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Degasprostitute

Dedicato a Lector, perché la verità ha sempre diverse facce

A rispondere per le rime, secondo me, ci ha già pensato Lameduck. Ma siccome sono feminuccia anche io, e qui vien chiamato in causa l’intero genere, accusandoci non solo di intrinseca stronzaggine ma di pavidità, non mi so trattenere dall’entrare anch’io in argomento, e cercare di replicare alla polemica innescata da Paolo Barnard sul suo blog, sul “sesso ludico”.

Qualche giorno fa egli aveva cortesemente illuminato noi donzelle, notoriamente dure di comprendonio, che il motivo per cui gli uomini vanno a prostitute è semplice: perché le donne, tutte, sono, direbbe Moltalbano, grannissime strunze: cioè, in pratica, se la tirano da matti, e prima di accettare di andare a letto con un mister X appena conosciuto, in un bar o altrove, pretendono che costui faccia persino lo sforzo di corteggiarle, parlare loro, esercitare, insomma, qualche minimo atto di seduzione; se il tizio non supera questo esame alquanto superficiale, sono capacissime, queste streghe, di dirgli di no, pur dopo che il meschinello, magari, ha investito la bellezza di venti minuti del suo prezioso tempo, il costo di un drink o, nei casi peggiori, di una cena. Molto più facile quindi, per Paolo Barnard, andare a prostitute: con l’equivalente del costo della medesima cena, paghi e fai sesso a botta sicura, senza doverti nemmeno preoccupare, il giorno dopo, che la ragazza si offenda perché non l’hai richiamata.

Il dilagare della prostituzione, dunque, sentenzia senza ombra di dubbio Paolo Barnard, sta nella incapacità femminile di contemplare il “sesso ludico” fine a sé stesso. Il corollario del ragionamento è: donne, non siamo noi che siamo mostri, siete voi, brutte perfide, che non ci state, quindi non lamentatevi se noi poveri ometti lo cerchiamo per strada da signorine prezzolate: chi è causa del suo mal, pianga se stessa.

Confesso che, al di là del tono avvelenato della replica di Barnard, in questo ragionamento ci sono alcuni punti che non mi tornano. Faccio parte di una generazione di ragazze che con il sesso ha sempre avuto un rapporto diverso da quello delle madri e delle nonne (meglio: di alcune madri e alcune nonne, perché anche ai tempi delle nonne, vivaddio, mi risulta che se ne facesse parecchio di “ludico” e senza tanti problemi). Si può fare, spesso si fa, con gli stessi criteri con cui una volta lo facevano gli uomini. Conosco molte ragazze che non hanno alcun problema, ma proprio nessuno nessuno, ad andare a letto con qualcuno conosciuto venti minuti prima, e persino se non gli ha offerto nemmeno un cocktail; altre che fanno vita sociale per conoscere uomini sì, ma cercano una relazione più seria o persino il grande amore. Le donne, così come gli uomini, sono di tutte le specie: ci sono le mangiauomini, le santerelline che poi si rivelano tutt’altro, quelle che nascono con in testa l’idea di conquistarsi un anello, quelle che l’anello se lo ritrovano felicemente al dito senza averlo neppure troppo cercato, quelle che sono incapaci di star sole e quelle che da sole ci stanno benissimo; ci sono quelle che contemplano la possibilità del “sesso ludico” e quelle che vedono sempre ed esclusivamente il sesso come una appendice dell’amore, tanto che qualche volta, quando capita loro di farlo “ludicamente”, sentono poi il bisogno di fingersi innamorate, e quelle che usano il sesso come grimaldello per la scalata sociale, e come arma di ricatto.

Paolo Barnard ci accusa, tutte ed indiscriminatamente, di non saper fare sesso ludico. Io gli chiedo, di rimando: ma perché, è un obbligo sociale? Dove sta scritto? É la clausola di quale contratto? E se a me non andasse di farlo, per una sera o per tutta la vita, che dovrei fare, chiudermi in convento o mettermi un cartello al collo per avvertire i meschini eventualmente interessati?

Da come pone le cose Paolo Barnard sembra che per una donna rispondere alla avance, o meglio alla semplice richiesta di un uomo di fare sesso, sia una specie di obbligo: se gli si dice di no, infatti, il poverino ha un trauma da rifiuto. Eccheè, un sei politico? Non la vogliamo introdurre un po’ di legittima meritocrazia? Di selezione naturale? Darwin lo mandiamo al diavolo proprio nel suo bicentenario? Su cento approcci al bar (o in ufficio, le fotocopiatrici sono notoriamente galeotte), una decina, statisticamente, in condizioni normali, vanno a buon fine; gli altri li si deve archiviare come cose che fan parte del gioco: se a poker venissero sempre in mano a tutti le scale reali le partite sarebbero noiosette.

Paolo Barnard s’incazza, uh se s’incazza, però, perché noi donne ce l’abbiamo con chi va con le prostitute, li trattiamo come dei malati. Be’, caro Paolo, chiariamo: per me tu sei liberissimo di andarci, quando vuoi e quanto vuoi. Dal punto di vista morale, non è la prostituzione a infastidirmi, ma lo sfruttamento: mi fa fastidio la prostituzione come mi dan fastidio i minorenni costretti a cucir palloni: per cui, per evitare di dar soldi a chi sfrutta, evito di comprar certi palloni ed eviterei di andare a mignotte.

Ma dal tono del tuo articolo, chi lo avverte come un problema e si sente “sporco” a farlo mi sembri tu. Tu non ti lagni di dover andare a prostitute, ti lagni perché non ci vorresti andare e sei “costretto”; ma la “costrizione” nasce dal fatto che una donna disposta a venire a letto con te senza esser pagata dici di non riuscire a trovarla, e tu questa cosa la vivi male, si sente: il primo ad essere conscio che la prostituta è solo un rimpiazzo di qualcosa d’altro che si vorrebbe ma non si riesce ad avere sei tu. Il problema tuo, e di tutti gli uomini nelle tue identiche condizioni (quindi non di tutti i clienti delle prostitute, solo di una fetta), direi, è questo: voi non state cercando “sesso ludico” con chiunque capiti e basta, sennò in ogni bar potreste raccattare conquiste a iosa: state cercando una donna che vi piaccia e che sia disposta a fare “sesso ludico” con voi; ma se quella che vi piace e avreste scelto vi rifila un legittimo due di picche (perché magari non piacete a lei, o non ha voglia di “sesso ludico” e basta, la signora) vi sentite frustrati e la considerate perfida, quindi ne scegliete per strada una che vi piace, e che, dal momento che la pagate, non vi può dire di no.

Se non trovi proprio mai una donna che ti dica di sì senza esborso di tariffa, chi deve lavorare su se stesso per capirne le cause sei tu. Da qualche parte forse commetti degli errori, anche se dove non saprei. Forse non sai gestire bene l’approccio, forse sei irrimediabilmente attratto dal tipo di donne sbagliato (per esempio, invece di provarci, in una sala, con le donne che evidentemente hanno una gran voglia di fare “sesso ludico” con chiunque, quelle le scarti perché le consideri automaticamente “poco serie” e ti incaponisci magari a fare il filo a quelle che al “sesso ludico” non ci pensano proprio, ma cercano amore o una sistemazione acconcia per la vita.). Forse, più semplicemente, non stai cercando “sesso ludico” e basta neppure tu, ma una donna che, fosse solo per il tempo di una scopata, ti confermi che sei un uomo meraviglioso.

Le streghe esistono, siamo d’accordo: ma neanche nelle fiabe i protagonisti incontrano sempre e solo quelle, dai.

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