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Il bello dell’Italia è che qualsiasi cosa fai, ti senti accerchiata. Passi giorni a scrivere post per tentare di arginare le bufale di quelli che vedono complotti dietro ogni panca e son convinti che i terremoti siano derivati da oscure manovre delle multinazionali o degli Stati Uniti  e della Nasa, e in base a queste convinzioni senza senso chiedono indagini, commissioni di studio, mobilitazioni di piazza e altre cretinate.

Spieghi con dovizia di particolari e link alla mano che allo stato attuale i terremoti non si possono prevedere e chi sostiene il contrario è un ciarlatano, o un idiota, o un mix ancora più pericoloso di entrambi. Pensi di aver fatto il tuo dovere di insegnante per aiutare, per quanto ti è possibile, la divulgazione scientifica decente e formare così dei cittadini che siano in grado di prendere decisioni migliori in futuro perché in possesso di una formazione scientifica più corretta.

Poi leggi che tre parlamentari, venuti a scoprire che tanto i terremoti non si possono ancora prevedere, chiedono di ridimensionare l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

E ti viene da piangere, ti viene.

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