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Non voglio minimamente entrare nella polemica sulla ricerca di Marco Camisani Calzolari sui falsi follower di Grillo, anche perché la cosiddetta “ricerca” mi pare che sia stata dal punto di vista della validità scientifica sufficientemente demolita in rete nei giorni passati.

Voglio invece fare una piccola riflessione su un particolare ininfluente, che in fondo non c’entra una cippa con Camisani Calzonari, la polemica, i follower veri e falsi e i grillini. Oggi MCC (chiamiamolo così per brevità), ha pubblicato sul suo sito una selezione di commenti provenienti da suoi ex studenti entusiasti del corso che tiene – come docente a contratto e non di ruolo, ci ha tenuto ieri a precisare lo IULM – all’università. Sono ovviamente tutti ampiamente elogiativi, e incentrati sul fatto che il corso li prepara veramente ad affrontare il mercato del lavoro con la giusta mentalità. Ma uno è meraviglioso: tal Valerio, di cui taceremo il cognome perché è cosa buona e pia, ispirato infatti scrive: se tutti i corsi fossero coinvolgenti, interessanti e utili come il suo io avrei la media del 30.

Ecco, da docente (non universitaria, per carità, banalmente delle medie), se un mio scolaro mi scrivesse una cosa del genere non solo non la posterei, ma mi domanderei che cavolo di lavoro ho fatto con lui. Perché il buon Valerio, oltre a non sapere come si usano le lettere maiuscole – e all’università è cosa grave – con il suo commento si dimostra un perfetto esempio di come ragionano tanti baldanzosi giovinotti che poi per anni si domandano perché non li assuma nessuno. Cioè, in breve: se lui non ha la media del 30 in tutti gli esami universitari non è mica colpa del fatto che magari studia poco o non si impegna a sufficienza. No, è colpa degli altri docenti universitari, che non riescono ad essere coinvolgenti e interessanti nei loro corsi come MCC, il cui corso – a naso, eh – presumo sia l’unico in cui il succitato Valerio è riuscito a prendere un voto decente.

Ecco, Valerio, io non so come dirtelo in maniera poco brutale, e mi dispiace assai che finora nessuno, fra i tanti docenti che hai incrociato alla IULM e prima, si sia preso la briga di fartelo notare, ma se vuoi prepararti davvero ad entrare nel mondo del lavoro, imparati questa lezione di base, che ti servirà di più di tutti i corsi universitari: i docenti possono essere mortalmente noiosi e poco coinvolgenti quando spiegano, anche perché sono insegnanti e non clown, quindi il loro compito non è farti divertire. Ma se tu non prendi 30 ai loro esami non è perché sono noiosi e poco coinvolgenti: all’università, se succede, è colpa tua.

Sei un uomo, ormai, e devi imparare a studiare cose ostiche, a venirne fuori anche se il docente non fa niente per rendertele più “simpatiche”, perché un giorno, in quel mitico mondo del lavoro in cui brami entrare, sarà così: ci saranno migliaia di cose noiose, fastidiose da imparare e nessuno, tantomeno i tuo capi o i dirigenti, ti darà una mano a memorizzarle rendendotele più digeribili. Quindi piantala di addossare agli altri la colpa del fatto che non hai la media del 30, e ringrazia oltre ad MCC quei docenti noiosi, poco coinvolgenti, mortalmente seri e pignoli che ti bocciano agli esami o ti regalano qualche diciotto da strappare con i denti, senza renderti nulla più facile.

Al mondo del lavoro, e alla vita vera, in fondo, ti stanno preparando più loro, credimi.

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