Fucile e moschetto, alunno perfetto.

8.00: Entrata in classe e saluto alla bandiera. 8.03: Appello, cui gli studenti sono tenuti a rispondere con “Camerata, presente!”, recita della preghiera e bacio delle mani al Preside, previa benedizione del Parroco in visita all’istituto; 8.10: Svolgimento del tema: “il nostro è il migliore dei mondi possibili: spiega perché.”; 9.45: Lettura pubblica degli elaborati e premiazione del tema dell’alunno Delli Rossi Anton Giulio, figlio del notaio Delli Rossi Gianfrancesco, che ha svolto il predetto tema argomentando: “Perché sì, mica siamo più governati dai Comunisti!”; 10,15: Gara di storia, in cui chi riesce ad enumerare uno ad uno i nomi dei cavalli caduti nella celebre battaglia di Montaperti vince una gita premio ad Arcore, per guardare da fuori i cancelli la villa di Berlusconi (il pranzo, al sacco, per studente ed accompagnatore, dovrà essere fornito dalla famiglia, per evitare inutile sperpero di denaro pubblico); 11.00: Premiazione e gara ginnica fra studenti, con gran finale di salto nel cerchio di fuoco. 13.00, Campanella: dopo un poderoso corale “A noi!” gli alunni potranno disciplinatamente riporre i libri e moschetti nel sottobanco e recarsi a casa, dove li attende il parco ma lieto desco familiare.

Abbiamo trasmesso un promo di quello che sarà la scuola italiana non appena saranno finalmente applicati i suggerimenti di Alberoni. Grazie ad Alessandro Benedetto per la segnalazione e il poderoso post di sbertucciamento.

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7 pensieri su “Fucile e moschetto, alunno perfetto.

  1. “Abbiamo bisogno di maestri che imprimano chiaramente nella mente degli allievi che certi comportamenti non sono solo illegali, ma moralmente turpi e che la formazione di una personalità libera e creativa non richiede solo di coltivare la propria vocazione, ma anche l’autocontrollo e il senso di responsabilità. Una rieducazione radicale.”

    E i genitori, nel frattempo, possono farsi i ca**i loro, tanto non sono problemi loro ma della scuola…

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  2. Grazie del link e grazie della sapida cronaca della giornata-tipo dello studente prossimo venturo. Sai, temo che quello che noi oggi trattiamo con ironia possa diventare realtà tra qualche tempo. In fondo qualcuno vorrebbe già oggi la pulizia etnica nella scuola… chi l’avrebbe mai detto?
    Un abbraccio
    P.S. Probabilmente non l’avevi notato, ma ti ho già linkata da tempo tra i miei blog preferiti.
    Ale

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  3. Sarà l’aria del ciarpame cultural-politico odierno ma ricordo chiaramente un saggio ginnico alle elementari, (anni 50) dove, dopo i dovuti esercizi, fummo costretti a cantare “Oh bianco fiore”, inno di fama democristiana. E a chi non cantava, bacchettate sulle natiche, sulle mani e sul collo. Sarà a causa di questo passato ciarpame che oggi nessuno sa più insegnare, o leggere, o punire in nome di chissà quale cultura oscura? Ma io sono cresciuto lo stesso pieno d’ignoranza classista, e se qualcosa continuo a imparare ancora oggi, lo faccio di fronte al mio più grande nemico: l’ignoranza, aborrendo al contempo con disprezzo ogni forma di costrizione culturale, di quella cultura che ti “cala dall’alto” e dalla quale di devi difendere duramente, ma se le nuove generazioni di studenti e genitori sono spudoratamente indolenti e soporiferi, come si pensa di risolvere il problema della cultura “per tutti” e senza vuoti di memoria storica che tali generazioni si portano sul groppone?

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  4. Io mi sono diplomata circa dieci anni fa, quindi rientro nella generazione della “beata ignoranza”. Strano, perchè fui una delle poche studentesse (penso) a cui la madre, stufa, strappò i libri per “troppo studio”.

    Mio padre, nato nel ’48, ogni tanto racconta ridendo della sua scuola. Racconta di quando entrava il prete: come rito mio padre sbriciolava il gesso, lo poneva sul banco e lo soffiava sulla tonaca nera di nascosto, lasciando una bella striscia di bianco.
    Ancora: racconta di quando gettava i cerini accesi (!) in testa al compagno davanti. E ride come un pazzo ricordando i “bei tempi”. Venne punito? Non che io sappia. Per inciso: mio padre è attualmente un onesto padre di famiglia, con 4 figli e meritatamente in pensione. MAI si è reso nella sua vita protagonista di atti di aggressione.

    Fatto accaduto invece durante le mie medie: un ragazzo fa uno scherzo ad un altro. Prende il proprio zaino VUOTO e lo dà in testa ad un altro. lo prende male e un laccio gli fa un taglietto in testa. Il ragazzo colpito vede il sangue e sviene. Il ragazzo “aggressore” viene sospeso per giorni e quindi obbligatoriamente bocciato.

    Per parlare di circa 5-7 anni fa, mio fratello dava del tu, come tutta la classe ai propri professori: ma lo facevano perchè i professori li adoravano. Erano tutti talmente bravi, che i professori per il diploma organizzarono la cerimonia di consegna in stile americano.

    Morale: siamo proprio così sicuri che la scuola sia un tale disastro o semplicemente la tecnologia ci permette di mettere il naso in situazioni turbolente che ci sono da sempre? Il tutto favorito dal facile sensazionalismo della stampa? A volte mi sembra che la gente dimentichi appositamente cosa combinava in classe quando toccò a loro. E dimentichi anche che se un professore è bravo, il rispetto lo ottiene.

    E per quanto riguarda lo studio, personalmente penso che semplicemente sia cambiato il metodo e la quantità dello studio (che è di maggiore quantità, quindi più frammentato…molto, forse troppo, “digitale”).
    Io i problemi li vedo nella scarsa pubblicità data alle materie scientifiche (nella nostra cultura umanistica) e nel fatto che vengano costantemente proposti modelli di “successo” che sono tutto tranne persone che hanno studiato.
    Ditemi voi.

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