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Meno male che, quando non si sa cosa scrivere, c’è sempre Giuliano Ferrara. Se la giornata è moscia, l’ispirazione latita, la calura toglie la voglia, c’è lui, l’Elefantino, pronto a fornire qualche spunto per un post. L’Elefantino, a dire il vero, da un po’ è carogna: il Foglio è diventato a pagamento, e neppure il mio fondamentale rispetto per le opinioni di tutti, ivi comprese quelle del Ferrara, giunge al punto di sottoscrivere on line un abbonamento per leggersi quella roba. Voltaire, del resto, diceva di che ci si deve battere perché l’altro possa esprimere le sue idee, non che sia obbligatorio pure sovvenzionarlo.

Siccome però Ferrara è un genio, l’innata sua genialità lo spinge ad essere utile lo stesso: bastano infatti le poche righe dell’incipit, perché una abbia argomenti sufficienti per un post. Che cosa fa il governo Berlusconi, si chiede infatti Giulianone, per l’aborto?

Che ne è della promessa di Berlusconi di portare all’Onu la proposta di modifica della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in modo da sancire che il diritto alla vita, invocato universalmente e giustamente per i profughi dei barconi, sempre da soccorrere quale che sia poi la destinazione, si estende ai bambini che galleggiano nel corpo delle donne dopo il concepimento, e i vecchi e i malati fino alla morte naturale?

Il J’accuse di una simile penna non può cadere nel vuoto. Se io fossi Berlusconi, dopo un incipit del genere,  con negli occhi l’immagine straziante di quei poveri bambinetti che nuotano nel ventre materno senza  nessuno che li protegga, che diamine, farei subito qualcosa.

Per esempio, non so, si potrebbe inviare una motovedetta di scorta ad ogni donna incinta.