
    Stanno cercando di chiudere noi donne in casa, e privarci dei diritti, dal lavoro all’uso del nostro corpo.

    @Visco: il guaio è che questo non ha risolto i problemi freudiani con la madre, il senatur non digerisce che un professore bocci il figlio che non sa un cavolo in matematica, il sindaco di Roma dice che la turista violentata se l’è cercata … ti rendi conto che questi sono maggioranza e occupano intero il potere, e non c’è alcuna forza in grado di contrastarli perché coloro che dovrebbero essere opposizione sono occupati a fare il periplo del loro ombelico?

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  21. da Geminello Alvi non mi aspettavo molto di meglio….
    quello che mi ha lasciato invece realmente esterefatto sono stati alcuni dei commenti qui letti….
    😦

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  22. lisa-paniscus, domanda: io non conosco la scuola steineriana, ma perchè demolirla per il semplice fatto che ha prodotto un deficiente?

    galatea, hai sentito della nostra assessora regionale, della sua proposta di religione obbligatoria per tutti?

    rm

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  23. Lineadisenso: io non avverso la scuola steineriana “perché ha prodotto un deficiente”, la avverso perché è espressione di una dottrina esoterica pseudoscientifica e settaria, tutto qui…

    Non so te, ma io non mi fido di un metodo pedagogico basato sulle rivelazioni dogmatiche di un tizio di 100 anni fa, che affermava di essersele lette direttamente sul Grande Archivio Cosmico mentre se ne andava in giro a fare i trip fuori dal corpo.

    Non è che lo dicano i detrattori, eh. lo diceva proprio lui, e i suoi seguaci ci credono.

    saluti
    Lisa

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  24. In fondo Geminello (!) ha ragione: non ti ci vedo come interprete del “Libro e moschetto, scolaro perfetto”.
    Voglio poi spezzare una lancia a favore delle mie insegnanti; di certo non mi hanno devrilizzato, anzi! I movimenti sottocattedra delle loro gambe hanno sempre contribuito positivamente a mantenere alta la curva dell’attenzione e a sviluppare il mio immaginario erotico. Non so cosa guardasse Geminello durante la lezione, forse il crocifisso alle spalle della cattedra 🙂

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  25. Che poi, parliamoci chiaro: tutta quella pappardella roboante per dire che a lui non piacciono le donne e preferisce i maschi? Ma non era meglio un sano e onesto coming out come le persone civili?

    Lisa

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  26. comunque, a parte tutte le fesserie (e quelle maschiliste non erano le sole) che il geminello è riuscito a condensare in quest’articolo. vi è o no un approccio diverso all’insegnamento tra prof maschi e prof femmine? e di conseguenza è auspicabile una maggior presenza di uomini tra le fila dei prof?

    rm

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  27. Aggiungo un’osservazione: qua si stava parlando soprattutto di insegnanti ELEMENTARI, in origine.

    Non dimentichiamoci di un altro dettaglio: l’ossessione diffusa di vedere pedofili e molestatori dappertutto, che ha dilagato in misura completamente irrazionale negli ultimi anni, fino a vette di isteria collettiva da incubo, come quella di Rignano Flaminio.

    Io nei panni di un maestro elementare maschio, di questi tempi, non ci starei volentieri per niente.

    Potrebbe bastare un banale gesto della vita scolastica di tutti i giorni, come accompagnare occasionalmente al bagno un bambino in difficoltà, o magari sollevare di peso e abbracciare una frugola piangente che è caduta per terra e si è fatta male, per trovarsi proiettato di colpo in un inferno kafkiano di arresti, sospensioni dal servizio, e sputtanamento con nome e cognome sui media di tutta Italia.

    Lisa

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  28. @ paniscus: «Non so te, ma io non mi fido di un metodo pedagogico basato sulle rivelazioni dogmatiche di un tizio di 100 anni fa, che affermava di essersele lette direttamente sul Grande Archivio Cosmico mentre se ne andava in giro a fare i trip fuori dal corpo».

    È la stessa storia di Hubbard e Scientology, lui raccontò di aver letto le grandi verità rivelate nella biblioteca del paradiso durante un coma, ma di aver sconfitto la morte per tornare indietro e portare questa conoscenza all’umanità. Documenti e carte mediche alla mano, invece risultò solo un brutto trip in anestesia dal dentista. Adesso mi documento su ‘sta disciplina steineriana, non si finisce mai d’imparare una cazzata nuova.

    Se ci sono meno insegnati maschi sarà perché c’è una cultura generale misogina che li induce a credere che sia un lavoro da donne; perciò che un altro misogino salti su a inveire contro le troppe donne dietro la cattedra è triste quanto stupido. Secondo me, se vuoi più insegnanti maschi (ma perché, poi?), non te la prendi con le donne – a meno che tu non abbia nodi edipici irrisolti con tua madre, come diceva qualcuno più sopra – ma fai il possibile per far capire ai maschietti che insegnare non li svirilizza, punto. Che poi, se devo dir la mia, ricordo con più affetto le prof. femmine, dei miei prof. maschi: uno ha pedinato una mia amica fino al parco (porco!), un altro ha messo incinta una studentessa e poi gliel’hanno fatta sposare, e il terzo era un maiale sotto ogni profilo, umano e biologico.

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  29. Pingback: Ma chi ci libererà da ’sta gente? - Agora’ di cloro

  30. Per chi non lo sapesse Silvio e Veronica hanno mandato i loro figli alla scuola Steineriana. Ai tempi, non sapendo cosa fosse anche io e mia moglie ci eravamo informati per nostra figlia. Poi è bastato un colloquio con la direttrice per lasciare perdere.
    Fatto curioso, fra le innumerevoli regole per i bambini, il divieto assoluto di vedere la televisione, anche in presenza dei genitori.

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  31. come ho detto non è che io la conosca in maniera approfondita… ho semplicemente parlato con un insegnante di quel tipo di scuola e letto qualcosa su internet… ma non mi pare nemmeno lontanamente paragonabile con scientology. steiner sarà anche stato un po’ fuori di testa ma mi dà l’impressione che si sia annacquato il lato un po’ esoterico. dall’altra parte, nata negli anni 20, la scuola si era schierata contro il nozionismo, non mi sembra male per l’epoca.

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  32. Ma Geminello Alvi non scriveva anni fa su “Repubblica” pure di economia e non ha scritto un libro per Adelphi ?
    Secondo me si va a scrivere sul Giornale giusto quando si ha voglia di rilassarsi e cagare (tipo la canotta e il rutto libero di Fantozzi…)
    Comunque quando le professoresse sono carine altro che virilità in declino : le ascoltavamo con attenzione (facendo ampi gesti con la testa…) e ci ritagliavamo anche il momento di abbassarci per sbirciare da sotto il banco…
    Un’educazione completa.

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