In pausa per qualche giorno, non riesco a tener dietro ai giornali come vorrei. Ero appena inorridita per la vicenda dell’anestesista obiettore illustrata qui sotto, che mi è caduto l’occhio –tardivamente- sulla lettera che Adriano Celentano ha spedito al Corriere della Sera.

Se un caritatevole medico obiettore può rifiutarsi di dare un analgesico ad una donna perché questa soffre in quanto ha appena abortito, un caritatevole cantautore cattolico può scrivere, per dare “un aiuto”, queste frasi al padre di Eluana Englaro:

“Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli.”

Insomma, se abortisci e ti contorci nel letto per i dolori postoperatori, il cattolico zelante ti nega una puntura, così soffrendo capisci il tuo errore; se tua figlia è in coma irreversibile, e tu chiedi che venga liberata da quella agonia, una altro cattolico zelante ti spiega che se quella figlia non muore naturalmente o non si ripiglia è colpa tua, perché tu ti ostini a non voler essere un buon cattolico, e ti suggerisce una pronta conversione.

Come sono cari, come sono bravi e, soprattutto, come sono comprensivi e buoni: ti torturano e ti insultano, i cattolici zelanti, però per il tuo bene. Sono sadici, ma, benitenso, per puro altruismo.