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Per esempio, ieri pomeriggio, faceva un caldo della Madonna. Che ad Agosto non è nemmeno strano, per dire, ma in quest’agosto sì, quindi non c’ero abituata. Dunque sono tornata a casa con una sete, una di quelle seti che non vedi l’ora di arrivare a casa, così apri il frigo, tiri fuori lo sciroppo alla menta e ti bevi di botto un bicchierotto di acqua e menta che da solo è mezza caraffa, e ahhhhh!

Ecco, però il guaio è che quando sono arrivata e ho aperto il frigo, porca di una miseria zozza, mi sono accorta che la bottiglia di sciroppo alla menta c’era, ma era vuota: perché io sono così, scema, che quando la bottiglia è finita la rimetto in frigo lo stesso con solo due gocce sul fondo, e poi mi dico: «Tanto me lo ricordo che devo comprarne una nuova» e invece non me lo ricordo mai.

Quindi non avevo menta sufficiente per farmi un’acqua e menta, e stavo già enumerando tutti gli insulti noti, quando mi è venuta in mente Giada, che è la mia amica patita di omeopatia. Ché  Giada all’omeopatia ci crede, e non si limita a crederci come quelli che vanno dal medico e si fanno prescrivere le gocce omeopatiche senza capire bene cosa siano e perché siano differenti dalle medicine ufficiali: no, lei è una che si fa prescrivere le gocce omeopatiche ma ha anche approfondito, perché non si fa mica infinocchiare dalla medicina ufficiale – che è una roba chimica e si sa che la chimica è cattiva – e quindi sa tutto dei principi dell’omeopatia e di come si fanno le gocce, e mi ha spiegato che l’omeopatia è una cosa seria, scientifica e comprovata, perché l’acqua ha una sua memoria, e se tu le metti dentro una goccia di una roba a caso, e poi scuoti bene bene bene il flacone, e poi butti via tutto e riempi di nuovo di acqua e riscuoti bene bene, non è come credono tutti, cioè che hai sciacquato il flacone e dentro c’è acqua schietta, no. L’acqua, che ha buona memoria, si ricorda della goccia di roba che le hai messo dentro tre flaconi fa, anzi, più la lavi e via e la scuoti, più se la ricorda, e non è più acqua, è una sostanza nuova.

Allora io, che sono furba, confidando ciecamente nella memoria dell’acqua, ho preso la goccia di sciroppo di menta rimasta, l’ho messa in un bottiglione da litro, ho scosso scosso scosso; poi ho buttato via tutto, ho riempito il bottiglione di acqua nuova, ho scosso scosso scosso ancora, e così per tre volte, come mi ha detto Giada che fanno per le medicine omeopatiche. E, finito di scuotere, mi sono versata un bel bicchiere di quello che non era certo più acqua, ma omeopatico sciroppo di menta.

Solo che non sapeva di niente. A me pareva proprio acqua schietta.

Son rimasta delusa, eh. Ma, a scanso di possibili querele, non voglio mica dire con questo che l’omeopatia sia una boiata. No, per carità. E’ che devo aver beccato dell’acqua svogliata che non riesce a tenere a mente una cippa.