I grandi scoop di Galatea: Intervista ad un Dio in pensione

Ogni campo, si sa, ha i suoi pensionati di lusso. Personalità di spicco, ritirate a vita privata dopo aver lavorato sodo ed essersi conquistati fama ed onori; gente che è stata al top, ed ora si gode il meritato riposo. Il blog IlNuovoMondodiGalatea, come ben sapete, è ben introdotto in ogni ambiente. Così, con un colpaccio dei nostri, siamo riusciti a strappare in esclusiva una intervista al signor Zeus, già Supremo Signore del Cosmo e Padre degli Uomini e degli Dei, ritiratosi da qualche millennio in pensione, dopo secoli di onorata carriera come Divinità onnipotente.

-Signor Zeus, tanto per cominciare, come se la passa da pensionato?

-Guardi, non per dire una banalità, ma sto da Dio.

-Nessun rimpianto per i tempi in cui gestiva l’Universo a suo insindacabile giudizio?

-No, per carità divina! E poi questa cosa dell’insindacabile giudizio…voglio dire, noi divinità della vecchia scuola abbiamo sempre avuto il senso del limite, della misura. Intanto la gestione era collegiale, meno dirigistica; sui casi dubbi, per dire, si faceva un bel Concilio degli Dei sull’Olimpo, con votazione finale. Io stesso ero tenuto al rispetto delle decisioni dei capireparto: se non ce n’era bisogno, non mi intrigavo mica di quello che decideva Poseidone o andavo a sfruculiare Ade su come gestire il regno dei morti… insomma, al massimo potevo fare qualche arbitrato, come quella volta che si è rapito Proserpina e se l’è voluta sposare senza il permesso della sua mamma Demetra.

-Era un mediatore…

-Be’ sa, anche avere a che fare con una famiglia allargata aiuta, in questi casi, a cambiare prospettiva: io dovevo tener presente gli interessi di vari figli, mogli, fratelli, una pletora di cugini e zii. Non puoi scontentare nessuno e impari la diplomazia, l’arte della trattativa. Aiuta molto a non credersi un Padreterno.

-Chi invece ha un Figlio unico o non ne ha nessuno…

-Certo, i rapporti cambiano. Ma, guardi, io non voglio dare giudizi sui colleghi, lo so che è un lavoro duro, il nostro. C’è sempre gente pronta a criticare… anche gli uomini, poi, te li raccomando!

-Piantagrane.

-Ma della peggior specie! Prima ti pregano di una cosa, poi di un’altra, sempre a lagnarsi perché intervieni troppo o perché non lo fai abbastanza! Quello che non sopportavo è quel continuo tirare per il chitone, poi: tutti pretendevano di avere il tuo appoggio in esclusiva per qualsiasi ca… voglio dire, per qualsiasi impresa gli saltasse in testa. Ecco, lì noi vecchi dei eravamo facilitati: ci si divideva il lavoro, era una cosa d’equipe. Per esempio, a Troia: Atena da una parte, Afrodite dall’altra, e vinca il migliore: sempre stato per la libera concorrenza. Se qualcuno degli dei minori splafonava, intervenivo a calmarlo, ma altrimenti no, via, lasciar andare le cose per il loro corso. E anche gli uomini: ogni tanto ricordare loro che i guai se li cercano da soli, non possono incasinare tutto e poi piangere come vitellini perché dobbiamo venire a salvarli.

-“Incolperanno gli uomini sempre gli dei…” come ha detto nell’Odissea..

-Già. Un grand’uomo quell’Omero, mai pentito di avergli rilasciato qualche intervista! Lui non s’è montato la testa, ha sempre ricordato che era solo un poeta, non un inviato divino. Sì, alle volte esagerava con il gossip, però, anche lì, ha saputo dipingerci come delle divinità tutto sommato simpatiche, con cui gli uomini avevano dei punti in comune. Secondo me ci facciamo una figura migliore del povero collega Jahvè, che viene dipinto sempre con quell’aria tremendamente seria e incazzosa. Per dire, io che lo frequento nel privato, non è mica così: ride, scherza, ha un notevole senso dell’umorismo… quando legge i trattati di teologia o le encicliche dei suoi Papi, per esempio, si sganascia. O meglio, da un po’ di tempo lo vedo anche preoccupato, perché sparano una serie di robe…del resto, io glielo avevo detto, neh? Mai dare la rappresentanza esclusiva in terra ad una sola casta di sacerdoti, che dopo si credono padreterni loro. Prenda me, mai avuto un portavoce ufficiale unico, solo un po’ di poeti, scelti bene, di quelli che ti fanno fare bella figura, e un po’ di oracoli, sì, ma in grado di formulare solo vaticini oscuri, così se non si capisce un caspita non serve nemmeno smentire il giorno dopo, perché mica puoi stare tutta l’eternità a emanare la tua volontà e poi tornare indietro dicendo: “Sono stato frainteso”. Mica è serio, dai.

-Be’, ma chi sgarrava poteva sempre essere fulminato e spedito all’inferno!

-Oh sì, ma io tendenzialmente non ero favorevole a questi metodi. Per dire, si contano sulle dita di una mano i miei interventi diretti. La gestione della lunghezza della vita umana era affidata alle Parche, poi, e ci entravo solo marginalmente…io sono un capo che delega e si fida dei suoi collaboratori. Poi sa, per me anche promettere punizioni nell’aldilà, era un casino, con quella storia degli Inferi dati in subappalto ad Ade. Che poi, tanto, quando sono morti, son morti, peggio di così che si può fare loro?

-Non era un po’ troppo lassair faire?

-Be’ sì, può dare questa impressione… però i Greci non mi sono riusciti male, non trova? Voglio dire, gli uomini, se gli fai capire che si devono arrangiare da soli, che le divinità non ti danno tutte le risposte, ma quelle le devi cercare in te stesso, che devi chiederti tu se una cosa è giusta o sbagliata e trovare il modo di agire razionalmente di conseguenza… secondo me li aiuti a ragionare e ad essere liberi, ecco.

-Poi magari però mettono in dubbio la stessa esistenza degli dei, o la loro necessità.

-Oh, guardi quanto a quello…sa che sulla nostra necessità, qualche volta, ho seri dubbi anche io. Mi sono ritirato da secoli, e non mi pare che le cose vadano tanto peggio, in fondo. Sa, i colleghi ci tengono tanto ad essere riconosciuti… io, di mio, non ho più queste velleità. Esisto davvero, non esisto…come dire, ora che non sono più una divinità pubblica, anche io ho diritto ai miei spazi di privacy. L’Universo, in fondo, è un posto divertentissimo, quando non sei occupato a reggerlo.

-Ma quindi, cosa fa? La sua vita divina è stata sempre molto travagliata, il suo matrimonio scricchiolante, anche per la sua propensione ai tradimenti.

-Con Hera, ammetto, siamo arrivati ad una separazione consensuale non appena mi sono ritirato: in fondo, stavamo assieme per questioni di immagine, un po’ come i Bush. Ora mi tengo aggiornato, viaggio, ho un loft graziosissimo in un posto segreto, lontano dall’Olimpo che è diventato troppo trafficato… non le piacerebbe, per esempio, visitarlo, stasera, facciamo a cena? Non per vantarmi, ma ho scoperto che so cucinare da Dio… alle otto, la passo a prendere?

-Come, con un carro alato?

-Ma no, queste pacchianerie le lascio ai Briatore di turno…

-Le do l’indirizzo, allora…

-Non serve, mia cara, sono pur sempre onnisciente. E se non c’è traffico, pure molto puntuale. A più tardi, allora.

-A più tardi, Zeus.

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8 pensieri su “I grandi scoop di Galatea: Intervista ad un Dio in pensione

  1. L’ho sempre sostenuto (e ci sto pure scrivendo un pezzo, essendo argomento che mi preme) che noi moderni secolarizzati sbagliamo di grosso a vivere “etsi Zeus non daretur”. Grazie per questa testimonianza.

    PS: ti leggo da tempo, ma (vuoi per timidezza, vuoi perché molte volte c’è poco da aggiungere) non non ho mai commentato; beh, ora che ho rotto il ghiaccio, complimenti per la trasmissione 🙂

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  2. Già avevo una buona impressione degli dei dell’Olimpo, ma la tua descrizione mi è molto piaciuta.

    Mi torna in mente Galimberti che dice(*) che la filosofia ha due luoghi privilegiati, Grecia e Germania. Ho sempre avuto il sospetto che la grandezza filosofica della Grecia sia legata alla ricchezza delal sua mitologia (e quindi dei suoi dei).

    saluti
    Truman

    (*) in Idee: il catalogo è questo

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