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	<title>Il nuovo mondo di Galatea</title>
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	<description>Diario ironico dal mitico nordest</description>
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		<title>Il nuovo mondo di Galatea</title>
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		<title>Ipazia, la donna che non trova perdono</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:52:38 +0000</pubDate>
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Ci sono donne che, a quanto pare, rompono i coglioni anche da morte. Sì, rompono proprio i coglioni: non si può usare altri termini, ché definirle “scomode” o “controcorrente” non rende appieno il profondo e radicato odio che riescono a suscitare attorno a sé. Quelle donne lì, rompono proprio i coglioni. Anche se non fanno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3750&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/ipazia-raffaello-sanzio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3752" title="Ipazia Raffaello Sanzio" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/ipazia-raffaello-sanzio.jpg?w=223&#038;h=288" alt="" width="223" height="288" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Ci sono donne che, a quanto pare, rompono i coglioni anche da morte. Sì, rompono proprio i coglioni: non si può usare altri termini, ché definirle “scomode” o “controcorrente” non rende appieno il profondo e radicato odio che riescono a suscitare attorno a sé. Quelle donne lì, rompono proprio i coglioni. Anche se non fanno niente, per il solo fatto di esistere e di essere così come sono. Che poi, così come sono, a non far niente oltre che esistere non sono capaci, e quindi rompono i coglioni ancor di più.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Ecco, Ipazia doveva essere proprio una di quelle. Una donna. Nel mondo antico, dove, per quanto la mentalità fosse un po&#8217; più aperta di quanto sarà nel medioevo, non è che poi nascere donna fosse &#8217;sto ballo di carnevale. Greca, di origine. E anche lì, bella roba. Perché i Greci erano tanto democratici in tutto, quando si parlava di uomini, ma le loro donne, al contrario dei Romani, le avevano sempre tenute, per quanto possibile, sepolte all&#8217;interno dei ginecei, a filare pepli per le Atene di turno.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Siccome donna e greca non le bastava, Ipazia divenne, in prima battuta, matematica. Cioè una donna che pretende di occuparsi di numeri e teoremi, campi che ancor oggi, quando nel nostro secolo illuminatissimo sono giudicati interessanti da qualche fanciulla, la fanciullina in oggetto viene guardata strana, perché si sa che le donne e i calcoli non quagliano, e l&#8217;unica possibile applicazione della matematica per una donna è contare gli spicci nel portafoglio per capire se può comprare subito o meno il favoloso maglioncino che ha visto in vetrina. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Vabbe&#8217;, in lei lo si poteva scusare, forse, quell&#8217;interesse peregrino, perché il babbo Teone era matematico anche lui, ad Alessandria. Si fosse limitata a fargli da segretaria, ricopiando qualche teorema qui e là, chiosando le sue chiose, la passioncella per la matematica gliela avrebbero perdonata. Però Ipazia, che comincia come collaboratrice del padre, subito si dimostra qualcosa di più di una figlia devota che porta al babbo una tisana mentre quello si affanna sui libri e tiene in ordine i papiri degli appunti: il papà chiarisce, nell&#8217;incipit del suo commentario a Tolomeo, che il saggio è stato controllato punto per punto dalla figlia, la <em>filosofa</em> Ipazia. Il che lascia capire che, dei due, quella che aveva una conoscenza più approfondita della matematica pura e delle sue implicazioni teoretiche e filosofiche era Ipazia, e non il padre. Insomma, era lei che veniva chiamata in aiuto da lui, per avere conforto e consulenza.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Difatti Ipazia studia geometria piana ed astronomia, probabilmente getta le basi per la costruzione di un più moderno astrolabio (che sarà realizzato dal suo allievo più caro, Sinesio di Cirene), e, in virtù del suo prestigio, diviene ben presto nome di punta e probabilmente anche vera e propria direttrice della scuola di Alessandria, istituzione erede, anche se appannata, del Museo fondato dai Tolomei come tempio di ogni sapere. Oltre alla cattedra di matematica, insegna anche filosofia, seguendo la corrente neoplatonica fondata da Plotino: quella teoria che ipotizzava una Luce che si espanda piano piano, e, corrompendosi ed appesantendosi, si trasformi in materia: non è proprio la E=mc² di Einstenin, però qualche latente influsso su Einstein stesso da parte di queste teorie, molti secoli dopo, è stato ipotizzato.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Eh, già immaginarla così, unica donna in mezzo ad una consorteria di eruditi, che tiene lezioni di filosofia e matematica nella più prestigiosa scuola di alta formazione del mondo antico, altro che giramenti di coglioni doveva provocare in quei maschi che stentavano a far due più due. Anche perché per le provocazioni, Ipazia doveva proprio avere un certo gusto. Intanto, non s&#8217;era mai sposata, quindi era donna, matematica, filosofa e per giunta  tanto testarda da rifiutare pure quello che era il destino e l&#8217;unica funzione del suo sesso, la riproduzione. Poi di matematica e filosofia teneva pubbliche lezioni, cui si poteva accedere liberamente: quindi non solo donna che comandava a bacchetta un nugolo di studiosi, ma personaggio pubblico, che dibatteva a viso aperto, con gli studenti e con chi era interessato a seguirla. Senza paura, senza timore e senza quel pudor femminile che, secondo gli uomini stupidi, spinge le donne ad una naturale ritrosia, ad evitare il pubblico, il confronto anche violento per sostenere a brutto muso le proprie idee.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Sì, una così pare nata apposta per far girare i santissimi e far saltare in un botto tutte le armonie platoniche delle sfere. Ma non pensiamola come una femminista invasata. Da quel poco che le fonti lasciano capire di lei, non è proprio questo il ritratto che se ne tira fuori. Per gestire per anni una struttura come l&#8217;antico Museo, e far filare d&#8217;accordo, se non d&#8217;amore, intellettuali di più discipline, bizzosi ed egocentrici come sempre i professori sanno essere, ci vuole capacità di coordinamento, mediazione, nonché pazienza ed autorevolezza. Una menade o una sventata non sarebbero durate due giorni. Lei invece dura, e al lungo. Non solo: in una città come Alessandria d&#8217;Egitto, che è da sempre una miscela sul punto di esplodere per i continui conflitti fra i gruppi etnici e religiosi, diviene una figura di riferimento. È una pagana, Ipazia. In un periodo in cui non è più conveniente esserlo, non è conveniente per nulla. Dopo Costantino, i Cristiani, non più perseguitati, ci han messo poco ad impadronirsi di tutte le leve del potere, e passare in fretta da discriminati in discriminatori. Ad Alessandria hanno combinato macelli: il vescovo Teofilo ha fatto di tutto per far chiudere i templi pagani, ne ha depredato gli arredi, non perde occasione per provocare i pagani, esponendo persino in pubblico le suppellettili trafugate dai loro santuari. Ipazia si muove con una buona dose di sangue freddo in mezzo ad una situazione che può degenerare per ogni nonnulla: fa parte di quella corrente politica che si batte perché la cultura tradizionale greca, pagana, possa continuare ad essere conservata e salvaguardata. Pagani e Cristiani possono secondo lei convivere, perché la religione a cui ciascuno aderisce è un fatto personale, che non deve creare intoppi o problemi al vivere pubblico. È una laica, insomma,  vuole essere lasciata libera di credere e non credere in ciò che vuole, ed è disposta a concedere a tutti la stessa libertà. Difatti fra i suoi allievi quello a lei più vicino è Sinesio, che sarà cristiano e diverrà persino vescovo, sempre mantenendo però il massimo rispetto e quasi una forma di devozione nei confronti della sua Maestra.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Ma te lo vedi Cirillo, succeduto a Teofilo come vescovo di Alessandria, a sopportare una donna del genere come avversaria? Una che non urla, non strepita, ma discute? Argomenta, la stronza, e non si riesce ad incastrarla, perché la ragione, ahimè, è roba sua. Quanto la deve odiare, Cirillo. Ipazia è tutto ciò che lui detesta: una mente pensante, che non si fa intimorire; una studiosa, che pretende di indagare i misteri della Natura invece che crederli semplicemente imperscrutabili disegni divini; una donna, che non vuole starsene al posto assegnato, secondo visione di tutti i bigotti, alla donna nel creato: rifiuta assieme, insomma, Dio e di obbedire. Una bestemmia vivente.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Dalla sua Cirillo aveva Elia Pulcheria, che invece era una di quelle donne che parevano una stampa ed una figura con i desideri dei cristiani: per non finire sposata a qualche barbaro  aveva fatto voto di verginità, perché in quel caso la religione era un ottimo mezzo per evitare di essere allontanata dal potere; bigotta e intrigante, tanto s&#8217;era prodigata da riuscire a far convertire il fratello Teodosio al cristianesimo, e anche la di lui moglie; subito dopo lo aveva convinto a scacciare da tutti gli impieghi pubblici i pagani; lo spinse poi a bandire gli Ebrei da Costantinopoli e confiscar loro le sinagoghe. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Due donne, l&#8217;una l&#8217;opposta dell&#8217;altra, si ritrovano a fronteggiarsi, infine: l&#8217;una con attorno i pagani, intimoriti, spaventati, ma non domi; l&#8217;altra Cirillo e i suoi cristiani oltranzisti, che possono contare una schiera di monaci fanatici. Sono loro, i monaci, che risolvono alla fine il problema per le spicce. Sono una muta di invasati, che vedono con sospetto tutte le arti e tutte le scienze, perché, come tutti i fanatici, le pensano emanazioni del maligno; figurarsi se poi queste vengono esercitate da una donna, e da una donna come Ipazia, sfrontata, ancora giovane, probabilmente piacente, e orgogliosa. Una donna che pretende di usare la ragionevolezza per contestare i voleri di Dio e quelli della pia Pulcheria che da Dio è direttamente ispirata, per mezzo di Cirillo, vescovo, futuro santo e suo consigliere.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">La aspettano una sera, i monaci, mentre torna a casa. É notte. Le vie di Alessandria sono vicoli oscuri, pieni di ombre. Fermano la lettiga, la trascinano giù per i capelli, la sbattono sul selciato. E poi le si buttano addosso armati di pietre e di cocci di vaso acuminato. Non la uccidono, la macellano. Usano gli ostraca, i cocci appuntiti, come dei macete: la fanno a pezzi, strappandole le carni dalle ossa mentre è ancora viva, scavandole gli occhi via dalle orbite, mentre, dicono i testimoni, ancora respira. Poi, non contenti, prendono quello che resta del suo cadavere e lo portano in giro per la città, come un trofeo, per bruciarlo e disperderne le ceneri maledette. È una furia belluina, senza freno: non le perdonano l&#8217;essere stata pagana e l&#8217;essere stata donna, il suo aver infranto tutte le abitudini e le convenzioni. Vogliono punire quell&#8217;orgoglio che le ha fatto credere di potersi comportare non come una femmina ma come un essere umano pensante, in un&#8217;epoca in cui pensare  autonomamente era pericoloso anche per un maschio. È il branco che sbrana chi osa ribellarsi alla sua legge, perché una donna così fa girare i coglioni, una donna così non ha il diritto di vivere.</span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Muore male, Ipazia. Difficile immaginare morti più violente, senza dignità, morti peggiori. L&#8217;inchiesta che viene aperta, è chiusa in fretta: Elia Pulcheria copre ciò che può, limitandosi a porre i monaci sotto il suo diretto controllo, un modo per dire grazie, ma adesso zitti, che sennò la faccia ce la perdo davvero; Cirillo nega di essere coinvolto, anche se l&#8217;ombra del dubbio gli rimane appiccicata per sempre; Sinesio è sconvolto, ma, lontano nella sua Cirene, nulla può se non piangere in silenzio. </span></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Di Ipazia non si parlerà più per secoli. Il suo nome è noto solo agli addetti ai lavori, filosofi, storici del mondo antico. Il grande pubblico poco sa di lei ed ignora sia la sua esistenza che la sua morte. Oddio, potrebbe saperne di più, se in Italia venisse finalmente distribuito un film  dello spagnolo Alejandro Amenábar, che narra la sua vicenda. Ma il film in Italia non trova un distributore, nonostante in Spagna sia già campione di incassi e altrove sia stato presentato in numerosi festival, sempre ottenendo buone accoglienze. Si dice e si sussurra che dietro alla mancata diffusione ci sia una certa insofferenza del Vaticano nel vedere spiattellata così la condotta di due santi, Cirillo e Elia Pulcheria, nonché dei monaci alessandrini assassini e linciatori: potrebbero sconvolgere il pubblico, questi ritratti poco edificanti di un vescovo e del suo entourage: siamo un paese dove i preti sullo schermo sono sempre o dei Don Camillo e o dei Don Matteo. E dove le donne come Ipazia faticano ad essere considerate eroine. Sono donne che fanno girare i coglioni, ma tanto, e anche quando sono morte da secoli, sì.</span></span></p>
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		<title>Il crocefisso come simbolo quasi laico: una risposta ad Umberto Eco</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:42:32 +0000</pubDate>
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Ma ci è o ci fa?Me lo sono chiesta, sinceramente, quando ho letto sull&#8217;Espresso di questa settimana l&#8217;ultimo articolo di Umberto Eco, Il crocifisso simbolo quasi laico. Avessi avuto la mail di Umberto Eco, gliela avrei inviata immediatamente, la mia risposta. Siccome non ce l&#8217;ho, la mail, non mi è possibile reperirla, e postare sul [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3743&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;">Ma ci è o ci fa?Me lo sono chiesta, sinceramente, quando ho letto sull&#8217;Espresso di questa settimana l&#8217;ultimo articolo di Umberto Eco, </span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;"><i><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/il-crocefisso-simbolo-quasi-laico/2114642/18#commentatutti">Il crocifisso simbolo quasi laico</a>. </i></span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;">Avessi avuto la mail di Umberto Eco, gliela avrei inviata immediatamente, la mia risposta. Siccome non ce l&#8217;ho, la mail, non mi è possibile reperirla, e postare sul sito dell&#8217;</span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;"><i>Espresso</i></span></span><span style="color:rgb(128,128,128);"><span style="font-size:x-small;"> un commento così lungo è stato terribilmente difficoltoso (ci ho provato comunque) pubblico la mia lettera anche qui. Non la leggerà mai, d&#8217;accordo. Ma io gliela scrivo lo stesso, e tanti saluti: magari fra i labirinti del web, chissà, ci sarà qualcuno in grado di fargliela pervenire.</span></span></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Gentile Prof. Eco,</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Le scrivo qui perché spero che legga i commenti ai Suoi articoli, non avendo altro modo per  farLe pervenire alcune considerazioni su quanto ha scritto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Sinceramente mi pare molto strano che un semiologo e filosofo della Sua fama non colga alcuni aspetti di tutta questa vicenda che invece a me, che pure filosofa non sono, appaiono invece chiarissimi. Vedo di spiegarmi più nello specifico, e quindi perdoni la lunghezza.</span></p>
<ol style="text-align:justify;">
<li><span style="font-family:Georgia,serif;">Lei 	scrive: </span><i>anche eliminando i simboli religiosi dalle 	scuole, questo non incide sulla vitalità dei sentimenti religiosi</i>.<span style="font-family:Georgia,serif;">Il 	problema della esposizione in luogo </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>pubblico,</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"> tale è infatti la scuola o l&#8217;ufficio, di un simbolo religioso non 	ha nulla a che fare con la volontà da parte dello Stato di vietare 	o anche solo disincentivare l&#8217;adesione ad una religione. Non è 	compito dello Stato laico, infatti, né favorire né proibire in 	alcun modo ai propri cittadini di avere o non avere credenze 	religiose. Il problema riguarda, semmai, l&#8217;equidistanza dello Stato 	da ogni confessione religiosa. Esponendo in un luogo pubblico e per 	legge un solo simbolo religioso, lo Stato non può più essere 	considerato super partes. Ad un semiologo come Lei non può sfuggire 	l&#8217;importanza di un simbolo religioso esposto in luogo pubblico, per 	decreto o anche per semplice consuetudine: lo spazio pubblico 	diviene connotato dal simbolo religioso, e tutti coloro che sono 	cittadini dello Stato, ma non aderiscono a quella confessione 	religiosa si sentono automaticamente esclusi dallo spazio pubblico: 	come se esso, in un certo senso, fosse un po&#8217; meno “loro”. </span></li>
<li><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>Le 	croci si trovano sui gonfaloni di molte città italiane&#8230;in modo 	tale che è divenuto un segno spogliato di ogni richiamo religioso. </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">Ecco, 	appunto, la differenza fra la croce che trovo sulla bandiera inglese 	ed il crocifisso che mi tocca invece vedere pendere sul mio capo 	nell&#8217;aula scolastica sta tutta là: nella bandiera inglese non vi è 	più, ormai, alcun senso “religioso”, ma solo quello 	patriottico. Un musulmano nato in Inghilterra, ma anche un inglese 	purosangue, non riescono più a riconoscere nell&#8217;Union Jack un 	simbolo del cristianesimo. Lo era in origine, ma non lo è più, 	come per i cristiani non è più simbolo di Cristo la figura del 	pesce, che pure ai tempi della prima diffusione del cristianesimo lo 	rappresentava. Viceversa il crocifisso nella forma in cui è esposto 	in classe </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>è ancora 	oggi esclusivamente </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">un 	simbolo religioso. Lei scrive: </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>il </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>crocefisso</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>,</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i> salvo quando appare in chiesa, è diventato un simbolo laico e in 	ogni caso neutro. </i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">Mi 	scusi, ma da quando? A me pare che neutro non sia per nulla. Se io 	vedo un crocifisso,  appeso in un posto qualsiasi, a me viene da 	pensare alla religione cristiana, non alla cultura europea in senso 	lato; posso pensare anche a cose che non la cultura europea non 	c&#8217;entrano un beneamato, ma che hanno sempre una connotazione 	religiosa e cristiana;  se vedo la bandiera inglese penso solo 	all&#8217;Inghilterra, e al cristianesimo manco di striscio.</span></li>
<li><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>Se 	un monsignore cattolico viene invitato a tenere una conferenza in un 	ambiente musulmano, accetta di parlare in una sala decorata con 	versetti del Corano</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;">. 	 Be&#8217; anche io, se vengo invitata nell&#8217;aula di una scuola cattolica a 	tenere una conferenza non mi preoccupo se c&#8217;è un crocifisso alle 	pareti (anzi, mi stupirei del contrario). Ma se vado in una scuola 	pubblica, sì che mi dà fastidio, perché là i padroni sono i </span><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>cittadini</i></span><span style="font-family:Georgia,serif;"> dello Stato Italiano, non gli appartenenti ad una determinata 	confessione religiosa.</span></li>
<li><i><span style="font-family:Georgia,serif;">Esistono 	a questo mondo degli usi e costumi, più radicati delle fedi o delle 	rivolte contro ogni fede, e gli usi e costumi vanno rispettati. </span></i><span style="font-family:Georgia,serif;">Certo, 	ma sono appunto abitudini, e come tutte le abitudini uno le può 	tranquillamente conservare a casa propria e negli spazi privati, ma 	non in quelli pubblici, se nello stesso spazio esse danno fastidio ad 	altri. Lei, caro prof. Eco, può tranquillamente fumare, a casa sua, 	se è sua abitudine; ma non lo può fare in uno spazio pubblico, 	perché darebbe fastidio ad altri. E dal momento che negli spazi 	pubblici non sono gli usi e i costumi che vanno rispettati, ma solo 	quanto è previsto dalla Costituzione, e la nostra Costituzione non 	prevede che vi sia una religione di Stato, l&#8217;abitudine di attaccare 	ai muri il crocifisso la può tenere a casa sua, se Le fa piacere, 	ma non lo può imporre dove casa sua non è.</span></li>
<li><i><span style="font-family:Georgia,serif;">Per 	questo una visitatrice atea è tenuta, se visita una chiesa 	cristiana, a non esibire abiti provocanti, altrimenti si limiti a 	visitare i musei.</span></i><span style="font-family:Georgia,serif;"> Il problema è che in una scuola pubblica, ad esempio, io non sono 	una visitatrice: ci vado come alunna, o, nel mio caso, come docente; 	sono tenuta ad andarci per legge, quindi non posso astenermi 	dall&#8217;entrarci anche se il crocifisso mi dà fastidio. Da alunna non 	posso evitare di frequentarla, da docente nemmeno. Domanda: se a me 	dà fastidio il crocifisso, che facciamo? Rimango senza istruzione 	pubblica, e mi devo andare a cercare una scuola privata atea? E da 	docente? Devo evitare di accettare impieghi nella pubblica 	amministrazione, e cercare anche lì di essere assunta in una scuola 	privata non confessionale?</span></li>
<li><span style="font-family:Georgia,serif;"><i>La 	croce è un fatto di antropologia culturale, il suo profilo è 	radicato nella sensibilità comune. Chi emigra da noi deve anche 	familiarizzarsi con questi aspetti della sensibilità comune del 	paese ospite. Io so che nei paesi musulmani non si deve consumare 	alcol (tranne che in luoghi deputati come gli hotel per europei) e 	non vado a provocare i locali tracannando whisky davanti a una 	moschea. </i>Mi scusi, ma io non 	sono emigrata, sono italiana almeno quanto Lei. Italiana e non 	credente. Non vivo il mio essere agnostica come una “provocazione” 	a chi è religioso, ma come una scelta personale e 	rispettabilissima. Non pretendo che siano chiuse le chiese, non 	chiedo che siano vietati i simboli religiosi tout court. Pretendo 	però che ogni volta che entro in un luogo pubblico come la scuola 	non ci sia un simbolo religioso a ricordarmi, come una specie di 	anatema, che io sono non credente, perché è come se mi dicesse che 	non sono poi così “normale” e che, dal momento che non mi 	riconosco in quel simbolo, non posso neppure essere davvero e 	compiutamente una cittadina del mio Stato, cioè una buona italiana, 	una buona europea, o una buona occidentale. Il che, me lo lasci 	dire, è davvero una enorme cretinata, e mi rifiuto di crederci 	anche se me lo confermassero intere schiere di filosofi o semiologi.</span>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Cordiali 	Saluti,</span><span style="font-family:Georgia,serif;"> </span><span style="font-family:Georgia,serif;">Galatea.<br /></span></p>
</li>
</ol>
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		<title>Pinocchio alla prima crociata</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 06:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Floris ha l&#8217;influenza A, gli sospendono il programma.
Per l&#8217;influenza B, invece, glielo avrebbero proprio abolito.
Su Telepadania, Pinocchio parlerà in Lombardo.
Il Gatto e la Volpe invece in napoletano.
Le monete d&#8217;oro sepolte saranno coperte dallo scudo fiscale
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3740&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Floris ha <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/09_novembre_16/floris-influenza-ballaro_8fb1f412-d2d7-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">l&#8217;influenza A</a>, gli sospendono il programma.</span></span><br />
<span style="font-family:Georgia,serif;">Per l&#8217;influenza B, invece, glielo avrebbero proprio abolito.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Su Telepadania, Pinocchio <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_16/telepadania-dialetto-pinocchio_35fc7eee-d2c1-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">parlerà in Lombardo</a>.</span></span><br />
<span style="font-family:Georgia,serif;">Il Gatto e la Volpe invece in napoletano.</span><br />
<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Le monete d&#8217;oro sepolte saranno coperte dallo scudo fiscale</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3740/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3740&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Giornate Bipartisan</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 16:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
				<category><![CDATA[I corti di Galatea]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Sì Berlusconi Day]]></category>

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		<description><![CDATA[
Propongo un Forse Day. 
E mettiamo d&#8217;accordo tutti.
Aggiornamento: Scusatemi, stavolta al PD mi hanno battuto sul tempo.
Ma loro non volevano fare una battuta.

       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3735&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Propongo un Forse Day. </span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">E mettiamo <a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/giustizia-17/sb-day/sb-day.html">d&#8217;accordo tutti</a>.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Aggiornamento: Scusatemi, stavolta al PD <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/16/ne-si-ne-no/">mi hanno battuto sul tempo</a>.</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Ma loro non volevano fare una battuta.<br />
</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3735/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3735&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>La Legge è uguale per tutti</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 14:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nordest]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[normalità]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizio]]></category>

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		<description><![CDATA[

I due avvocati sono in piedi, nel corridoio stretto davanti ad un ufficio del Tribunale. Hanno addosso abiti sobri e grigi, ma di quella sobrietà e grigità che si possono comprare solo con molti soldi e un buon sarto di quelli di una volta. Quelli che lavorano da generazioni per gli avvocati che nascono avvocati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3727&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3728" title="toga avvocato" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/toga-avvocato.jpg?w=227&#038;h=156" alt="toga avvocato" width="227" height="156" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">I due avvocati sono in piedi, nel corridoio stretto davanti ad un ufficio del Tribunale. Hanno addosso abiti sobri e grigi, ma di quella sobrietà e grigità che si possono comprare solo con molti soldi e un buon sarto di quelli di una volta. Quelli che lavorano da generazioni per gli avvocati che nascono avvocati già di famiglia, insomma. Ai piedi hanno scarpe nette, ma non sfacciatamente lucide, e borse di cuoio capienti, incicciottite da troppe pratiche.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Uno è un vecchio marpione da Tribunale: lo capiresti subito, anche se non fosse universalmente noto, per l&#8217;aria un po&#8217; sbruffona con cui sosta, come se il corridoio e il Tribunale stesso fossero suoi. Ognuno che passa, lo saluta, e lui ci scambia una battuta, un cenno.</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Sei qua?”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Eh, ci si deve guadagnare il pane!”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;"><em>Eh, ti te lo guadagni ben, va&#8217;, Vecio!</em>”</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Risata scanzonata, condita da occhiata <em>en passant</em> al culo della magistrata che ha parlato.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">L&#8217;altro ha meno anni, e il primo lo tratta da giovane collega, anche se poi deve comunque aver superato abbondantemente i quaranta: uno dei vantaggi dell&#8217;Italia è che si può essere attor giovane e giovane collega fino alle soglie dell&#8217;ospizio.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Attendono, per due cause diverse, ma il corridoio è piccolo, il ritardo enorme, e far comunella una necessità di sopravvivenza. Così chiacchierano, mentre le toghe restano abbandonate sulle sedie come stracci e le nappine pendono sconsolate. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Passano due carabinieri che le sfiorano, toghe appallottolate e nappine penzolanti, mentre accompagnano ammanettato un ragazzo ghanese  senza permesso di soggiorno, sorpreso a vendere false borse di Luivuitton e portato in aula, al processo per direttissima.</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Con chi hai l&#8217;udienza?” Chiede il primo.</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Con ******”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Uh, non t&#8217;invidio&#8230;poi da quando la moglie lo ha piantato, è diventato una pittima&#8230;”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Eh.”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Eh.”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ma  sei tu che difendi *****? Quello che l&#8217;altro giorno ha sparato alla moglie?”</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">È  il caso del giorno, nel parlano tutti, in città. *****, rampollo di schiatta industriale <em>piena de schei</em>, ha ammazzato la moglie perché, dicono, lo volesse lasciare.</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Eh. Sì, sono l&#8217;avvocato della famiglia&#8230;m&#8217;han chiamato l&#8217;altra notte, di corsa, alle tre.”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ho letto sul giornale&#8230;che roba! Lo conosco da una vita&#8230; ma pensa te, andarsi a rovinare la vita così, per un eccesso di gelosia, che coglione! S&#8217;è costituito?”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Sì. Ieri sera.”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">E adesso?”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Sì, sono qui per chiedere i domiciliari..”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ah, è in carcere?”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">No, in ospedale. Lo psichiatra ha già certificato depressione e rischio suicidio.”</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Il vecchio Marpione si lascia sfuggire un sorriso: “Eh, certo, quello si rischia sempre. Dài, che se lo trovi in giornata giusta, non si fa neanche un&#8217;ora di cella&#8230;”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Eh, lo spero. Per le persone normali il carcere è distruttivo.”</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">L&#8217;altro annuisce, comprensivo e convinto.<br />
</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Georgia,serif;">Ripassa il ghanese, ammanettato, e i due carabinieri trascinano una borsa dentro cui s&#8217;indovina un carico di pochette Luivuittòn.</span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;">Lo portano in carcere. </span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;">I due avvocati si tirano un po&#8217; indietro per lasciarli passare, e poi lo guardano come si guarda una cosa che non può che andare a finire così: in carcere.</span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;">Si vede che non è abbastanza normale.</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3727/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3727&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Galatea</media:title>
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		<media:content url="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/toga-avvocato.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">toga avvocato</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Portavoce ufficiali</title>
		<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/15/portavoce-ufficiali/</link>
		<comments>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/15/portavoce-ufficiali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[Naplotano]]></category>
		<category><![CDATA[portavoce]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[

Napolitano: l&#8217;Europa parli con una sola voce. 
Quella di Topo Gigio, ad esempio 
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3722&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3725" title="topo_gigio" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/topo_gigio.jpg?w=146&#038;h=206" alt="topo_gigio" width="146" height="206" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Napolitano: l&#8217;Europa parli con una sola voce. </span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Quella di Topo Gigio, ad esempio </span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3722/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3722&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Galatea</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/topo_gigio.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">topo_gigio</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il futuro è donna</title>
		<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/14/il-futuro-e-donna/</link>
		<comments>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/14/il-futuro-e-donna/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[Ghino la Ganga]]></category>
		<category><![CDATA[vulnus]]></category>

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		<description><![CDATA[Convegno sullo Stalking.
Due giovani libere professioniste del diritto, sedute dietro di me.
“Che pugnetta!”
“Cosa?”
“Se uno ti perseguita.”
“Vero, una gran pugnetta.. Senti&#8230;”
“Sì?”
“Te lo sai cosa vuol dire vulnus?”
“No.”
“Boh, è mezz&#8217;ora che ne parlano&#8230;”
State Bene.
Inchino e baciamano alla padrona di casa.

Ghino la Ganga
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3718&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Convegno sullo Stalking.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Due giovani libere professioniste del diritto, sedute dietro di me.</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Che pugnetta!”</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Cosa?”</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Se uno ti perseguita.”</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Vero, una gran pugnetta.. Senti&#8230;”</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Sì?”</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Te lo sai cosa vuol dire <em>vulnus</em>?”</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">No.”</span></span><br />
“<span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Boh, è mezz&#8217;ora che ne parlano&#8230;”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">State Bene.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Inchino e baciamano alla padrona di casa.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:small;">Ghino la Ganga</span></span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3718/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3718&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Galatea</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Dalla via</title>
		<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/14/dalla-via/</link>
		<comments>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/14/dalla-via/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 13:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[expo]]></category>
		<category><![CDATA[Ghino la Ganga]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Lucio Dalla sui giornali dichiara d’esser andato a Milano, alla prima della Tosca, ove la sindaca Moratti gli avrebbe chiesto idee per l’expo; mica come a Bologna, dove lo ignorano e il sindaco Delbono non lo chiama.
Trovo che una bella idea per la Moratti sarebbe che il Dalla si trasferisca a Milano.
Così Delbono impara e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3714&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Georgia,serif;">Lucio Dalla sui giornali dichiara d’esser andato a Milano, alla prima della Tosca, ove la sindaca Moratti gli avrebbe chiesto idee per l’expo; mica come a Bologna, dove lo ignorano e il sindaco Delbono non lo chiama.<br />
Trovo che una bella idea per la Moratti sarebbe che il Dalla si trasferisca a Milano.<br />
Così Delbono impara e l’Expo vien da Dio.<br />
State bene.<br />
Inchino e baciamano alla padrona di casa.</span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;">Ghino la Ganga</span></p>
<p><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;adorabile Ghino la Ganga ha accettato di contribuire di tanto in tanto al mio blog. Per cui lo leggerete anche qui, oltre che, come al solito, su <a href="http://anskijeghino.wordpress.com/">Anskijeghino</a>.</em></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/3714/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3714&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Sprechi culturali</title>
		<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/13/sprechi-culturali/</link>
		<comments>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/11/13/sprechi-culturali/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura classica]]></category>
		<category><![CDATA[divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[liceo classico]]></category>
		<category><![CDATA[professoresse]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spocchia]]></category>
		<category><![CDATA[storia antica]]></category>

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		<description><![CDATA[

Antonia arriva trafelata, appoggia le borse sul trespolo del bar, butta la mantella sullo schienale e ordina un té, ovviamente verde, perché da quando s&#8217;è letto che brucia i grassi, noi donne beviamo solo quello.
“Mamma mia, scusami il ritardo, ma il Consiglio di Classe, sai, si è allungato all&#8217;infinito&#8230;” dice, e io sorrido, perché ho [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3712&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3711" title="mario sironi cavallo e cavaliere" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/mario-sironi-cavallo-e-cavaliere.jpg?w=285&#038;h=300" alt="mario sironi cavallo e cavaliere" width="285" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Antonia arriva trafelata, appoggia le borse sul trespolo del bar, butta la mantella sullo schienale e ordina un té, ovviamente verde, perché da quando s&#8217;è letto che brucia i grassi, noi donne beviamo solo quello.</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Mamma mia, scusami il ritardo, ma il Consiglio di Classe, sai, si è allungato all&#8217;infinito&#8230;” dice, e io sorrido, perché ho passato il tempo a chiacchierare con la cameriera, che mi ha visto tenere in mano l&#8217;ultimo romanzo di *****, noto archeologo che s&#8217;è messo a scrivere best seller di gran successo, ambientati nel mondo antico. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Antonia crolla sulla sedia, senza degnare di uno sguardo il volume sul tavolo, è troppo stanca e scocciata. Insegna al Liceo Classico. Non nella sezione staccata di Spinola, che era figlia di un Dio minore fin dall&#8217;inizio, e poi negli anni, per sopravvivere, s&#8217;è dovuta ibridare inglobando alcune sezioni di scientifico addirittura senza latino e infine – orrore! Orrore! &#8211; una di linguistico e financo una di sociopedagogico, per estinguersi infine causa mancanza di iscrizioni; proprio al Liceo Classico centrale, del Capoluogo, quello ancora e sempre solo Classico, che ha un palazzo con atrio che pare un piazzale, scalone di marmo fascista e, detto per inciso, anche un&#8217;infilata di professori e professoresse che, come teste, con il marmo fascista hanno numerosi tratti in comune.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Ha qualche anno più di me, Antonia, e abbiamo fatto assieme l&#8217;università, il dottorato, condiviso un paio di contratti di collaborazione dopo; assieme abbiamo preparato il concorso e assieme l&#8217;abbiamo vinto, e assieme siamo entrate di ruolo alle medie. Lei però c&#8217;è rimasta giusto il primo anno, per poi chiedere passaggio di cattedra ed arrivare al Liceo, perché alle medie, in mezzo ai pupetti, no, proprio non ci si trovava; io invece, che forse sono più pigra, alle medie mi ci sono trovata bene, i pupetti, anche se non l&#8217;avrei mai creduto, mi fanno tenerezza, insegnare lì mi diverte e mi interessa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Ogni anno, quando sa che non ho presentato domanda per passare al Liceo, Antonia mi guarda con fare materno un po&#8217; incazzato: “Ma sei sprecata alla medie! Che cosa ci stai a fare lì, vieni da noi!” E io nicchio, perché, per carità, a me il latino e il greco piacciono, ma solo l&#8217;idea di dover entrare tutti i santi giorni dentro a quell&#8217;androne cupo, di marmo grigio fascio con sopra un affresco che vorrebbe essere Sironi e manco lo è, e sparse attorno lapidi  ducesche in ricordo di colleghi antichi dalla facce ingrugnate, che fanno il paio giusto con quelle ugualmente ingrugnate dei loro epigoni moderni, mi mette addosso una vagonata di angoscia che non sono più capace a togliermi di dosso. Ad un paio di cene cui mi ha invitato, ne ho anche conosciuti alcuni, dei colleghi che incontrerei lì, Preside compreso. Tutte persone stimatissime, ci mancherebbe; ma a sentirli parlare fra loro parevano una setta, fatta e finita: sono tutti ex allievi del liceo dove sono finiti ad insegnare, tutti si conoscono dai tempi del ginnasio, e immancabilmente tutti, di sinistra e di destra, al di là del colore politico e della provenienza familiare, hanno metabolizzato la “spocchia da Liceo Classico”, cioè l&#8217;incrollabile convinzione che essere transitati per quei banchi fra i quattordici e i diciotto anni li abbia automaticamente resi qualcosa di diverso e di meglio rispetto a tutto il resto, una aristocrazia mentale che capisce le cose e soprattutto <em>le</em> <em>sa</em>. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">È tutto un citarsi addosso motti in latino e meglio ancora greco, con l&#8217;aria di chi si dà di gomito e ammicca, un po&#8217; come da piccoli si faceva quando s&#8217;era inventato un alfabeto segreto. I colleghi che vengono da fuori, o non hanno fatto il classico, magari da qualche altra parte, sono emarginati dai risolini, dagli accenni velati, dalle mezze frasi di amabile dileggio, che poi colpisce ancor più duro se, sia mai, una o uno è “una maestra laureata” o un “perito che s&#8217;è voluto far dottore”. Ma anche il resto dell&#8217;universo creato è diviso in chi ha fatto il liceo e chi no, per cui mariti, mogli, compagni e conoscenti sono valutati in base al fatto di aver avuto o meno accesso al loro empireo scolastico, perché un medico o un avvocato che han fatto prima il classico sono proprio un medico e un avvocato, e gli altri sì, avranno magari il titolo, ma proprio proprio la dovuta allure no.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">A me rompe ed ha sempre rotto grandemente le balle, questa idea della cultura usata come un mazzuolo, mulinato per tenere alla distanza la massa e sentirsi parte di una élite: non ci trovo niente di particolarmente intelligente nell&#8217;usare Tucidide come l&#8217;equivalente di una borsa di Luivuittòn: io ce l&#8217;ho e tu, brutto zotico, non te la potrai mai permettere, tié. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Ma ad Antonia tutto questo sfugge: le volte che ne abbiamo parlato, neppure ha capito quale fosse il problema, e continua a pensare che lavorare alle medie sia uno spreco, visto che tre quarti dei ragazzini che ho in classe andranno a fare i periti, o i meccanici, o le estetiste, non il Liceo, e dunque non è logico né funzionale che si investa su di loro tanto tempo, o gli si cerchi di dare una infarinatura generale: se sono destinati ad avvitar bulloni, tanto varrebbe insegnargli solo quello fin da subito, così non rompono il cazzo dopo. Perché se si fanno illusioni, poi, gli zotici creano confusione e scompigli. Difatti, quando l&#8217;occhio finalmente le cade sul romanzo di cui prima parlavo con la cameriera, ha una smorfietta di disgusto.</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Uh sono andata a sentirlo presentare &#8217;sto volume, l&#8217;altro giorno– dice &#8211; c&#8217;era una ressa&#8230;gente che di storia antica non sa una mazza, che ci va a fare lì?”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Be&#8217;, appunto, vogliono saperne qualcosa&#8230;” faccio io.</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ma cosa vuoi che ne capiscano! E poi, anche lui, ora che è in pensione, darsi a questi libriccini così..”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Magari qualcuno comincia con quelli, e poi, piano piano, arriva a leggere cose più specifiche. O magari si ferma anche lì, ma intanto sa qualcosa di più. Poi, da qualche parte bisogna pur cominciare, no?”</span></p>
<p style="text-align:justify;">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Mah, secondo me tanto vale che non sappiano nulla, se poi ci si deve fermare a quello.. la cultura è una cosa  seria.” Fa una ulteriore smorfietta, e dà un cenno imperioso alla cameriera, per indicarle che vuole un altro té.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Chissà che penserebbe di me pure, se leggesse questo blog.</span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Al solito, è un racconto di fantasia, che non fa riferimento a persone, luoghi o avvenimenti reali. Anche perché evito di frequentare colleghe così stronze.</em></span></span></p>
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		<title>Aureliano, l&#8217;imperatore venuto dal nulla</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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Quando ho scoperto che ha persino una pagina su Facebook, un po&#8217; ci sono rimasta stupita, ma mi ha fatto piacere.  Sapere che viene ricordato anche al di fuori della cerchia degli studiosi ed appassionati mi rende contenta. In fondo se lo merita. Certo, se si pensa ad un imperatore romano, il primo nome [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilnuovomondodigalatea.wordpress.com&blog=3596875&post=3706&subd=ilnuovomondodigalatea&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3705" title="Aureliano moneta sol invictus" src="http://ilnuovomondodigalatea.files.wordpress.com/2009/11/aureliano-moneta-sol-invictus.jpg?w=300&#038;h=145" alt="Aureliano moneta sol invictus" width="300" height="145" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Quando ho scoperto che ha persino una pagina su Facebook, un po&#8217; ci sono rimasta stupita, ma mi ha fatto piacere.  Sapere che viene ricordato anche al di fuori della cerchia degli studiosi ed appassionati mi rende contenta. In fondo se lo merita. Certo, se si pensa ad un imperatore romano, il primo nome che viene in mente non è il suo. Nel comune sentire, il primo è Giulio Cesare, che imperatore non fu mai, ma insomma, è considerato il fondatore della ditta; poi Augusto; poi Caligola, perché era matto, o Nerone; poi via, una infilata di nomi che chi se li ricorda è bravo, tutta gente impegnata a perseguitar Cristiani e allontanare Barbari dal confine; poi Costantino, ecco, Costantino sì, Costantino è tosto; e, dopo Costantino, ci sono solo Cristiani finalmente liberi e Barbari liberi anch&#8217;essi di scorrazzare; quindi invasioni, pestilenze, sfighe, e poi medioevo e kaputt. Questa, in soldoni, il riassunto di Storia Romana che molti hanno in testa, corredato di particolari più o meno vaghi. È difficile in mezzo a tutto questo che ci si ricordi di Aureliano, però lui è un gran personaggio, di quelli che meritano davvero. Non ci fosse stato poco dopo Costantino, forse ce lo ricorderemmo come il più grande, nel mondo Tardo Antico; ma è certo che, se Costantino poté trovare ancora un impero di cui diventare imperatore, molto lo deve ad Aureliano.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">È una bella storia, la sua: una di quelle che in fondo spiegano perché Roma riuscì ad essere un impero, e a durare così a lungo. Perché non era nobile, Aureliano, e neppure ricco; e per soprammercato non era neppure “romano” nel senso di nato a Roma, o almeno in Italia. No, era venuto al mondo in quello che da Roma, dove i politici dell&#8217;Urbe tenevano le chiappe al caldo, sui banchi del Senato, doveva sembrare un buco ai confini del nulla: Sirmio, in Pannonia. Che già adesso che è Serbia, un po&#8217; ai confini del nulla lo pare, figuriamoci allora. Non che fosse proprio un villaggio barbaro sperduto: era una città di quelle che i Romani sapevano costruire e far fiorire ovunque, con le sue terme, i suoi bei palazzi in muratura. Centro di commerci per tutta la regione, di un&#8217;opulenza che da quelle parti gli indigeni da soli non avrebbero visto mai, qualche decennio più tardi sarebbe diventata addirittura capitale di un pezzo d&#8217;impero. Ma di sicuro nascere lì non era nascere a Roma, ed aver per genitori un contadino ed una donna che si chiamava Aurelia, sì, come la mamma di Giulio Cesare, ma solo perché liberta di un qualche senatore Aurelio che magari non avrà neppure mai visto in vita sua, non era la stessa cosa.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Me lo immagino un bimbo smilzo e dagli occhi vivaci, Aureliano: di quelli che non prendono mai un grammo né un raffreddore, sono sempre in movimento, curiosi del nuovo ma in grado fin da piccoli di fiutare i pericoli, prevederli, evitarli, in una parola un vero leader. I boschi, i fossi vicini a casa saranno stati i suoi primi campi di battaglia, a capo di una truppa di ragazzini; guerre fatte con le spadine di legno, mentre il babbo ara i campi e mamma sbriga le faccende di casa. L&#8217;unica sosta, per quel folletto sempre in moto, quando mamma, sempre lei, lo chiamava per andare alle funzioni: era sacerdotessa del Sol Invictus, mamma, divinità che proteggeva gli Aureli tutti e oltre agli Aureli in special modo i soldati romani. Li avrà conosciuti lì, i suoi primi legionari, Aureliano: vecchi forti dalle mani come badili, ex commilitoni del padre, che si inchinavano deferenti davanti al dio e alla mamma sua sacerdotessa, e davano una brusca carezza sul capo a quel ragazzo dagli occhi di brace, per poi raccontagli delle infinite campagne ai confini dell&#8217;impero, di deserti e steppe, barbari e battaglie, e di città dove le taberne sono tiepide, il vino caldo, le ancelle generose con i vincitori.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Appena può, si arruola. I campi, il quieto vivere del padre non fanno per lui: ha dentro un fuoco, il ragazzo, che può bruciare il mondo, non qualche fascina dietro casa. Illirico, Gallia, e poi Siria e Persia: il ragazzo l&#8217;impero lo percorre tutto, in pochi anni. Parte dal basso, ma ben presto capiscono, i comandanti, che di lui ci si può fidare: non ha paura di nulla, è veloce sia di mente che ad estrarre la spada, non si stanca mai. Poi soprattutto ha quel particolare che distingue il vero leader da chi ha un titolo ma non la stoffa: per quanto spietato, sa sempre dove fermarsi e quando, e, ancor meglio, riesce sempre a fermare i suoi soldati. Sul campo di battaglia non gli sfugge niente, ma nemmeno dopo, e se può ordinare con la massima freddezza e senza un rimpianto un massacro, quando è necessario, sa anche farlo finire, di botto, quando il massacro non è necessario più. I suoi soldati sono consci che non si viene abbandonati mai da lui, però gli si deve obbedire: pretende da loro una disciplina non spietata, ma ferrea. La stessa che si impone e rispetta.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Quando Claudio il Gotico lo vede, fiuta che quello è l&#8217;uomo che fa al caso suo. Vengono da due mondi diversi, anche se sono nati nello stesso luogo: Claudio è un gran signore, soldato sì, ma generale e poi governatore di province. Però i due si capiscono, e, cosa rara quando c&#8217;è di mezzo il potere, si fidano l&#8217;uno dell&#8217;altro; entrambi concordano che Gallieno, l&#8217;imperatore in carica, non è l&#8217;uomo adatto, e va cambiato. Che nel linguaggio politico di quegli anni significa: fatto fuori. Ordiscono, pare, una congiura, di cui l&#8217;anima nera, si sussurra, fosse Aureliano stesso, anche se il killer è Eracliano, un prefetto del pretorio. Vero, non vero? Di certo un morto sulla coscienza, ancorché di alto lignaggio, non avrebbe spaventato Aureliano, che quando pensa che una cosa si debba fare, la fa, senza tormentarsi in scrupoli da cacadubbii.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Quando Claudio diventa imperatore, Aureliano è là a dargli i suoi consigli pratici di comandante, ad organizzare le campagne militari, con quella sbrigativa amicizia di poche parole e di molti fatti che doveva essergli propria. Però son anni bui per l&#8217;impero: tutto un correre per far fronte a sconfinamenti di barbari, razzie, mattanze. Claudio è un bravo generale, e combatte contro i nemici; ma un nemico no, non riesce a sconfiggerlo, è la peste. Se la prende, e muore, mentre torna dal fronte. Aureliano gli è vicino, ma non prende la peste: persino il morbo non riesce ad averla vinta sulla sua inesauribile energia. C&#8217;è però il fratello di Claudio, ad Aquileia, che si proclama imperatore, intrigando con il Senato. Aureliano non lo accetta: sbriga gli ultimi combattimenti sul confine e torna come una folgore a Sirmio, dove l&#8217;esercito di Claudio, che poi è il suo, lo proclama imperatore. Il fratello di Claudio neppure tenta di giocare la partita: si suicida alla notizia, via, kaputt.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Aureliano è dunque imperatore: lui, venuto su dal basso, e a cui i soldati dedicano canzoncine, come facevano già i legionari di Cesare, anche se meno spinte, perché di Aureliano non si conoscono vizi, né difetti da prendere di mira. Solo che l&#8217;impero su cui governa, è una grana. Per garantire la difesa, è stato dato in subappalto: Gallia e Britannia a Tetrico e Siria e Asia Minore ai re di Palmira, che manco erano romani. Entrambi i sotto-regni vogliono rendersi indipendenti: Tetrico si proclama imperatore e a Palmira la regina, Zenobia, si fa chiamare Augusta e governa in nome del figlioletto come se quel pezzo di mondo fosse solo suo. Si ispira a Cleopatra, e di guai all&#8217;impero ne procura tanti come l&#8217;originale. Ma se lei è una novella Cleopatra, Aureliano è proprio un Giulio Cesare fatto e finito. Scende, mazzola e conquista, dosando bene, anzi benissimo, pugno di ferro e clemenza con i vinti. Riconquista l&#8217;Oriente, l&#8217;Occidente e anche Roma, dove arriva, seda a brutto muso una rivolta, facendo strage di chi ha osato ribellarsi, ma poi, primo e unico, si rende conto che la città va guarnita di nuove mura, perché non sono più i tempi in cui era il centro sicuro dell&#8217;impero, sono tempi in cui l&#8217;impero non ha più un centro e sicuro non lo è nessuno, mai.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">Ecco, forse di questo si dimentica, che nell&#8217;impero nessuno è più sicuro, mai, e men che meno l&#8217;imperatore. Eppure gli pare di avere ormai tutto. Il popolo gli vuole bene, il senato abbozza, l&#8217;esercito, be&#8217;, l&#8217;esercito è sempre stato suo. Per farlo contento e forse sciogliere un voto o un desiderio che cova da tempo, istituisce il culto del Sol Invictus, quel dio dei militari che l&#8217;ha protetto e accompagnato fin dalla prima infanzia, assieme al muto sguardo di mamma e ai racconti di gloria degli ex commilitoni di papà. Il 25 dicembre diviene festa nazionale, <em>dies Solis,</em> e Aureliano è là a far sacrifici, godersi la festa. Si sente appagato per quanto mai si possa sentire appagato un uomo così, e cioè sempre in parte, perché è soddisfatto ma già la sua mente è più in là, a progettare una nuova campagna, la mano carezza la spada perché non la sa tenere tanto a lungo nel fodero. Parte. Di nuovo con le sue truppe, di nuovo in sella. La Persia lo aspetta, quella Persia che secondo lui bisogna stroncare per avere pace stabile e duratura. Sottovaluta, forse, che i Senatori sono in subbuglio, e certi funzionari della zecca e dell&#8217;apparato non han parato giù le indagini sulla corruzione che lui porta avanti, con determinazione tignosa. Sottovaluta anche qualche becera invidia meschina nella corte degli ufficiali che pure partono con lui, e sono suoi ufficiali, sì, ma uomini. È proprio per una bega meschina, assai probabilmente, che per un alto complotto politico, che uno dei suoi segretari si prende scanto, ha paura di venire denunciato e decide di colpire per primo. Muore così, Aureliano. Lui che aveva schivato le spade dei barbari sui campi di battaglia, cade per la sica di un segretaruncolo che lo accoltella con mano tremebonda. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-family:Georgia,serif;">L&#8217;idiozia, al contrario dell&#8217;impero, non ha mai confini.</span></p>
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