
I due bimbi sono seduti al bar, davanti ad una tazza fumante di cioccolata.
“A me Babbo Natale ha portato il Nintendo portatile.” dice lui tutto orgoglioso.
Lei fa una smorfietta: “A me il karaoke delle Wings e l’ipod nuovo.”
“A me ha portato anche la Playstation, due giochi, la gazzella della polizia radiocomandata e una felpa!”
“E a me gli stivaletti nuovi, due maglioncini, la borsetta di Pukka e la trousse di ombretti di Hello Kitty!” rilancia lei, piccata.
Lui si rabbuia un attimo, pensieroso. Poi si illumina:
“A mio papà Babbo Natale ha portato la Porsche!”
Lei si arrende, sbuffando, e tuffa il cucchiaino nella panna montata.
Io li guardo e medito sul fatto che, evidentemente, non conosco il Babbo Natale giusto.


3 comments
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6 Gennaio 2009 a 12:48 pm
marino
Se sono questi i nuovi signor G io chiedo asilo politico in Islanda!
8 Gennaio 2009 a 5:38 pm
Ghino La Ganga
Dunque… io ne conoscevo una variante con una escalation finale assai più volgare, ma tanto più volgare,ma tanto tanto più volgare, ma così tanto che non è bene raccontarla in casa d’una così raffinata Ninfa.
( E comunque, nella versione che conoscevo il bimbo risoluto ed esibizionista affermava scoprendosi “e comunque io ho questo…”; sicchè la bimba lo zittiva cinicamente scoprendosi anche lei e sentenziando: “io invece ho questa…. e con questa….. sai quanto posso averne di quei…..” .
Scritta così risulta meno volgare,nevvero?)
Inchino e baciamano.
Ghino La Ganga
8 Gennaio 2009 a 7:04 pm
ilmondodigalatea
@->Ghino: Sì, certo… deve essere il “nevvero?” finale che fa sempre chic.
PS: Sì, la “variante” in realtà la conoscevo anche io… mi sa che Vossignoria fa un po’ più raffinata e beneducata di quanto non sia in realtà, purtroppo…