You are currently browsing the tag archive for the 'governo' tag.

Tremonti: “Credo nel posto fisso

Insomma, da lì non si schioda.

in hoc signo vinces

Il papa: Neocolonialismo virus per l’Africa.

E manco per quello sognatevi di usare il preservativo, neh.

Il Santo padre: “Il cosiddetto ‘primo mondo’ talora ha esportato e sta esportando tossici rifiuti spirituali.

Già, ma bisogna pur smaltirli da qualche parte, i libri di Socci.

La senatrice Binetti giustifica la sua assenza al voto sullo Scudo Fiscale.

Era inciampata nel cilicio.

Si collega a Facebook mentre ruba.

Pronto un emendamento che allarga lo Scudo Fiscale anche ad internet.

fini_gianfranco030608_adn--400x300

Presidente Fini,

La ringrazio per aver rinunciato a proteggersi con il Lodo Alfano per evitare di rispondere in tribunale dell’accusa di diffamazione nei confronti del pm Woodcock.

Da persona corretta, pur non avendo mai votato la parte politica in cui sta Lei, mi pare giusto segnalare e lodare, in questo momento in cui i politici paiono non avere il minimo rispetto per le Istituzioni e anzi paiono proprio non capirne il senso, un politico che almeno dimostra di ricordarsi cosa siano queste cose.

Lei ha tutta la mia stima.

Il suo è un gesto che va indicato, perché rifiutandosi di usare quella legge, anche se ne avrebbe avuto diritto, ha dimostrato di avere una statura quasi da statista.

Però quando l’ha votata, quella legge, no.

Certo che dopo gli scandali a Villa Certosa in tema di rapporti di coppia non ci si capisce più nulla.

Prendiamo l’ultima dichiarazione del ministro Brunetta:«La Chiesa non ha mai avuto tanto dallo Stato italiano in termini di 8 per mille e questo dimostra la nostra serietà»

Ecco, son rimasta spiazzata. É la prima volta che un rapporto mi viene presentato come serio in quanto uno dei due ha pagato l’altro.

Bossi: “Fini? Ognuno è libero di suicidarsi come vuole.”

Fa piacere sapere che anche la Lega apre all’eutanasia.

cavour

Nonostante sia bruttarello, calvetto, non molto alto, e spesso abbia usato disinvoltamente belle dame per i suoi scopi politici, lo considero il miglior presidente del Consiglio in 150anni di storia italiana.

Però si chiama Cavour.

mutanda

Oh, ecco, finalmente abbiamo capito: è una questione di dignità. I precari dell’insegnamento che la Gelmini, con i tagli di ore e di cattedre, ha mandato per strada sono una genia che merita d’essere allontanata. Mica perché sia dimostrato che non sanno fare il loro lavoro, eh. In effetti, il loro lavoro lo hanno fatto per anni, spupazzandosi classi scoperte a sostituir colleghi in malattia o in maternità, senza riuscire ad entrare in ruolo perché magari hanno avuto la sfiga di laurearsi o specializzarsi dopo l’ultimo concorsone, mentre vagonate di loro predecessori più ignoranti ed impreparati sono per anni allegramente andati in cattedra grazie a immisioni un tanto al chilo. No, questi impuniti vanno allontanati, ci spiega la Redazione del Giornale stamani, perché per protestare contro il licenziamento hanno osato sfilare in mutande davanti agli ex Provveditorati.

Ommioddio! – Chiosa lo scandalizzato redattore, che immaginiamo davanti al suo computer mentre guarda le fotografie con la manima pudicamente posta dinnanzi alla bocca, per evitar di farsi sfuggire un gridolino di compito disappunto – Professori in mutande, come è mai possibile un simile scempio?

E dunque via, a ricordar i bei tempi andati, quelli del Cuore di deamicisiana memoria, che, come tutti sanno, è un romanzo di sano impianto realista, un po’ come quelli di Zola, e descriveva già allora dal vero la classe docente italica. È tutto un rimpianto, dunque, per le maestrine dalla penna rossa e i professori di ginnastica ex garibaldini dal collo sciabolatosi per servire la Patria: gente per bene quella, e la dimostrazione è che, in tutto il libro, De Amicis non li descrive mai mentre perdono un’ora a fare sciopero o minimamente si sognano di contestar l’Autorità.

I loro moderni successori, invece! Signora mia, non me ne faccia parlare, ve’. Comunisti sbracati, che indottrinano i bambini distribuendo a scuola volantini in cui si spiega la riforma Gelmini, facendogli credere che verran tagliati maestri e ore di lezione – cosa assolutamente falsa, come ognun sa – mentre l’unica forma di informazione corretta è quella dei prof di religione, che, solo perché esclusi dagli scrutini, dicono che si vuole abolire in toto la loro ora dalla scuola pubblica. Toccano i bambini, capisce? Che poi i genitori portano, con cartelli, alle manifestazioni antigovernative, cosa che non si fa, perché è turbare l’infanzia (difatti i bambini alle manifestazioni del centro destra non si vedon mai: ne avete forse visti al Family Day? Ne avete mai incrociati ai cortei del Pdl, mentre sventolano la bandierina azzurra o il palloncino?)

Ora questi insegnanti indegni, per colmare la misura, che fanno? Pure in mutande, si presentano, e si fanno fotografare! Senza un minimo di dignità, senza un minimo di decoro. Si può affidare i figli a gentaglia del genere? Perché si fossero almeno guardati bene, prima di inscenare la protesta: fossero almeno state supplenti toniche, venticinquenni con glutei scultorei, precari con pettorali a tartaruga, ecco, i bambini magari potevano anche guardarli senza farsene troppo impressionare, come guardano le veline che accompagnano il Gabibbo o i calendari che papà trova allegati a Max. Ma questi sono uomini e donne normali, con pancette e culoni, ciccia cellulitica, rotolino a vista. E anche le mutande, poi! Roba di cotonaccio andante, comprata alle bancarelle cinesi, perché questi pezzenti, da bravi comunisti, manco si peritano di difendere il buon made in Italy. No, che caspita, e proprio non si può, sono sempre pubblici ufficiali, rappresentano bene o male lo Stato, e un rappresentante dello Stato, seppur infimo, non può certo sfilare in mutande in pubblico.

A meno che non sia un sindaco Albertini, su una passerella di Milanomoda, of course.

biglietto bus

Ho sempre pensato che il massimo regalo che può fare un uomo politico al suo paese sia quello di non lasciarsi eredi alle spalle: i delfini sono in genere delle mezze calzette, i figli, quasi sempre, lasciamo stare. La mia idea è stata confermata, stamane, nel leggere la lettera di solidarietà a Vittorio Feltri scritta da Stefania Craxi. Solidarietà è dir poco, e lettera pure: si tratta, nelle intenzioni della scrivente, di un vero e proprio panegirico della figlia di Bettino al Direttore del Giornale, eroico cronista che è riuscito a smascherare Dino Boffo, costringendolo a dare le dimissioni da Avvenire. La cacciata del Boffo è salutata dalla Craxi come un vero e proprio trionfo, e tanto entusiasmo vien giustificato con una serie di ragionamenti serrati, che sono da analizzare per la loro stringente razionalità, perché vien da chiedersi se, una volta sviscerati nelle loro implicazioni logiche sottese, il buon Feltri non farebbe meglio a incazzarsi come una biscia, dato che se gli amici che lo difendono lo fanno con tali argomenti, i nemici sono tutti da rivalutare.

La Stefania comincia dunque a tesser le lodi di monsù Vittorio spiegando che:

Se il Dott. Boffo non si fosse impancato a fustigatore dei cattivi costumi, non avrei approvato l’intrusione nella sua vita privata, anche se responsabile di atti penalmente rilevanti. Ma il Dott. Boffo ha voluto ergersi a moralizzatore senza averne i titoli e Lei ha fatto benissimo a smascherare tanta ipocrisia.

Apprendiamo dunque che per la Stefania medesima, il compito di un bravo giornalista, come è il Feltri secondo il suo parere, non è quello di cercare la notizia per dare informazioni al lettore, ma di cercarla per punire chi non si attiene agli ordini di scuderia: se infatti il Boffo non si fosse azzardato a romper l’anima a Berlusconi, la Craxi non avrebbe mica approvato che si venisse a sapere della sua condanna, no, anzi, quasi quasi, par di capire, le avrebbe dato persino un certo fastidio; ma dato che il Boffo s’è arrischiato a bofonchiare un rimbotto, bene ha fatto Feltri a squadernare i dossier ed impallinarlo. Il grande giornalista, secondo la Craxi, in breve, ha la stessa funzione del picciotto picchiatore di periferia: se stai buono e accetti la protezione del suo Boss, ti lascia in pace, ma se tenti di ribellarti ti telefona a casa per informati che sa bene a che ora tua figlia esce da scuola, e sappiti regolare tu.

Ma la Stefania continua:

Per far capire che i vescovi seguivano la vicenda, e non apparivano, bastavano poche righe o il silenzio.

E qui, ammetterete, le nuove prospettive che s’aprono per la professione di cronista sono immense: per essere un ottimo giornalista, infatti, scrivere non è necessario, anzi è proprio meglio non farlo affatto. Il bravo giornalista, per la Craxi, è come l’Apollo di Delfo, che non dice ma tace, al massimo accenna. Starà al lettore divinare in base agli omissis le posizioni in campo e le opinioni dei protagonisti, e immaginarsi il possibile evolversi degli scenari. Ma volete mettere quanto più divertente sarà così la lettura dei quotidiani? Invece di una noiosa esposizione di punti di vista diverrà una specie di gioco di società, una caccia al tesoro, un quesito della Susy: fra gli innumerevoli tentativi di imitazione che la Settimana Enigmistica conta ci saranno anche le principali testate giornalistiche nazionali.

Boffo, invece, oltre che non dedicarsi alla diffusione del sudoku, sulla faccende private di Silvio s’è intestardito. Ed è andato ancor più oltre:

L’atteggiamento di Avvenire è andato avanti sullo stesso tono di critica al premier e al governo fino all’incredibile, penoso, diffamatorio paragone fra la tragedia della scialuppa con gli eritrei spersa nel Mediterraneo e la Shoah, lo sterminio degli ebrei nella Germania nazista.

Meno male che Feltri ha smascherato i moralisti dei miei stivali (così li avrebbe definiti mio padre) che sempre hanno dato lezioni di morale e buon costume senza averne alcun titolo chiosa infine la Stefania, con tono da Prima Figlia mai dimessa di carica, anche se provvisoriamente sottosegrario agli Esteri. La quale sottosegretario però non spiega, nella foga di gridare urrà, per quale motivo Boffo, seppur supposto noto omosessuale insidiatore di mariti cattolici, non avrebbe però titolo per protestare contro i respingimenti dei clandestini da parte del Governo, o indignarsene. Che lo si possa sputtanare come ipocrita per aver difeso la famiglia dopo aver forse tentato di rovinarne una passi, ma ha per caso anche randellato un senegalese sotto casa dopo aver protestato per i migranti respinti in Libia? Il sepolcro imbiancato ha forse affogato un marocchino nel bidet?

Per la Craxi deve essere considerato dunque un moralista privo di titolo per contestare qualsiasi cosa, d’ora in poi, chiunque abbia commesso un qualsiasi peccato, di qualsiasi tipo, in qualsiasi momento, e di qualsiasi entità il peccato sia?

Ora, vabbe’ che è precetto evangelico dire che solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra, ma anche fra i peccati, e soprattutto fra i reati, poi, c’è pur sempre una graduatoria. Sarebbe come a dire che io non posso permettermi di dire che Totò Riina è un pericoloso boss mafioso e lo considero un assassino, senza che la Craxi mi accusi di essere una moralista senza titolo, perché una volta, una volta sola, nel 1992, mi sono dimenticata di timbrare il biglietto del bus.

criptonite

Berlusconi: Sono come Superman

Buono a sapersi, ragazzi: basta scovare un po’ di kriptonite, allora.

Berlusconi: “Bossi è come un fratello”.

Caino.



Sono passati di qua dal 26 aprile 2008

  • 520,791 lettori

iltwitdiGalatea

  • Napolitano: l'Europa parli con una sola voce. Quella di Topo Gigio, ad esempio. 18 hours ago

 

Novembre: 2009
L M M G V S D
« Ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Disclaimer

Questo è un blog, non una testata giornalistica, lo aggiorno quando mi va, sennò ciccia. I commenti sono liberi, e possono non rispecchiare assolutamente le opinioni dell'autrice del sito. I commenti offensivi o anonimi saranno comunque eliminati a mio insindacabile giudizio: è casa mia, dopo tutto. Le immagini sono tratte da internet, se per caso fossero coperte da copyright, segnalatemelo e saranno rimosse. Tutti i racconti sono opere di fantasia, i nomi e gli avvenimenti narrati non corrispondono a fatti reali e qualsiasi somiglianza è puramente casuale: è letteratura, bellezze! Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. Se volete pertanto citare articoli o passi dei miei post, fate pure, ma riportate o il nome dell'autrice o l'indirizzo e il link del blog: sono liberale ma vanitosa.

Scrivi a Galatea

Se mi volete contattare: galatea.vaglio@gmail.com Risparmiatevi le mail di insulti, tanto me ne frego.

Share this blog