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“Le nostre toghe sono rosse per il sangue di Falcone e Borsellino.”
Oltre che comunisti, non fanno mai il bucato.
“I Tribunali non sono sezioni di partito.”
Già, sennò gli imputati riuscirebbero ad interrogarli subito.
Berlusconi a letto con la scarlattina.
Illazioni sull’identità del prossimo vicepremier.
Siamo in Italia. Dunque, e purtroppo, ragionare con un certo distacco sulla vicenda Marrazzo è semplicemente impossibile: non perché essa è ancora in fieri e noi non possediamo la conoscenza esatta di tutti i particolari della vicenda, né perché siamo troppo vicini ai fatti per potercene distaccare e dare una valutazione oggettiva. È impossibile perché in Italia il dibattito non esiste più: esistono i cori da stadio e due curve che si insultano, mente gli ideologi di riferimento spiegano, senza alcuna vergogna e soprattutto coerenza, che fare due pesi e due misure è l’unico modo sereno di giudicare, e la pagliuzza nell’occhio dell’avversario deve sempre contare molto, ma molto di più della trave conficcata nel nostro.
Conscia quindi che provare ad analizzare la faccenda è inutile, nel migliore dei casi, e probabilmente genererà nei commenti una delle solite inconcludenti risse, io però ci voglio provare lo stesso. E voglio farlo in parallelo con l’altra vicenda, l’affaire Berlusconi, di cui il caso Marrazzo sembra proprio l’ideale contrappasso.
In entrambe le vicende noi abbiamo due politici che sono finiti sotto i riflettori dei media e sono stati coinvolti di striscio da indagini della magistratura (per via di Tarantini, nel caso di Berlusconi; per via di un ricatto portato avanti da tre carabinieri, nel caso di Marrazzo); per nessuno di questi due signori è ipotizzabile una incriminazione vera e propria: Berlusconi, anche se avesse pagato le prostitute di cui è stato “utilizzatore finale”, non ha commesso reati, e non è provato che abbia avuto rapporti con minorenni; parimenti Marrazzo, che, al limite, del ricatto è stato vittima, né pare che sia inquisito o inquisibile per uso di stupefacenti. Ciò che quindi ha scatenato le bagarre riguardanti questi politici è il fatto che essi, in privato, tenessero comportamenti “opinabili”: frequentare prostitute o avere rapporti sessuali con fanciulle molto giovani in maniera promiscua ed incontrollata, per quanto riguarda Berlusconi; intrattenere – pare da diversi anni – una relazione con un trans per quanto riguarda Marrazzo.
Ho messo tra virgolette, e a buon diritto, l’ “opinabili”. Perché, se le cose si fermassero a questo, l’ho detto in precedenza e lo ribadisco ora, a me sfugge cosa vi sia da opinare. Da laica, riconosco a chiunque il diritto di portarsi a letto chi vuole, purché il chiunque sia maggiorenne e consenziente. Ciò vale quindi, a mio avviso, anche per i politici, i quali sono liberissimi, per ciò che mi riguarda, nel loro tempo libero di andare a prostitute, o a prostituti, o cornificare le mogli con amanti più o meno avventizi. Ciò può costituire un problema per me, come cittadina, solo nel caso in cui queste loro abitudini li portino ad abusare del loro ruolo per concedere agli amanti di turno illecite facilitazioni, legate alla frequentazione del potente, o selezionare in base alla “disponibilità” il personale da promuovere ad incarichi nelle istituzioni. Ma censuro, o meglio, pretenderei che fosse censurato severamente l’aiutino dato alla escort o all’amasio come quello concesso al figlio, al nipote o alla legittima consorte.
Il problema, però, del politico che abbia tali abitudini risiede in un altro fatto, legato al grado di moralismo della società in cui vive: il politico sa che, qualora vengano scoperte da terzi queste sue relazioni (o la tendenza ad averne) egli diventa ricattabile o manipolabile perché tali relazioni, nella communis opinio della società che lo vota sono considerate “immorali”. Un Governatore scoperto con un trans diviene ricattabile da parte dei carabinieri che lo sorprendono; un Presidente del Consiglio diviene manipolabile da parte di un imprenditore che, conoscendo la sua debolezza nei confronti del bel sesso, assolda e procura giovani fanciulle per le cene a Palazzo Grazioli. Non solo: il politico è costantemente sotto pressione perché è conscio anche che se le sue abitudini o le sue relazioni divenissero di dominio pubblico egli potrebbe perdere parte del favore del suo elettorato; chiunque quindi venga a conoscere retroscena apparentemente in contrasto con la morale corrente e condivisa ha la possibilità di minacciare il politico, ed eventualmente costringerlo ad avallare, per paura, scelte che altrimenti non avallerebbe.
Da ciò si deduce – o meglio, si dovrebbe dedurre – che il grado di ricattabilità per faccende private di un politico, di qualsiasi politico, è tanto più alto quanto meno “laica” è la società: in una società perfettamente laica, infatti, in cui ciascuno potesse intrattenere alla luce del sole relazioni con molte donne o con molti uomini o con transessuali senza che ciò fosse considerato “immorale”, i ricattatori avrebbero perso ogni arma di ricatto o di pressione: e quando Marrazzo o Berlusconi venissero sospesi in teneri atteggiamenti con l’amante di turno, a buon diritto potrebbero congedare senza paura il ricattatore con una alzata di spalle e ad un: “Embe’?”.
C’è da dire però che, almeno formalmente, la nostra società ha un livello di laicità tale, ormai, da non considerare affatto “moralmente illecita” una relazione con un trans, o il cambiare donna ogni sera; vede inoltre persino la prostituzione come un mestiere normale, o meglio la fornitura di un servizio.
A voler essere precisi, semmai, i comportamenti sopra elencati vengono considerati “moralmente illeciti” sì ancora da taluni, ma solo da coloro che fanno parte dei settori della società più conservatori e tradizionalisti. Questi si riconoscono nei valori della famiglia, intesa come unione fra individui eterosessuali, fondata sulla fedeltà reciproca fra coniugi; considerano un grave disordine morale le relazioni con persone del medesimo sesso, censurano il tradimento, le relazioni extraconiugali, non approvano il divorzio né la promiscuità sessuale; pensano infine che la prostituzione sia un comportamento immorale e invocano divieti per le prostitute e sanzioni contro i clienti. Anche in una società perfettamente laica, dunque, un politico che abbia il suo bacino di voti in questi settori della società sarebbe ricattabile, nel caso venisse scoperto un suo comportamento poco coerente, o in aperto contrasto, con i valori di cui si proclama paladino: chi si proclama contrario alle relazioni extraconiugali non può tradire la moglie con schiere di fanciulle più o meno in fiore; chi si dice contro l’aborto non può abortire, e così via.
La società italiana, da questo punto di vista, mi sembra ormai molto laica, ma schizofrenica nella applicazione del moralismo. Piero Marrazzo è un esponente dello schieramento che potremmo definire laico e progressista: quello che ammette il divorzio, la costituzione di famiglie “non tradizionali”, riconosce il diritto per omosessuali e trans a non essere discriminati, trova ingiusta la condanna di prostitute e clienti. Se viene scoperto ad avere una relazione con un trans un esponente di questo tipo di schieramento, giustamente dovrebbe rispondere con un “Embe’?”. E invece Marrazzo si dimette, piangendo dalla vergogna come se lo avessero sorpreso mentre si accordava con un mafioso per un attentato. Berlusconi è il leader dello schieramento conservatore, e di quello schieramento ha dimostrato di aver infranto però tutti i valori fondanti. Ma non si dimette. Anzi, la base dei suoi votanti lo osanna ancor più e gli intellettuali più o meno di riferimento della sua parte lo giustificano e attaccano invece chi segnala l’incongruenza.
Scusate, non ci capisco più un accidente, neh.
Frattini:Un successo la visita di Berlusconi in Russia.
Stavolta Putin gli ha regalato anche un comò.
Social Network: il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” non viola le regole di Facebook.
Solo quelle del buon gusto.
Marrazzo ricattato per un video hot.
L’unico porno in cui in manette non finisce il protagonista.

Dunque, vediamo un po’ se ho capito.
Il grande scoop di Canale Cinque sul giudice che ha imposto a Berlusconi di pagare un risarcimento record è che il giudice, quando non fa il giudice, va in giro per Milano senza giacca e cravatta, da solo (quindi senza una eventuale scorta illegittima, pagata dai contribuenti), va dal barbiere a piedi (quindi non usando, chessò, l’auto di servizio per farsi scarrozzare) e fuma nell’attesa (all’aperto, non dentro il negozio dove è vietato).
Però, quando si siede su una panchina, si vede chiaramente che ha dei calzini turchesi sotto i pantaloni, e questo, nota il commentatore, è una delle sue tante “stravaganze” che, si capisce dal tono del commentatore, lasciano forti dubbi sul fatto che sia adatto a fare il giudice e soprattutto a giudicare Berlusconi.
Avrei capito l’incongruenza se avesse portato i calzini rossi.
Ma turchesi, buon Dio, perché?

Nonostante l’inno, gli spot e la campagna di raccolta firme pro Silvio lanciata via internet, il Nobel per la pace lo hanno dato ad Obama.
È la prova, laddove ce ne fosse bisogno, che l’Accademia di Stoccolma è un organo comunista.
Del resto, gli indizi parlavano chiaro. Sono anni che nemmeno prendono in considerazione di dare il Nobel per la letteratura a Sandro Bondi.

7 italiani su 10 stanno con Berlusconi.
Gli altri tre sono stati convocati dalla Digos per accertamenti.
7 italiani su 10 stanno con Berlusconi.
Se si allontanano, hanno paura che palpeggi le mogli.
7 italiani su 10 stanno con Berlusconi.
Cantando: “Ehò, ehò, andiamo a lavorar!”
7 italiani su 10 stanno con Berlusconi.
Le altre tre sono la matrigna cattiva e le due sorellastre
7 italiani su 10 stanno con Berlusconi.
Biancaneve infuriata: “Silvio, ma la smetti di fregarmi tutti i nanetti?”
7 italiani su 10 stanno con Berlusconi.
Sono i suoi avvocati.
Lui, invece, comincia ad essere più alto che furbo.
Pare che il comitato che vuol proporre Silvio Berlusconi per il Nobel abbia composto un inno per l’occasione. Il giorno del compleanno del Premier vogliono diffonderlo in tutti i cinema d’Italia, prima dello spettacolo serale.
Me lo segno. Così quella sera affitto un dvd.



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