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Ho passato gli ultimi due giorni a rispondere a commenti irati sul mio post riguardante la necessità di bocciare (ogni tanto, e quando è necessario) qualche alunno a scuola, perché continuare a mandare avanti ragazzi che non hanno raggiunto nemmeno il minimo né imparato una sola nozione fra le tante che servono non è voler loro bene, è condannarli ad una vita infelice mandandoli allo sbaraglio.

Ho cercato di spiegare, ribadire, motivare il mio punto di vita nei modi che mi sembravano più adeguati. Poi, ieri sera, un amico mi ha passato l’ultima puntata di Aniene di Guzzanti, dove quel maledetto geniaccio ha riproposto il personaggio di Lorenzo.

Ve lo ricordate Lorenzo? Era il ragazzo che vent’anni fa doveva fare la maturità (classica), e Serena Dandini si improvvisava sua tutor per ripassare: operazione inutile, perché Lorenzo non sapeva nulla, nemmeno leggere e scrivere, usava parole a caso orecchiate dalla Tv, aveva un unico interesse al mondo, la Roma. Alla fine, però, veniva promosso, perché i professori all’esame – forti del fatto che per legge con gli alunni in difficoltà si può decidere di farli parlare delle loro “esperienze di vita” più che del programma vero e proprio – lo interrogavano sulla formazione della Roma, e passava la maturità con il 60.

Vent’anni dopo Guzzanti riprende Lorenzo, che ora è adulto, e padre single di un figlio (laziale): lo ritrae fuori da un supermercato, nel fine settimana in cui ha la custodia del figliolo. Lorenzo non ha un lavoro fisso, vive di espedienti grazie all’aiuto della mamma pensionata, e il figlio lo prende in giro perché, quando deve aiutarlo a fare i compiti, «Nun sa legge’, nu sa ‘n cazzo, guarda solo le figure!»

Ecco, io ho passato due giorni a spiegare che far passare sempre e comunque tutti evitando loro i “traumi”, senza mai permettere loro di fermarsi un attimo per recuperare le lacune, non è una soluzione né un atto di carità, perché dopo la vita, purtroppo, fa giustizia, e chi non ha competenze diviene un emarginato costretto a vivere di espedienti.

Guzzanti lo ha fatto meglio di me.

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