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lucyLudovico è uno di quegli amici che sono tesori, in perfetta coincidenza con il proverbio. Ci conosciamo dalla nascita e, per una di quelle fortune che superano ogni immaginazione, siamo sempre riusciti ad essere proprio soltanto quello: amici. Il che vuole dire, in pratica, che io sono una specie di sua sorella adottiva, e lui il fratello adottivo mio. Periodicamente, ci tiriamo su a vicenda per i rispettivi disastri sentimentali, in cui abbiamo ormai non solo la specializzazione, ma anche il master: contiamo le ferite come galloni conquistati sul campo, sembriamo quei vecchi reduci delle Guerre Mondiali che si ritrovano di tanto in tanto a contare le cicatrici e i nipoti, con la differenza che per ora noi abbiamo le cicatrici soltanto, e i nipoti, se continua così, chissà.

Stavolta mi ha invitato lui per una cioccolata, con panna abbondante, perché al telefono, dal tono della voce, ha capito che sto proprio giù, dopo l’ultima batosta.

Ma dài, – mi dice, controllando con occhio fraternamente preoccupato che io assuma un numero inverecondo di calorie tutte assieme, sapendo che cattivo umore e zuccheri sono fattori inversamente proporzionali – sei una ragazza in gamba, non farti buttare giù da un idiota che non ti fila…”

Sì, ma non è uno solo! – sbotto io – ormai è una fila, possono fondare un gruppo su facebook! Va avanti così da non so quanto. Non è che non gli piaccio, è che appena mi conoscono un po’ meglio fuggono a gambe levate! Ecchecaspita, è desolante non arrivare più neppure al secondo appuntamento! Ma che diavolo ho che non va?”

Ma niente…” replica lui, però con il tono di uno che potrebbe dire, anzi dovrebbe, però pensa sia meglio stare zitto.

No, guarda, dimmelo, perché veramente sto provando a capirlo da mesi!” intimo, usando il cucchiaino a mo’ di arma da minaccia.

Cioè, guarda, tu sei una ragazza fantastica. Ma davvero, eh. Sei carina, simpatica, quando vuoi persino sexy, e poi alla mano, intelligente, spiritosa, piena di senso dell’umorismo, affidabile, dolce, per giunta non sei neanche particolarmente una rompipalle sulle cose su cui voi donne rompete sempre…”

E al-lo-ra?” domando, scandendo bene le sillabe.

Sbuffa.

È che sei troppo, cazzo! Uno ti conosce, passa un po’ di tempo con te e pensa che tu sei proprio una ragazza da sposare! Insomma, non sei un tipo con cui si esce per un po’, così, per divertirsi, e poi se va bene, va bene, e sennò tanti saluti senza neanche una spiegazione, perché sei così carina, e buona e fai talmente tenerezza, che uno si sentirebbe un verme a prenderti in giro o a farti innamorare se non ha delle intenzioni serie: tu sei una di quelle ragazze che non si vogliono perdere, di quelle che ti vorresti tenere accanto tutta la vita. Non è che non piaci, è che uno, con te, spesso non se la sente di provarci nemmeno.”

Lo guardo, basita.

Sì lo so, è assurdo, ma guarda che per noi uomini funziona così.”

Buono a sapersi: in pratica, agli uomini quando sembri una donna che non si può rischiare di perdere, ti lasciano andar via.

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