Il divo ed i suoi discepoli

Giulio Andreotti

Era struggente vedere ieri sera, ad Annozero, Cirino Pomicino, riesumato per l’occasione, difendere Giulio Andreotti dai sospetti di essere il Grande Vecchio di ogni sozzura delle Repubblica.  

Pur di difendere il suo capo, Cirino Pomicino non solo si faceva forte della sua annosa militanza come politico, ma addirittura arrischiava l’entrata nel territorio – a lui invero poco consono – della teologia, argomentando che, via, se Andreotti era stato ricevuto da Papa Woytila, ecchediamine, quella era la prova che non poteva poi essere colpevole di tutto quanto è sempre sospettato. Difesa deboluccia, ne convengo, ma teologicamente innovativa, perché Cirino voleva così estendere il dogma dell’infallibilità papale: non solo il successore di Pietro è infallibile in materia di fede, ma, evidentemente, anche in fatto di frequentazioni.

Era commovente, però, ripeto, vedere tanta partecipazione e tanta foga da parte del Pomicino, anche se tutto quell’affannarsi dimostrava l’enorme gap fra il divo Giulio e i suoi discepoli di corrente.

Il Divo Giulio, infatti, le accuse di essere il Grande Vecchio non ha mai cercato di smentirle, anzi le ha, per quanto gli è stato possibile, a forza di mezze allusioni, battutine, frasi ambigue, sempre alimentate. Così il Divo Giulio ha creato sistematicamente il suo mito. È furbo, il divo Giulio, e nessuno dei suoi discepoli ha capito la sua lezione, né si dimostra degno di esserne l’erede. Smentisci il  presunto coinvolgimento in ogni sporco affare dello Stato, dimostra che è Andreotti è innocente come un agnellino, e il povero Giulio non sarebbe più stato un divo, né un divetto, né un genio del male, ma solo un oscuro burocrate democristiano, più o meno abile a barcamenarsi nei meandri della politica e nel sottobosco connesso. Un Cirino Pomicino qualsiasi, insomma.

 

 

 

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5 pensieri su “Il divo ed i suoi discepoli

  1. Se hai sentito bene, Pomicino chiamava il Papa “Wojtilia”
    Così tra dieci anni potrà dire che non si riferiva al Karol che tutti conosciamo.
    Un depistaggio.

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  2. “Divo” dal latino “diva”, dea, e quindi da “divus”, divinità.

    Il Papa, prima di andare a nanna, recitava una pregiera a Giuglio. “Non si sa mai…”, pensava timoroso. In fondo gli avavano teso un’imboscata sotto casa, come a molti altri boss.

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  3. Pingback: › Varie :: « Antinomie

  4. A suo tempo papa Woytila incontrò anche Augusto Pinochet. Che cosa attesti l’essere ricevuti da un papa, sulla moralità di chi viene ricevuto, non è ancora ben chiaro.

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  5. Ma si di Giulio c’e nìè uno… tutti gli altri son nessuno. Siede in quella bella poltroncina in Parlamento da decenni ( o millenni… bà forse, per quanto ne sò è nato lì tra quei banchi), mafia, tangenti… loschi affari e lui è sempre li… a Roma diciamo : ” nun se move de pezza” traduzioni non si muove di un pelo.

    Ti ricordi gli hanno dedicato pure una canzone, forse era baccini il cantante…

    Clelia

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