Non so cosa sia più deprimente, nella vicenda delle “euroveline”. Non riesco a decidermi se sia più umiliante essere cittadina di un paese in cui il capo del partito di maggioranza, dovendo scegliere chi mettere in lista per le elezioni europee, ci schiaffa una serie di belle ragazzotte che immagino volenterose ed entusiaste, ma dotate di così scarse competenze e talento che persino lui s’era ben guardato dall’affidare loro, sulle sue reti televisive, la conduzione di un qualsiasi programma, anche in fasce di scarso ascolto, oppure essere cittadina di un paese in cui il capo del partito di maggioranza, dopo aver messo in lista le signorine di cui sopra, le toglie perché la moglie gli fa, a mezzo stampa, un cazziatone, e finisce quindi per comportarsi, alla fin fine, come il più pusillanime degli Andy Capp sorpreso in castagna.

Non so decidermi, ripeto. Ma, in fondo, c’è un ponte di tre giorni, ho tempo.