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Scena: il salotto di casa Pattaro. Personaggi: La Signora Pina, la nipote Carlotta.

Carlotta:«E insomma, Giovanna è disperata, zia.»

Signora Pina: «E perché, povera creatura?»

Carlotta: «Be’ tu sai tutto il casino che le aveva combinato quello stronzo di suo marito, no? Che l’ha mollata con tre figli piccoli, portandosi via tutti i soldi del conto corrente, non paga gli alimenti, insomma è sparito senza lasciarle un soldo?»

Signora Pina: «Eh, sì, poveretta, mi ricordo…»

Carlotta: «Ecco, allora lei, disperata, per qualche mese ha deciso di prendersi in casa per aiutarla sua mamma, la Gina, che è sempre stata un drago con i soldi e a far quadrare i bilanci. E insomma, si è messa a tagliare con le spese, l’ha costretta a fare le collezioni di buoni sconto, ricicla ai bambini i vestiti delle cugine, dà loro da mangiare solo le cose prese al discount…»

«Eh, vabbe’, bisogna fare dei sacrifici…»

«Sì, però doveva stare solo due mesi, finché la Giovanna non si rimetteva in sesto un po’, e e invece…»

«E invece?»

«E invece si è piazzata stabile in casa sua e non se ne va più. Se la Giovanna fa presente che ormai ha imparato a gestire tutto, comincia a dirle che se non la vedono là con lei i negozianti sotto casa non le fanno più credito, le commesse del supermercato non accettano i buoni, le cugine non le regalano più gli abiti per i bimbi, perché tutti lo fanno perché è lei che è affidabile e quindi non se ne può andare. E così i due mesi iniziali sono diventati tre, e ieri l’ha sentita dire alla vicina di casa che si ferma fino all’anno prossimo e magari per sempre perché finché la figlia continua ad avere bisogno di lei, lei deve rimanere…Insomma, la Giovanna è disperata, non ce la fa più, non sa come sbarazzarsi della madre, non ha idea di cosa può fare!»

Signora Pina: «Eh, mi sa che non può fare niente. Se la tiene. Come noi Monti.»

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