censura

Alla cortese attenzione del Presidente della Rai,

Gentile Presidente,

chi le scrive è una madre di famiglia che da anni guarda, appena tornata dalla messa del sabato pomeriggio la tv (si sa, la domenica mio marito vuole andare a fare le gite fuori porta, e strilla e strepita se io vado a perder tempo in chiesa: che tocca fa’ per tenere in piedi il santo vincolo del matrimonio!). Lo faccio, sia chiaro, solo per riempire il tempo in cui piamente e cristianamente preparo la cena per la mia famiglia: è noto quanto una famiglia, cristianamente e devotamente riunita attorno al desco, ha bisogno di una cena decente, oppure a mio marito scappano certi moccoli da giocarsi subito un paio d’eternità.

Dunque, dicevo, ieri sera guardavo la tv, e, per caso, e sottolineo per puro caso - ché non è certo mio costume guardare certe cose, ma si sa, alle volte il telecomando è uno strumento del demonio – sono capitata su Raitre, sul programma di Fabio Fazio. Ora, voglio chiarire, a me Fabio Fazio non sta neppure antipatico, di principio, perché mi ricorda mio nipote Riccardo, che è tanto un bravo figliolo, cresciuto all’oratorio e lì, anzi, diventato un bel personaggio, tanto è vero che non c’è sagra della parrocchia in cui non gli chiedano di fare l’imitazione di sua Eminenza il Vescovo, e Sua Eminenza il Vescovo stesso, che è uomo di spirito in tutti i sensi, sta lì in prima fila a sorridere bonariamente della sue battute, persino quando chiama la sua amica a fargli da spalla e all’amica scappa qualche parolaccia; proprio come da Fabio Fazio, insomma.

Ma ciò che è avvenuto ieri sera, Signor Presidente, lo sappia, mi ha sconvolto, sconvolto nel profondo e nel mio intimo, tanto che, le assicuro, i miei sensi e la mia sensibilità ne risultano così turbati, che tuttora, al solo ricordo, non posso fare a meno di tremare.

Fabio Fazio aveva invitato infatti Piero Angela a presentare il suo ultimo libro, che già dal titolo era per me una gran consolazione: Perché dobbiamo fare più figli. Le impensabili conseguenze del crollo delle nascite. Da anni prego per Piero Angela, che mi è sempre sembrato persona intelligente e fine, e non ho mai capito come mai, con tutto il suo acume, si intestardisca a fare quei programmi di scienza, in cui spiega i quark, le stelle, il Big bang, sguinzagliando il figlio per musei e osservatori all’inseguimento di fisici matematici, e mai una volta - una volta dico! – che invece faccia un bello special su Padre Pio o sulla Madonna di Fatima: e pensare che secondo me, all’Alberto, invece, una bella benedizione gli farebbe tanto bene, e intervistare qualche santo pastorello gli aprirebbe la mente più che ascoltare con reverenza le parole del primo premio Nobel disponibile!

Ma vabbè, ognuno i figli se li alleva come vuole, per carità, io sono tollerante; solo che a sentire il titolo dell’ultimo libro di Angela m’ero come illusa. Mi son detta: evviva, finalmente anche il dottor Piero ha visto la luce, e ora ce lo dirà lui, a questa massa di miscredenti abortisti, che invece bisogna figliare, figliare, figliare a più non posso, sennò qui ci invadono tutti i negri e i rom e i delinquenti di ogni parte del mondo, che sono tutti nel migliore dei casi terroristi e nel peggiore pure musulmani (sì, signor Presidente, io sono tollerante e cristianamente pia, ma suvvia, anche alla cristiana pietà vanno ben messi dei limiti!).

Mi metto dunque ad ascoltare l’intervista, con la migliore disposizione d’animo possibile, e per un bel tratto ne resto, come dire, consolata. Ma poi, ahimè, ecco il patatrac: Fabio Fazio chiede al dottor Piero perché gli piaccia tanto la scienza, e il dottor Angela risponde: «Perché la scienza è filosofia e si occupa di cercare risposte agli interrogativi che da sempre l’uomo di pone: chi siamo? Da dove veniamo? Al “da dove veniamo” risponde l’astrofisica, al che cosa siamo la biochimica, a “che cos’è la materia?” la fisica delle particelle elementari…»

Signor Presidente, lei capirà, al sentire queste affermazioni mi son venute le lacrime agli occhi. Ma come? In prima serata, in un’ora in cui davanti alla tv ci sono milioni e milioni di bambini (anche i miei, per dire, erano lì, con la forchetta a mezz’asta davanti e la bocca aperta per lo stupore, e io sono dovuta correre a tappar loro le orecchie con le mani, operazione quanto mai difficoltosa, come Ella immaginerà, avendo io solo due mani e loro nel complesso sei orecchie!) si lascia un giornalista libero di fare affermazioni simili, in piena impunità? La scienza - la scienza dico eh? – che dà le risposte ai grandi perché dell’uomo, ci dice cosa siamo e come siamo fatti? La scienza, e non la religione??

Gentile Presidente, Ella capirà bene, queste sono dichiarazioni gravissime, ma gravi assai. Io, che ho sempre pagato ligiamente il canone Rai, mi sono sentita offesa da tale mancanza di correttezza nell’informazione fornita dalla televisione pubblica. Come si può permettere che simili affermazioni vadano in onda senza che il conduttore faccia una piega? Senza che in studio vi sia un onesto contraddittorio, non dico un cardinale, ma un vescovo, o almeno il cappellano Rai, a far da contraltare?

Fabio Fazio, invece - a cui il caso Travaglio non ha proprio insegnato nulla, è evidente - sorrideva beato, ricordando le otto lauree concesse al dottor Angela, ed io lì, immobile, davanti la video, a pensare ai miei bambini esposti a questi ragionamenti corrosivi, a queste opinioni laiche così liberamente esposte, su un canale pubblico pagato da noi. Non si dica che si invoca la censura, qui il dolo è palese. Fabio Fazio non poteva non sapere, visti i libri che Angela scrive, quali fossero le sue posizioni: gente del genere, Presidente, non può essere lasciata andare in video senza un controllo preventivo su ciò che diranno, anzi, non capisco neppure come il dottor Angela possa continuare a condurre programmi per la Rai. È questione di rispetto, mi scusi, è questione di democrazia. Qui non si tratta di aver spettegolato sul presidente del Senato, qui si tratta della Religione e di Dio in persona!

Col cavolo che stavolta se la cava con un fervorino di scuse, Fabio Fazio. Come minimo, un pellegrinaggio riparatorio a ginocchioni al santuario più distante che viene in mente al Santo Padre. E speriamo pure che piova.

In fede, sua devotissima

Pia Concetta Baciabanchi

Via Chiesanuova

Cattolica.