Siamo un paese che per anni ha creduto ai miraggi di Berlusconi e in parte ancora crede alla Padania di Bossi.
Il che spiega perché sia disposto a vedere un fantasma di una bimba nella foto di un muro scrostato all’Archeologico di Napoli.
23 martedì ago 2011
Pubblicato in Divagazioni, politica
Siamo un paese che per anni ha creduto ai miraggi di Berlusconi e in parte ancora crede alla Padania di Bossi.
Il che spiega perché sia disposto a vedere un fantasma di una bimba nella foto di un muro scrostato all’Archeologico di Napoli.
25 sabato lug 2009
Pubblicato in Badilate di cultura, Divagazioni
Tag
archeologia, attualità, fantasmi, fenici, interviste, politica, sardegna, satira, silvio berlusconi, tombe fenicie, villa certosa

Grazie ai suoi agganci nel mondo dell’archeologia, la vostra Galatea è in grado di pubblicare una esclusiva MONDIALE! L’intervista ad Ahiram, il fantasma di uno dei 30 fenici sepolti nelle tombe che si trovano, stando alle dichiarazioni del Premier Silvo Berlusconi, sotto a Villa Certosa.
Galatea: E allora, signor Ahiram, come ci si sente, dopo tanti secoli, ad essere di nuovo al centro del mondo?
Ahiram: Guardi, sinceramente ne avrei volentieri fatto a meno… sa, almeno da morto, speravo di stare in pace. Però, che vuole, ci ha proprio costretto a far qualcosa, quel tizio…
G: Scusi, cosa intende?
A: Be’, insomma, cerchi di capire… uno arriva sopra la tua tomba, ti sconvolge la vita… pardon, la morte… e tu sei costretto ad intervenire!
G:In che senso?
A: Ragazza mia, ma mi scusi, lei e quel suo Presidente del Consiglio non l’avete mai letto, chessò, Pet Semetary di Stephen King? Manco visto il film? No? Insomma, dài, è noto: se uno va ad intrugliare nei pressi degli antichi cimiteri si tira addosso una sfiga che lévati.
G: Quindi vuol dire che tutti i guai di Berlusconi… siete stati voi?
A: E benedetta figliola, chi credeva che fosse stato? Il PD???? (ride)
G: Be’, lui diceva i Comunisti…
A: Ecco, vede? S’era ben reso conto che c’entravano i fantasmi, ma non aveva capito quali. I Comunisti! (Ride) Mi scusi, mi fa venire le lacrime alle orbite! Quelli sono talmente defunti, ma talmente defunti, che ormai nell’Aldilà gli han tolto persino lo status di ectoplasma e la licenza per girare l’Europa, peggio delle compagnie low cost. Del resto, li posso anche capire: prenda Lenin, ad esempio. Quando ha saputo che qui da voi i suoi eredi sono considerati Castagnetti e Franceschini, povero caro, gli è venuto un coccolone che se non era già morto ci restava secco… comunque, non divaghiamo.
G: Ecco, appunto. Mi dica, voi come c’entrate con i problemi di Berlusconi?
A. Bene, si metta nei nostri panni, che tra l’altro, se lo lasci dire, una tunichetta trasparente come quella delle nostre donne, le starebbe benino, sa? Insomma, noi ci eravamo cercati con tanto impegno un bel posticino tranquillo per la nostra necropoli, più di 2000 anni fa: spazioso, vista mare, in breve, un paradiso. Per secoli, pace eterna. Poi, una mattina, Divino Melkart! Un caos che non ne sentivo uno uguale dalla caduta di Cartagine! Ruspe, caterpillar, operai! Ci siamo spaventati a morte, ci siam detti: ecco, è finita la pacchia, sono arrivati gli archeologi!
G: E invece?
A: E invece! Magari! Perché, se lo lasci dire, io contro gli archeologi non ho nulla: sono professionisti, a far il loro lavoro hanno anche una certa grazia… per dire, mio cugino, gli hanno disseppellito la tomba con una tale precisione, a Tharros: spazzettata tutta, ripulita, e rimesse a posto persino un paio di costole dello scheletro che si erano spostate con il tempo! Alla fine era quasi meglio di quando gli portavano le offerte i parenti, secoli fa. Ma qui no! Un disastro! Hanno cominciato a trapanare, traforare, gettare colate di cemento, costruire un vulcano! Ma santa Ishtar, dico io, se volevamo andarci a seppellire ai piedi di un vulcano, noi Fenici, ci insediavamo ad Ischia, no, come quei fessacchiotti dei Greci!
G: E quindi?
A: E quindi, e quindi! Per carità, noi siamo persone civili, ci saremmo anche adattati, si figuri se proprio noi vogliamo romper l’anima… ma non se ne poteva più! Feste tutte le notti, bagordi, aerei che scaricavano vagonate di ragazzine urlanti, politici nudi per i giardini, letti che cigolavano in continuazione! E passi per le ragazzine, ma il resto? Ma lei si rende conto che un giorno il vulcano fasullo ha eruttato per sbaglio le tibie di mia zia? Che il mio povero cognato si è ritrovato fra teschio e collo la vasca della gelateria? E poi, signorina, io non so come dire… lei se lo immagina cosa significa sentirsi strimpellare sopra la tomba Apicella?
G: Posso immaginare…
A: Quindi siamo passati alla controffensiva. Abbiamo chiesto aiuto ad alcuni fantasmi di Haiti – sa qui nell’Aldilà siamo tutti una grande famiglia – e via, una bella macumba! Roba che la maledizione di Thutankamon è una bazzecola. Sfiga nera, in una parola, su Berlusconi e su chi gli sta accanto.
G: E avete già avuto dei buoni risultati?
A: Scusi, ma ha visto com’è ridotto già Capezzone?
G: Quindi i guai con Veronica, Mills, lo scandalo Noemi, la polemiche sulle Veline, la D’Addario, la stampa internazionale, il mal di collo, il mal di schiena…
A: Sì, sì, siamo noi! Lui viene a sfruculiarci l’eterno riposo, e noi togliamo il sonno a lui.
G: Insomma, non è un complotto comunista…
A: Signorina, per favore, che Comunisti e Comunisti. Noi siamo Fenici! Che poi, possiamo essere molto più rognosi dei Comunisti, pensi ad Annibale! Ma qui, poi, non è questione di ideologia, ma di rispetto. Voi potete anche lasciargli fare violare le leggi senza muovere un dito, ma noi no. Come diceva il vostro grande Totò: noi siamo persone serie, siamo morti.