I dirigenti leghisti hanno innalzato vibrate proteste. Insomma, su, non si può. Sono pur sempre le ragazze candidate a Miss Padania, quelle che sfilano sul palco in costumino verde, sorriso celtico e falcata sicura di chi potrebbe passare il Po con il solo stacco di coscia, ma non lo fa perché a sud del grande fiume sono tutti terroni.

E allora va bene dimenarsi e zompettare su canzoni italiche, anche se magari gli autori non sono di Busto Arsizio, perché le canzoni napoletane le ha sdoganate il Sentur. Passi anche muoversi a ritmo di musica americana, perché è vero che la maggior parte degli autori sono négher, ma sono négher americani, quindi con i soldi, e perciò sempre négher, per carità, ma si può chiudere un occhio.

Ma che le nordiche fanciulle, ad un certo punto, pretendano di ballare una danza del ventre, su musiche arabe, eh no, si sono detti i Leghisti, questo è troppo: è una vergogna, un tradimento ai valori dell’Occidente, anzi un vero e proprio sfregio, come se a Calderoli offrissero un piatto di cuscus.

E poi, ragazze, un po’ di buon senso: si sa che alle feste della Lega l’unico ventre autorizzato a ballonzolare felice è quello di Borghezio.